Kirghizistan. Strade in fiamme a Osh nel secondo giorno di scontri
12 Giugno 2010
di Redazione
È ancora oggi in fiamme parte della città kirghiza di Osh, nel sud del Paese, dove da ieri sono in corso scontri interetnici tra uzbeki e kirghizi che hanno già provocato almeno 50 morti e oltre 650 feriti, nella più dura esplosione di violenza dalla rivolta dello scorso aprile durante la quale l’allora presidente Kurmanbek Bakyev fu deposto e costretto alla fuga.
Oggi la situazione rimane molto tesa. Durante tutta la notte sono proseguite sparatorie e scontri a fuoco in diverse località del sud del paese. "Intere strade sono in fiamme", ha detto oggi il portavoce del ministero dell’Interno Rakhmatillo Akhmedov, "la situazione è molto grave e (la violenza) non accenna a smettere. Ci sono case in fiamme".
Le autorità kirghize hanno intanto richiamato poliziotti e militari in pensione per poter far fronte all’emergenza a Osh e "prevenire la guerra civile". "Le autorità saranno riconoscenti verso tutti quei volontari pronti ad aiutare per prevenire la guerra civile nel sud del Kirghizistan", ha detto alla televisione nazionale un responsabile del governo, Azimbek Beknazarov, "i poliziotti e i militari dispiegati sul posto stanno crollando per la fatica, dormono sulle strade che devono sorvegliare. Se non ci saranno rinforzi, non avremo forze sufficienti per affrontare la situazione nei prossimi due giorni".
