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Kim Dotcom, il “predator” del web estradato negli Usa

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Kim Dotcom, il fondatore di celebri siti di file-sharing come Megavideo e Megaupload, chiusi negli anni scorsi da Fbi e polizie informatiche di mezzo mondo per pirateria informatica, verrà estradato dalla Nuova Zelanda negli Stati Uniti, dove lo aspettano i tribunali con l'accusa di violazione del copyright e riciclaggio. Dotcom rischia lunghi anni di carcere. Kim Schmitz, "Kim Dotcom", avrebbe guadagnato più di 175 milioni di dollari con i suoi siti da dove guardare o scaricare gratis musica, film, serie tv. Il Congresso degli Usa negli anni scorsi aveva votato una controvera legge contro la pirateria sul web ("SOPA"), sostenuta da uno schieramento bipartisan: Megaupload, Megavideo e altre piattaforme erano state chiuse ga un giorno all'altro. Il SOPA è stato criticato perché, secondo alcuni, è una legge che ha favorito le lobby della "old economy", come le major del cinema, della discografia e dei videogame, che però giustamente non vogliono più perdere milioni di dollari all'anno vedendo evasi i loro diritti. Quando i Federali arrestarono Billy, si scoprì che "l'eroe del web" (per taluni dei movimenti cyber) era in realtà un riccone che insieme a Megavideo si era anche fatto una megavilla (si chiuse in un bunker che aveva fatto costruire per sfuggire all'arresto). Un tipo particolare, Dotcom. Aveva una cinquantina di auto di lusso in garage e una statua a grandezza naturale di Predator in salotto.

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