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Conferenza per l'Afghanistan

Karzai fa incetta di aiuti, Italia e Francia confermano il loro impegno

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Si è tenuta ieri a Parigi la Conferenza Internazionale di sostegno all’Afghanistan, che ha avuto lo scopo di “riaffermare la solidarietà e l’impegno duraturo della comunità internazionale in favore di quel paese e del suo popolo”. La Conferenza, a cui partecipano circa 90 delegazioni da tutto il mondo, si situa a metà percorso del periodo dell’Afghanistan Compact (2006-2011), scaturito dalla Conferenza di Londra del 2006, e dopo l'approvazione del documento di riferimento strategico afgano, l’ Afghanistan National Development Strategy (ANDS), varato a Kabul per il quinquennio 2008 – 2013.

In apertura dei lavori il Presidente Sarkozy ha sottolineato che la Conferenza rappresenta “un’occasione di riflessione sulle nostre strategie”. “Un Afghanistan stabile, riconciliato, libero dai terroristi, dalla droga e dai suoi trafficanti  – ha proseguito il Presidente francese – è un obiettivo comune”. Sarkozy ha voluto confermare gli impegni presi a marzo a Bucarest in occasione del summit della NATO ed ha ribadito la decisione di “portare un contributo aggiuntivo alla formazione dell’esercito afghano e alla stabilizzazione del paese attraverso lo schieramento di un battaglione supplementare nell’est dell’Afghanistan” perché “la sicurezza è la prima condizione per lo sviluppo economico e sociale dell’Afghanistan”. Non solo, il Presidente ha anche annunciato che Il contributo economico della Francia alla ricostruzione sarà più che raddoppiato. Da parte sua il Presidente Karzai ha concordato sul fatto che “la più grande sfida per il paese continua ad essere la sicurezza, senza la quale tutti gli altri nostri obiettivi non potranno essere raggiunti”.

 Ma il Presidente afgano ha più volte associato il destino del proprio paese a quello dell’intera regione e ha invocato una maggiore cooperazione con i vicini contro il terrorismo internazionale. Karzai ha solo velatamente affrontato il problema, mentre il Presidente Sarkozy, in precedenza, aveva puntato il dito contro il Pakistan che rappresenta ancora un rifugio sicuro per i terroristi. Ma il Presidente Karzai ha voluto soprattutto indicare quelli che dovranno essere i principali programmi per i prossimi anni, le priorità da perseguire: strade, educazione, salute, agricoltura ed elettricità (road, education, health, agriculture and electricity). E proprio gli investimenti nelle infrastrutture e nell’energia sono uno dei punti fondamentali del documento conclusivo, insieme al rafforzamento della democrazia, delle istituzioni, dei servizi e alla lotta alla corruzione, al narcotraffico e al terrorismo.

Anche l’Italia, naturalmente era presente alla Conferenza con il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, che ha ribadito l’impegno del nostro paese in quel difficile scenario, e ha confermato che l’Italia è pronta ad incrementare la presenza dei nostri mezzi e ad inviare nuovi Carabinieri allo scopo di aiutare i nostri alleati afgani nella ricostruzione e nella preparazione delle proprie forze di polizia. Non solo, quindi, l’Italia, come il Ministro aveva preannunciato da tempo, è intenzionata a rimuovere i caveat nazionali che limitano l’operatività delle nostre truppe, ma è pronta anche a rispondere positivamente alle richieste sempre più pressanti degli alleati della NATO e del Governo afgano per un maggiore impegno contro i talebani.

Gli uomini dell’Arma dei Carabinieri sono oggi impegnati in prima persona nella Nato Training Mission (NTM-I) di Camp Dublin, a Baghdad, e condividono con i militari iracheni i successi degli ultimi mesi. Le richieste della NATO e del Governo Karzai, che durante la Conferenza ha sottolineato la forte volontà del suo governo di costruire una forza di polizia che sia in grado di operare “nel rispetto della legalità e dei diritti umani”, rappresentano un ulteriore riconoscimento del lavoro svolto dai nostri militari, di cui andare orgogliosi. Ora il nostro paese potrà assumere un ruolo di primo piano anche in Afghanistan, nell’ambito della missione diretta dal Brigadiere Generale della polizia tedesca Jurgen Scholz, denominata EUPOL AFGHANISTAN (European Police Afghanistan), finalizzata allo svolgimento delle attività di training, advising e mentoring a favore del personale afgano destinato alle unità dell'Afghan National Police (ANP), dell'Afghan Border Police (ABP) e dell’ Afghan national civil order police (ANCOP), alla quale l’Italia  già contribuisce con 25 uomini dell'Arma dei Carabinieri e personale della Guardia di Finanza.

Proprio l’argomento Afghanistan rappresenta il filo che unisce la Conferenza di Parigi ad un altro importante avvenimento di questi giorni, la visita del Presidente Bush a Roma. “Ringrazio il governo italiano per aver annunciato al Parlamento che la restrizione sulle forze in Afghanistan è stata rimossa e saranno inviati altri Carabinieri per addestrare i poliziotti” ha detto Bush durante la conferenza stampa congiunta, a conclusione dei colloqui con il Presidente Berlusconi.

Insomma, dopo due anni di oblio, l’Italia torna ad assumere un ruolo di primo piano in ambito internazionale grazie alle politiche coraggiose del nuovo Governo, e può finalmente ricevere i giusti riconoscimenti per il lavoro svolto in questi anni, con professionalità e competenza sempre al servizio della pace globale.

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