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Karzai costretto a salvare il governo Prodi

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Avete sentito la conferenza stampa che Karzai ha tenuto sulla questione della liberazione dei prigionieri talebani in cambio di Daniele Mastrogiacomo? Il presidente afghano non poteva essere più chiaro e dalle sue parole è venuta fuori tutta la pressione (per non parlare di ricatto) che il governo italiano ha esercitato per ottenere ciò che voleva. "Il governo italiano poteva cadere in qualsiasi momento", ha detto Karzai, probabilmente ripetendo quanto gli diceva Prodi al telefono nelle ore concitate precedenti alla liberazione. "L'Italia ha 1800 soldati nel paese, sta costruendo anche un'autostrada, aveva il diritto di chiedere il nostro aiuto" ha insistito il presidente afghano, facendo chiaramente capire cosa c'era sul piatto della bilancia e cosa rischiava il suo paese se non avesse accolto le richieste. Poi Karzai conclude: "trattative del genere sono state un fatto eccezionale e non si ripeteranno mai, in nessun caso, con nessun'altra persona e con nessun altro paese". Anche da queste parole si comprende il costo politico che il suo governo ha dovuto sostenere per venire incontro al ricatto dei talebani.  Perchè Karzai le pronuncia mentre due cooperanti francesi sono scomparsi nel sud ovest dell'Afghanistan, ma soprattutto perchè questo lascia intendere che le possibilità di una trattativa per Adjmal Nakshabandi, l'interprete di Mastrogiacomo sono vicine allo zero.
Le parole di Karzai smentiscono infine e in modo categorico quanto disse D'Alema in Parlamento e cioè che il governo italiano si era limitato a passare le richieste dei talebani al governo afghano, con un ruolo sostanzialmente neutro.
Kazai ci dice che le cose sono andate all'opposto e che lui ha dovuto decidere mentre dall'Italia giungevano disperate richieste d'aiuto e non tanto per Mastrogiacomo, quanto per il governo Prodi che "stava collassando".
 
 


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2 COMMENTS

  1. complimenti
    Caro Direttore,

    complimenti per il bel sito, facile da leggere e ricco di contenuti, non ultima la finestra di notizie ed approfondimenti in inglese che aiuta a seguire l’Italia anche coloro che si trovano all’estero, un caro saluto, maurizio molinari

  2. che pessima figura a sinistra
    La scoperta più recente a sinistra è che i talebani sono tagliagole
    Al direttore – Adjmal è un nome che in Italia sarà presto scordato e forse anche in Afghanistan, ma è il nome del traduttore del giornalista di Repubblica Daniele Mastrogiacomo: pure in Afghanistan sarà dimenticato e sarà tra i tanti morti di tutte le guerre degli ultimi decenni di quel paese, un caduto tra gli altri. Solo i parenti della vittima si rammenteranno di questo poveretto e la sua morte sarà una faccenda privata, eppure non è così. Non è una delle tante vittime di odi, di faide tribali e religiose, non è un combattente, un militare filogovernativo, caduto in combattimento, è un poveraccio che lavorava per l’informazione giornalistica, come il giornalista Mastrogiacomo. Si sarebbe potuto salvare? Quanto sarebbe costato alla diplomazia nazionale, alle trattative, la sua vita? Forse poco o quasi niente eppure si sono scordati di lui: la sua vita non rientrava nelle mediazioni e nell’immagine positiva che il governo italiano doveva avere sull’opinione pubblica nazionale. Sì, il pover uomo non valeva neppure quattro soldi e ci si è dimenticati di lui. Gli hanno tagliato la testa come a un cane infedele, peggio, come a un traditore. Peccato che la vita umana conti così poco quando non si è occidentali.

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