La bionda Paris e il canuto John
07 Agosto 2008
Ha combattuto i vietcong. Ha sconfitto un tumore della pelle. Ha schivato le insidie della politica di Washington. Ma un avversario come Paris Hilton, John McCain non l’aveva ancora affrontato. La bionda ereditiera è entrata a pieno titolo nella corsa alle presidenziali del 2008. Lo ha fatto alla sua maniera con un filmato, metà spot elettorale e metà video clip da Mtv. Tutto è iniziato la settimana scorsa, quando il senatore dell’Arizona ha mandato in onda uno spot intitolato “Celebrity” in cui Barack Obama, adorato dalle folle berlinesi, viene paragonato a Paris Hilton e Britney Spears. “E’ la più grande celebrità al mondo – recita il narratore – ma è in grado di guidare la nazione?”.
Lo staff del senatore democratico ha criticato il tono dello spot. I consiglieri di McCain hanno ribattuto che Obama non ha il senso dell’umorismo. Fin qui, tutto normale. Poi, però, è intervenuta la madre di Paris Hilton, Kathleen, che ha definito lo spot “uno spreco di tempo che distoglie l’attenzione della gente nel momento in cui milioni di americani stanno perdendo la casa e il lavoro”. Per la cronaca, i signori Hilton hanno versato quasi 5 mila dollari a favore della campagna elettorale di McCain. Ma il bello (o, meglio, la bella) deve ancora venire. L’altro ieri, infatti, è stato pubblicato sul sito web www.funnyordie.com un video di Paris Hilton che risponde per le rime al “vecchietto canuto e aggrinzito” McCain e annuncia la sua candidatura alla Casa Bianca. Promettendo, in caso di vittoria, di dipingerla di rosa.
Il video è stato riprodotto centinaia di migliaia di volte in poche ore ed è rimbalzato sui network nazionali. Adagiata su un lettino ai bordi di una piscina, fasciata da un bikini leopordato, Paris ammicca alla sua maniera per annunciare di essere pronta a guidare la nazione (“I’m ready to lead”). La starlet 27enne prende in giro il candidato repubblicano punzecchiandolo sul più facile degli argomenti: l’età. Lo paragona a Yoda di “Guerre Stellari”, mentre una voce fuori campo dichiara: “McCain è la più vecchia celebrità del mondo. E’ talmente vecchio che si ricorda ancora quando ballare era bollato come un peccato”. Nei due minuti di “annuncio alla nazione”, l’ereditiera non si accontenta di rispondere a McCain. Propone già il suo vicepresidente, la popstar Rihanna. E, soprattutto, illustra il suo piano per risolvere la crisi energetica e il caro petrolio. Per Paris, la soluzione è un mix di nuove trivellazioni a largo delle coste e di incentivi per sviluppare le energie alternative. Insomma, un po’ McCain e un po’ Obama.
Lo staff del senatore repubblicano, che aveva giudicato Obama privo di senso dell’humour, è stato attento a non cadere nella stessa trappola. La risposta a Paris Hilton è stata affidata al portavoce di McCain, Tucker Bounds. “Paris – ha affermato – non sarà una celebrità come Obama, però ha un piano per l’energia migliore del suo”. D’altro canto, è proprio sulla questione energetica che si è acceso il dibattito tra Obama e McCain, negli ultimi giorni. Il senatore dell’Illinois ha infatti accusato il suo avversario di “essere, come Bush, in mano ai petrolieri”. McCain ha risposto che Obama è un ipocrita, avendo ricevuto 400 mila dollari dalle compagnie petrolifere per la sua campagna elettorale. Ed ha ricordato che, nel 2005, Obama votò a favore di una proposta di Bush per tagliare le tasse sui proventi del petrolio, mentre McCain si oppose. Il dibattito si è, quindi, spostato sull’opportunità di nuove trivellazioni offshore per svincolarsi dalla dipendenza del petrolio mediorientale. Obama, in un discorso in Michigan all’inizio di questa settimana, si è detto favorevole, dopo essersi a lungo opposto alla misura. Un ripensamento dettato dai sondaggi: con la benzina a 4 dollari al gallone, il prezzo del carburante è diventato uno dei temi decisivi per il 4 novembre. Il cambio di rotta, l’ennesimo, ha offerto il destro a McCain che ha ribadito l’accusa ad Obama di essere un flip-flopper, un voltagabbana.
D’altronde, se McCain ha avuto il suo bel da fare con la platinata Paris, Obama ha dovuto disinnescare la bomba Ludacris. Il rapper nero ha infarcito una canzone, dal titolo “Politics (Obama is Here)”, di insulti contro McCain e Hillary Clinton. Il candidato democratico ha preso immediatamente le distanze dal rapper, che, come già il vulcanico reverendo Wright (sua ex guida spirituale), rischia di alienargli il voto dei bianchi. A proposito, anche Ludacris nel suo controverso rap (come Paris nel suo cliccatissimo video) afferma di voler ridipingere la Casa Bianca. Inutile dire di quale colore.
