Kyenge, basta insulti. “Italia ha tanta strada da fare nella immigrazione”

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Kyenge, basta insulti. “Italia ha tanta strada da fare nella immigrazione”

28 Luglio 2013

L’intervista a Repubblica del ministro Kyenge viene dopo gli insulti e le banane dei giorni scorsi. "Mio marito è un po’ preoccupato per me, io però non perdo la serenità, anche se adesso sono in pensiero per la sicurezza delle mie figlie", dice Kyenge, e fin qui nulla da obiettare. Dietro certe forme di protesta barbarica può sempre nascondersi il rischio della violenza vera. Stavolta però il ministro va oltre e spiega "Non posso nascondere che a volte mi sento stanca del ripetersi di insulti tanto pesanti. Non me li aspettavo così forti, ma non mi fermo o concentro sugli attacchi in sé", dice, "provo a guardare avanti, a riflettere sul disagio che dobbiamo cogliere dietro a questi avvenimenti e a quali siano le risposte migliori che la politica e la società intera possano dare". Qui conviene interpretare il ragionamento di Kyenge, il "disagio" sarebbe quello di chi l’attacca, se abbiamo capito bene quello di chi non accetta il fenomeno della immigrazione con le sue contraddizioni o scarica sui migranti le difficoltà sociali dell’epoca. Era meglio la battuta con cui il ministro aveva risposto ai lanciatori di banane, "spreco di cibo mentre la gente muore di fame". Stavolta invece si scivola nel sociologhese che non convince del tutto (chi critica i punti deboli della immigrazione in Italia non lo fa per forza perché vive una condizione di disagio, può anche avere delle idee diverse da quelle del ministro sulla integrazione). L’intervista prosegue, Kyenge racconta del suo nuovo rapporto con la scorta, degli sms che si scambia con le figlie, della "sorpresa" dopo gli insulti ricevuti. "Non potevo immaginare reazioni tanto violente". Infine, la lezioncina che poteva anche essere evitata: l’Italia, secondo il ministro, ha "tanta strada da fare" sulla immigrazione, "per troppo tempo si è sottovalutato l’aspetto e l’apporto culturale che questa dà al Paese", annunciando un nuovo piano di "sensibilizzazione" nelle scuole. Che il nostro Paese abbia una storia migratoria più recente rispetto ad altri Paesi occidentali o europei questo è vero, ma da Lampedusa agli sbarchi l’Italia è anche l’approdo preferito per tanti che decidono di raggiungere l’Europa. Forse è vero che abbiamo ancora tanta strada da fare, ma valeva la pena ricordare tutto quello che è già stato fatto.