Kenya, riprendono le violenze

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Kenya, riprendono le violenze

09 Gennaio 2008

La nomina di alcuni ministri da parte del presidente Mwai Kibaki ha scatenato
nuove violenze in Kenya in nottata.

Mentre oggi l’Unione Africana ha dato inizio ai colloqui per cercare di porre
fine ai disordini post-elettorali in cui sono state uccise almeno 500
persone.

Dopo un’interruzione degli scontri scoppiati in seguito alla contestata
rielezione del presidente del 27 dicembre, Kibaki ieri ha nominato 17 ministri,
alimentando ulteriori proteste.

“Per i sostenitori del presidente Kibaki (la nomina) sarà una conferma della
sua posizione, per chiunque altro dubiti della legittimità della sua elezione
sarà considerata un segno di cattiva fede in vista dei colloqui”, ha scritto il
principale giornale keniota, il Daily Nation.

Dopo la nomina dei ministri da parte di Kibaki, centinaia di rivoltosi hanno
eretto barricate date poi alle fiamme.

Gli abitanti degli slum di Nairobi raccontano che i sostenitori
dell’opposizione sono anche scesi nelle strade, alcuni armati di
machete.

Il leader dell’Unione Africa e presidente del Ghana John Kufor incontrerà
Kibaki in mattinata, e ha poi in programma di vedere Raila Ordinga, capo
dell’opposizione.

Le pressioni internazionali perchè si arrivi a una soluzione negoziata stanno
crescendo. Le possibili soluzioni vanno da un governo di larghe intese a una
nuova elezione.

Circa 500 persone sono morte nelle violenze seguite alle elezioni che
l’opposizione considera truccate e per gli osservatori stranieri non hanno
seguito gli standard democratici.

Ieri l’Orange Democratic Movement (ODM) di Odinga ha rifiutato l’offerta di
colloqui bilaterali di Kibaki, dicendo che senza mediatori internazionali
sarebbe stata una farsa.

Qualche ora dopo Kibaki ha nominato i ministri, in quello che per
l’opposizione è un tentativo di cementare la vittoria e ridurre la possibilità
di un governo di unità nazionale, che era stato da lui precedentemente
proposto.