L’11 Settembre, New York e quel processo mancato alla Jihad

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L’11 Settembre, New York e quel processo mancato alla Jihad

L’11 Settembre, New York e quel processo mancato alla Jihad

11 Settembre 2013

di Ronin

Commozione a New York e negli Usa per la commemorazione dell’11 Settembre 2001. L’attacco alle Torri Gemelle resta una ferita aperta. Gli americani hanno visitato il Museo della Memoria sorto al posto delle Torri, deposto fiori, pianto i loro cari. A Washington, Obama, Michelle, il vice Biden e consorte hanno commemorato anche loro quella tragedia con un minuto di silenzio. Ma effettivamente cos’ha fatto la amministrazione Obama per processare e condannare gli ideatori e complottisti della strage che restano ancora a "Gitmo", il supercarcere militare di Guantanamo che Obama voleva chiudere ormai molti anni fa?

Dopo dodici anni dall’attacco al cuore dell’america, la giustizia americana non ha fatto il suo corso. Si è condannato senza pietà il maggiore Hasan, quello della strage di Fort Hood, ma per i detenuti di Gitmo (2.700 vittima) c’è ancora tempo, visto che Obama ha deciso di garantirgli, nonostante tutto, gli stessi diritti civili di qualsiasi altro cittadino americano di fronte alla legge. Un modo, si è detto, per rassicurare quel pezzo di elettorato pacificsta, multilateralista e scosso dalla rabbia anti-islamica che venne fuori ancora una volta nel Paese con i balli in piazza al momento della notizia dell’uccisione di Osama Bin Laden.

Dicono gli esperti che per vedere il primo processo per crimini di guerra contro la cupola di Al Qaeda rinchiusa a Gitmo dovremmo aspettare l’estate del 2014, mentre uno dei soci del boss, Khaled Sheyk Muhammad, pare chieda ancora pasti che rispettino la sua dieta senza olive e condimenti. Filtrano voci che nel luogo passato alla storia come il castello della tortura imperialista, altri sospetti jihadisti si dilettano con classici della letteratura inglese e la Playstation, alla faccia degli autori di bestseller che si lamentano. Come si può del resto assicurare giustizia oltremare e minacciare il boia Assad se a casa ancora non si è risolto il processo ai killer dell’11 Settembre? La guerra giudiziaria soft alla Jihad è solo un altro profilo della debolezza americana. Per onorare davvero quei morti e ricordare le Torri con il cuore meno pesante, almeno questa guerra andrebbe vinta.