K2: Tragica scalata con 9 morti e 4 dispersi

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K2: Tragica scalata con 9 morti e 4 dispersi

03 Agosto 2008

Un’altra scalata su uno dei tetti del mondo finisce in tragedia: è di almeno 9 morti e 14 dispersi il bilancio dell’arrampicata sul K2, la seconda montagna più alta del mondo con i suoi 8.611 metri. La spedizione iniziale era di circa 25 persone, secondo Roberto Manni, alpinista tornato al campo base perché non si sentiva bene. Salvo il valtellinese Marco Confortola, che si è calato dal difficile Collo di Bottiglia senza l’ausilio delle corde fisse spazzate via ieri dal crollo di un seracco. Tra le persone di cui non si hanno tracce invece il capospedizione olandese Wilco Van Rooijen.

Roberto Manni, partito dal campo 4 è tornato al campo base del K2 in seguito a un malessere, da dove segue insieme al collega Mario Panzeri, le tragiche vicende che si stanno susseguendo sopra il campo 4 del K2, sulla "spalla" della vetta. Durante la salita l’altro ieri sono decedute due persone, un alpinista serbo e uno coreano. "Ieri l’alpinista serbo è precipitato davanti ai miei occhi. Era su un tratto facile, dopo il Collo di Bottiglia, e si è ribaltato all’indietro improvvisamente. Io non sono riuscito nemmeno a capire chi era, eravamo in 25 a salire, è stato tremendo", ha raccontato Manni a "Montagna.tv".

Questa mattina gli scalatori hanno intrapreso una difficilissima discesa senza corde fisse, travolte dalla caduta del seracco, al traverso del Collo di bottiglia, a oltre 8.200 metri di altezza. Tra di loro c’era l’alpinista valtellinese Marco Confortola, 37 anni, giunto ora al campo 2 "provato dal freddo e dalla fatica", come ha assicurato il sito Montagna.tv. Marco Confortola è stato aiutato da due sherpa che l’hanno accompagnato al campo 4, sulla "Spalla" del K2. "Lassù è peggio di una guerra. Per fortuna Marco (Confortola) è in salvo, ma vorrei tanto essere ancora al campo 4 per dare una mano", ha aggiunto Manni.

"Qualcuno dice che i dispersi potrebbero essere 14 – racconta Manni – Pare che tre coreani fossero bloccati in quota, congelati dal ginocchio in giù. Uno dei soccorritori, forse uno sherpa, è precipitato insieme all’alpinista che stava salvando. Peggio di un bollettino di guerra".

Mentre l’alpinista italiano Marco Confortola sembra essersi rimesso in salute e sta scendendo dal campo 4 del K2 accompagnato da alcuni sherpa, è stato ritrovato uno degli scalatori dispersi, il capospedizione olandese Wilco van Rooijen.

Ancora dispersi, invece, dice il sito Montagna tv, il norvegese Rolf Bae e i sei alpinisti bloccati ieri sul Collo di Bottiglia. Secondo quanto riferito dalla spedizione olandese, non è chiaro, al momento, chi siano di preciso coloro che mancano ancora all’appello. Purtroppo, le speranze di recuperarli vivi, dopo 48 ore all’addiaccio, si affievoliscono di ora in ora.

Le attuali buone condizioni meteorologiche sulla montagna dovrebbe favorire la discesa degli altri eventuali dispersi ma bisogna far presto. Da domani sono previsti peggioramenti.

"Roberto Manni, che si trova al campo base, ci ha confermato che al momento, secondo le voci raccolte da varie spedizioni le persone decedute sono nove e quattro i dispersi": lo ha affermato – ai microfoni di Skytg24 – Agostino da Polenza, presidente del comitato K2 Cnr, che da ieri segue l’evolversi della situazione dopo la tragica scalata sul K2, la seconda montagna più alta del mondo con i suoi 8.611 metri.

Nel frattempo l’alpinista valtellinese Marco Confortola, che ieri si è calato dal difficile Collo di bottiglia senza l’ausilio delle corde fisse spazzate via dal crollo di un seracco, sta scendendo al campo 2, ha confermato Da Polenza, che segue la viceda assieme all’Ambasciata italiana e all’Unità di crisi da Polenza: "E’ lento perchè stanco e provato", ha spiegato.

Secondo Da Polenza, le informazioni raccolte non spesso frammentarie perchè "il contatto non è diretto, ma attraverso osservazioni di altri apinisti".

Intanto è stato ritrovato uno degli scalatori dispersi, il capospedizione olandese Wilco van Rooijen. Secondo quanto riferito dalla spedizione olandese, non è chiaro, al momento, chi siano di preciso coloro che mancano ancora all’appello.

Ieri mattina gli scalatori hanno intrapreso una difficilissima discesa senza corde fisse, travolte dalla caduta del seracco, al traverso del Collo di bottiglia, a oltre 8.200 metri di altezza.

 

APCOM