Kosovo, per la Troika falliti i colloqui serbo-albanesi

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Kosovo, per la Troika falliti i colloqui serbo-albanesi

28 Novembre 2007

Si sono chiuse senza alcun risultato le tre giornata di colloqui a Baden fra serbi e albanesi sullo status del Kosovo. Il fallimento dei negoziati è stato confermato anche dalla Troika, l’asse Ue-Usa-Russia.

“Purtroppo le parti non sono riuscite a raggiungere un accordo sullo statuto del Kosovo”, ha dichiarato a una conferenza stampa al ministero degli
esteri a Vienna, Wolfgang Ischinger, rappresentante dell’Ue nella
Troika.

“La conferenza a Baden significa la fine dei colloqui diretti”, ha
aggiunto il diplomatico tedesco precisando che “il mandato della Troika termina
il 10 dicembre”. Entro tale data i tre dovranno presentare il loro rapporto
finale sui negoziati al segretario generale dell’Onu Ban Ki-monn.
La pace
nell’area è “in pericolo”, ha aggiunto il delegato americano Frank Wisner.

Ma anche le autorità kosovare hanno espresso il loro rammarico per il mancato raggiungimento di un accordo. “Ci dispiace che la Serbia non abbia
ritenuto possibile accettare lo status finale indipendente del Kosovo” ha
dichiarato Hashim Thaci, il vincitore delle elezioni politiche kosovaro e
prossimo premier, alla conclusione del terzo giorno di colloqui che si sono
svolti nella cittadina termale di Baden in Austria.

Il
presidente kosovaro, Fatmir Seidju, è stato molto chiaro nell’esprimere che ora
l’unica via per procedere è quella dell’indipendenza della provincia amministrata
dal 1999 dall’Onu. “Putroppo non è stato raggiunto un accordo – ha detto –
l’indipendenza è l’inizio e la fine della nostra visione del Kosovo”.  “Noi consideriamo il processo completamente
esaurito” ha aggiunto Sejdiu al termine dell’incontro.

Per i leader kosovari, infatti, non vi saranno altri colloqui con Belgrado
prima del 10 dicembre, la data in scade il termine concesso dall’Onu alla
troika di mediatori, composta da Ue, Russia ed Usa, per portare le parti ad
un’intesa disposti a continuare a trattare dopo la data considerata da Pristina
un vero e proprio ultimatum, come chiede la Russia che sostiene la posizioni di
Belgrado che è disposta ad offrire la più ampia autonomia, fermandosi
praticamente ad un passo dall’indipendenza.

D’altra parte, Pristina non ha fatto mistero del fatto di non essersi seduta al
tavolo con l’intenzione di negoziare: “Non abbiamo cercato il consenso di
Belgrado, ma una partnership con la Serbia”, ha dichiarato Veton Surroi,
un esponente politico moderato kosovaro che fa parte della delegazione dei
mediatori.

I leader kosovari intendono ora dichiarare al più presto possibile, a seguito
di consultazioni con Washington e Bruxelles, l’indipendenza. Ed assicurano che la
dichiarazione non provocherà nessun tipo di violenza nella provincia, sottolineando
che anche Belgrado ha più volte escluso ogni risposta violenta.