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Kosovo indipendente: adesso Putin può rilanciare la sua politica di potenza

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La dichiarazione unilaterale d’indipendenza del Kosovo entrerà con ogni probabilità nell’elenco dei più significativi, addirittura fatali, avvenimenti della storia contemporanea. C’è qualcosa che ricorda una tragedia greca antica, dove i personaggi, pur prevedendo le disastrose conseguenze delle loro azioni, sono trascinati verso il baratro senza potersi opporre al destino.

E’ vero che l’Europa, ipnotizzata dalla nuova ondata di pulizia etnica condotta dalle truppe di Milosevic e mossa da una giusta indignazione, ha promesso ai kosovari il riconoscimento della sovranità del loro stato. Promettendo l’indipendenza per ricompensare le loro sofferenze, l’Europa ha ignorato che negli scontri etnici non ci sono giusti e ingiusti in assoluto, perché vittima e carnefice si scambiano i ruoli in continuazione, in corrispondenza della mutevole correlazione di forze. Respinta l’aggressione delle truppe di Milosevic, i kosovari-albanesi hanno a loro volta cominciato la persecuzione della minoranza serba, costringendo la comunità internazionale a intervenire per proteggerla.

E’ vero che la promessa dell’indipendenza non può essere rimangiata, ma la si poteva realizzare in modi diversi. Cercando il massimo consenso possibile da parte della Serbia, si poteva disegnare condizioni privilegiate per la sua entrata nell’UE, facendole un’offerta che non poteva essere rifiutata e dando aiuto ai serbi che desiderano lasciare il Kosovo. Il successo del moderato Tadic alle elezioni presidenziali aveva dimostrato che attraverso la diplomazia, e con tanta pazienza, era possibile arrivare a un accordo di compromesso. Non è andata così. Adesso, dopo la proclamazione dell’indipendenza del Kosovo, ci si attende il suo riconoscimento immediato da parte di Francia, Germania e Gran Bretagna  per non dare alla Russia il tempo di opporre resistenza all’ONU. Non c’è dubbio, invece, che il caso Kosovo dà al governo di Putin un’ottima possibilità di rilanciare la politica di potenza russa sia nei Balcani che nel Caucaso.

Nei Balcani, la Russia appoggerà tutte le richieste della Serbia, inclusa la separazione dal Kosovo della regione dei monasteri intorno a Mitrovica, fino alla separazione dalla Bosnia della regione popolata dai serbi e il suo passaggio sotto la giurisdizione di Belgrado. Ma se l’Unione Europea riuscirà a tenere sotto controllo la situazione nei Balcani, il Caucaso, se la Russia accetterà la sfida, tornerà ad essere zona d’influenza russa. Una risposta “simmetrica” di Putin è già pronta: alla Serbia rimpicciolita corrisponderà una Georgia amputata.

Le due repubbliche autonome di Abkhazia e Ossezia del Sud, ancora parte della Georgia, hanno già rivolto un appello alla Russia e agli altri paesi delle Nazioni Unite per il riconoscimento della loro indipendenza. Come ha dichiarato il Presidente abkhazo Serghej Bagapsh, “il caso del Kosovo rappresenta un precedente, mentre tutti i riferimenti alla sua presunta unicità sono una manifestazione della politica dei doppi standard”. A sua volta, il Presidente dell’Ossezia del Sud, Eduard Kokojty, ha sottolineato che la lotta per la sovranità della repubblica non si fermerà. La divisione dell’Ossezia in due parti è un lascito della politica delle nazionalità staliniana del divide et impera; la situazione è aggravata dal fatto che l’Ossezia del Nord fa già parte della Federazione Russa. Inoltre, la maggioranza della popolazione dell’Abkhazia, circa l’80 per cento secondo stime non ufficiali, ha già acquisito la cittadinanza russa.

In definitiva, l’esito della crisi kosovara, nell’ultimo round dello scontro tra i due princìpi ritenuti ugualmente legittimi dalla comunità internazionale - quello dell’indiscussa sovranità dello stato sul proprio territorio e quello del diritto dei popoli all’autodeterminazione, formulato quasi un secolo fa da Wilson e Lenin -, ha sancito chiaramente la vittoria del secondo.

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3 COMMENTS

  1. Kosovo e ……. Europa
    Un solo commento, povera Europa. nano politico, seguace senza testa delle scelte fatte altrove. E’ chiaro che adesso Ossezia, Abkazia, Transnistria piu’ tutte le zone serbe chiederanno e pretenderanno di fare la stessa cosa che ha fatto il Kosovo. E tu cosa risponsi ? No ? Prche’ solo il Kosovo ……..

  2. Una precisazione
    “Nei Balcani, la Russia appoggerà tutte le richieste della Serbia, inclusa la separazione dal Kosovo della regione dei monasteri intorno a Mitrovica…Victor Zaslavsky”.

    Ehmm…ognuno è libero di avere la propria opinione, ma i fatti non si possono cambiare. La cosiddetta “regione dei monasteri” non si trova affatto “intorno a Mitrovica” (ossia nel nord del Kosovo), bensì a ovest e corrisponde a quello che i serbi chiamano “Metochia”; intorno a Mitrovica si trova, invece, raggruppata la maggior parte della minoranza serba in Kosovo.
    Insomma, se la Serbia volesse inglobare le due unità amministrative settentrionali a maggioranza serba è un conto (magari si potrebbe trattare coi kosovari per scambiarle con i distretti di Preseva, Bujanovc e Medvegja, territori a maggioranza albanese in Serbia, al confine col Kosovo) ma se volesse anche tutte le chiese e monasteri che knez Stefan Dusan sparse per tutto il Kosovo durante la Grande Serbia medievale, o si dice ai kosovari “Scusate, abbiamo scherzato, indipendenza annullata, sapete, i serbi non possono vivere se gli manca anche una sola chiesa medievale”, oppure si mettono le ruote a chiese e monasteri e si trasferiscono in Serbia.

  3. Sta arrivando il giorno ke
    Sta arrivando il giorno ke voi europei da quatro soldi pregherete a noi SERBI di difendervi dagli musulmani kome lo abbiamo fatto tanti secoli fa,pero grazie al’ leccacullismo (nei confronti del’ america)magari i SERBI decidono di non salvarvi il culo (un altra volta)e magari si dicono “difendiamo solo cio ke e nostro”e cosi i musulmani arriverano da Palermo a Svezia e vi dico una cosa non piangete quando cio succedera perche e questo cio ke vi aspetta. S VEROM U BOGA ZA KRALJA I OTADZBINU.

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