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Kirghizistan. Riprendono gli scontri nel sud del Paese

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Sono ripresi gli scontri interetnici nel sud del Kirghizistan. Le forze dell'ordine hanno condotto retate casa per casa in un quartiere uzbeko di Nariman, vicino al confine con l'Uzbekistan, lasciando due persone uccise e decine di altre ricoverate dopo essere state malmenate. All'origine dell'intervento degli agenti, l'assassinio di un poliziotto locale. Sette le persone arrestate.

Stamattina, intanto, alcuni attivisti per i diritti umani hanno accusato oggi la polizia kirghisa di aver attaccato un villaggio abitato da cittadini di etnia uzbeka, uccidendo due persone e ferendone 20.

Da dieci giorni il Kirghizistan meridionale è sconvolto da scontri etnici, in cui sono morte almeno 208 persone, anche se la stessa presidente provvisoria Roza Otunbaieva sostiene che i morti sono dieci volte tanti. Aziza Adirasulova, esponente del gruppo per i diritti umani Kalym-Shaly, ha affermato che la polizia, prevalentemente formata da kirghisi, ha attaccato il villaggio di Nariman, alla periferia di Osh, per vendetta dopo l'uccisione di un agente. Diversi sfollati uzbeki hanno apertamente accusato la polizia di aver aperto il fuoco contro i civili. Circa 400mila uzbeki sono scappati dal sud del Kirghizistan e al momento non sembrano intenzionati a tornare.

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