Kakà resta. Evviva Kakà! Evviva il presidente!
21 Gennaio 2009
Caro Diego,
non sto nella pelle! Dopo giorni di tormento, ecco il lieto annuncio da parte del presidente (ora e sempre!) Silvio Berlusconi: “Kakà è e resta del Milan. Gli abbiamo dato la possibilità di farsi un patrimonio consistente, ma lui ha valori più alti.” Ho qualche applauso da distribuire dopo tutta questa faccenda.
Il primo va a Silvio (ancora una volta!). Fossi stato in lui, avrei detto subito a Kakà che non si sarebbe mosso fino a scadenza di contratto. Ma avrei sbagliato. Silvio è rimasto freddo; ha fatto il fratello maggiore; ha fatto scegliere al giocatore, dando a vedere di comprendere persino i motivi di un eventuale addio. Risultato? Kakà resta. Evviva il presidente!
Il secondo applauso va ai plurimiliardari arabi del Manchester city. Senza di loro non avremmo assistito a questo spettacolo. Volevano dare una dimostrazione di forza, andando dritti al giocatore simbolo del nostro calcio, un pezzo dell’occidente. L’ingaggio di Kakà sarebbe stato un messaggio chiaro: “adesso comandiamo noi!” E invece… Milan 1, Manchester city 0 !! (ho una gran voglia di scrivere: Occidente 1, Arabi 0, ma mi trattengo).
Dopo i due applausi, l’ovazione!
Grazie Kakà, grazie, grazie e ancora grazie! Avevo quasi accettato l’idea che alla fine se ne sarebbe andato. I miei amici mi avevano quasi convinto, tra i quali anche tu caro Diego. E invece questo ragazzo di 26 anni ha risposto semplicemente picche. 130 milioni di euro al Milan e 20 al giocatore. E Kakà? “No, grazie!”
Ero presente al suo esordio allo Stadio Del Conero. Ancona-Milan 0-2! Ero a San Siro sabato. Io ed altre 70.000 persone a strillare per tutta la partita (e anche dopo i tre fischi): “Non si vende Kakà, non si vende Kakà.”
Alla fine Kakà non si è venduto. He belongs to Jesus, he doesn’t belong to money. Grandissimo!
