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Kyenge, Goveno come un suq. Ma il ministro pecca di orientalismo

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"Questo governo è come un suq", dice il ministro Kyenge, "una esperienza molto positiva". Il ministro per l'integrazione parla al porto di Genova, al Festival delle Culture del Mediterraneo, e parlando dell'esecutivo aggiunge che "Siamo così diversi che dobbiamo cercare un linguaggio nuovo ogni giorno". La mescolanza di culture di Genova, "è una città in cui le varie culture si mescolano e si incontrano unendosi creando una nuova coesione sociale", la mescolanza di visioni politiche del Governo. "A chi mi attacca col linguaggio della violenza rispondo con il mio linguaggio della non violenza", scrive su Twitter Kyenge dopo le polemiche delle scorse settimane con la Lega Nord e a Genova rilancia sullo "ius soli", occasione di integrazione per i 18 figli di genitori stranieri in Italia. A proposito delle misure contenute nel Decreto del Fare, commenta "Nessun automatismo, solo un modo per non far pagare ai minori nati in Italia errori burocratici o amministrativi di terzi". Poi soffia sulle 15 candeline del Festival di Genova. Dopo il meticciato, insomma, il suq. Solo che stavolta la ministra pecca un po' di orientalismo, riducendo il tipico mercato arabo alla immagine consolidata nell'immaginario fatta di caos, merci e popoli che si confondono. In realtà il suq era il regno delle corporazioni del mondo arabo e islamico, un sistema chiuso, dove si entrava per diritto di nascita e di eredità. Un sistema corporativo. Non è proprio un paragone azzeccato per descrivere il Governo italiano.

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