Kyenge rilancia ma il Papa non ha mai nominato lo “ius soli”
09 Luglio 2013
di Redazione
"Il Papa scuote le nostre coscienze e incoraggia chi dalle politiche dell’indifferenza vuole passare a quelle dell’accoglienza", dice il ministro Kyenge, come se la messa simbolica e solenne di ieri del Papa fosse da intendersi a uso e consumo della lotta politica in Italia. "L’Italia e l’Ue devono lavorare assieme. Bisogna che ognuno faccia un passo avanti”, dice il ministro, che afferma di condividere in pieno le parole del Papa e chiede alla Ue che si introduca lo Ius Soli europeo per i figli degli immigrati. "I simboli sono importanti, e il Papa a Lampedusa può servire a rompere certi automatismi quotidiani, perché si porti avanti un progetto di convivenza", dice ancora Kyenge, ”Il migrante e’ una persona che non viene a rubare lavoro, non viene per delinquere, non e’ soltanto una questione di sicurezza”. E ancora: "C’é uno ius soli puro, come in Usa o in Argentina, e uno ius soli temperato, come in molti Paesi europei, che vuol dire dare la cittadinanza a chi nasce e cresce nel nostro Paese". Di Ius Soli, però, il Papa non sembra aver mai parlato.
