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Riprendono i processi penali contro il Premier

La “bomba istituzionale” della Consulta che fa male al Paese

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La Corte costituzionale, dopo una lunghissima Camera di consiglio, ha deciso per l’annullamento del “lodo Alfano”. Una vera e propria “bomba istituzionale” che si abbatte sulla legislatura in corso. La sentenza ha come conseguenza immediata che i processi penali contro il Presidente del consiglio potranno riprendere il loro corso risucchiando il Premier nel perenne gorgo delle azioni penali intraprese nei suoi confronti.

Né sembra possibile un nuovo blocco dei processi tramite la rapida approvazione di una nuova legge che la straripante maggioranza parlamentare di centro-destra potrebbe rapidamente approvare. Infatti, la Corte – non importa, ormai, se a torto o a ragione – ha affermato che la sospensione dei processi viola non solo l’art. 3 della Costituzione, ossia il principio di eguaglianza, ma anche l’art. 138, che prevede che le modifiche costituzionali si fanno con leggi di revisione costituzionale e non con legge ordinaria (come era, invece, il “lodo Alfano”).

In questo modo la Corte ha sbarrato definitivamente la strada all’approvazione di una nuova legge ordinaria sulla materia. Se si vogliono sospendere i processi – sostiene la Corte – ci vuole una legge costituzionale.

Ma la legge di revisione costituzionale è approvata al termine di un iter lungo e complesso. Richiede infatti che ciascuna Camera del Parlamento adotti ben due deliberazioni a distanza, l’una dall’altra, di almeno tre mesi. Inoltre se la seconda deliberazione non ottiene almeno la maggioranza dei due terzi dei parlamentari, c’è la possibilità del ricorso al referendum, che, nel caso di specie, certamente le opposizioni promuoverebbero nel Paese.  Chiedere il referendum, peraltro, è molto facile, visto che sono sufficienti cinquecentomila elettori, oppure un quinto dei membri di una Camera, ovvero cinque Consigli regionali. Soltanto dopo l’esito favorevole del referendum la legge di revisione potrebbe entrare in vigore.

In tutto questo tempo i processi contro il Presidente Berlusconi e, eventualmente, nuove azioni penali nei suoi confronti si svolgerebbero regolarmente, attizzando l’eterna polemica tra gli “amici” ed i “nemici” del Cavaliere.

Da una parte la tesi del “complotto della magistratura” e dall’altra quella di chi dipinge il Cavaliere come un moderno Belzebù.

Perciò, al di là di qualsiasi valutazione sul rigore giuridico della sentenza – visto che, accanto ai fautori dell’incostituzionalità del “lodo”, altri costituzionalisti hanno sostenuto la sua compatibilità con la Costituzione vigente – c’è il serissimo rischio che il Paese venga esposto ad un periodo di lotte e di conflitti ancora più cruenti di quelli ai quali abbiamo assistito negli ultimi mesi.

In questo contesto, quasi inevitabilmente si affaccerà la concretissima ipotesi dello scioglimento anticipato del Parlamento e del ricorso a nuove elezioni, che potrebbero essere viste dal Presidente Berlsusconi come l’unica via per evitare di essere progressivamente indebolito e di far ergere il corpo elettorale quale arbitro finale delle contese in corso.

A questo punto, però, nuovi scontri istituzionali si apriranno, perché si discuterà su chi, in un sistema che è parlamentare ma vede al contempo l’investitura popolare del Premier, ha la decisione sostanziale sullo scioglimento anticipato del Parlamento: il Capo dello Stato oppure il Presidente del Consiglio?

 

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6 COMMENTS

  1. di questo e d’altro
    Non sono un giurista ma un cittadino che pensa.
    Può esser che la Corte Costituzionale abbia ragione (ma la votazione a maggioranza lascia capire che al suo interno v’eran anche altre idee).
    Il problema è Berlusconi, che da quando è sceso in politica è sotto attacco. Son certo che peccatucci più o meno gravi li abbia commessi, ma anche che non sia il solo. Dei grandi è però il solo che viene perseguito.
    Ci saranno di certo giudici onesti che perseguono i reati, ma anche taluni che vedono in lui il bastione contro cui si infrangono le battaglie dei partiti più simpatici e che quindi cercano d’abbatterlo come possono. Questo è chiaro
    Quel che non è chiaro è se c’entri la Massoneria, portatrice di valori vicini a quelli di sinistra e che potrebbe vedere in Berlusconi il paladino dei valori non graditi. Noi non sappiamo fin dove arrivino i legami massonici.

  2. Berlusconi governò cinque
    Berlusconi governò cinque anni,senza il lodo e con una situazione giudiziaria non certo migliore.Detto questo, si può parlare di leggerezza se non di stupidità?Si è perso tempo per approvare una legge,”fidandosi” della corte costituzionale.Un pò come quando Berlusconi si fidò di Scalfaro.Berlusconi dice che non ci ha mai creduto.Allora poteva fare una legge costituzionale e non perdere tempo.Come può e dovrebbe fare ora.Ma davvero qualcuno ha oggi paura di un referendum indetto dalla sinistra?E’ tempo che Berlusconi tiri fuori gli attributi e faccia tutte quelle riforme RADICALI di cui il paese ha bisogno,senza alcun tabù.

  3. Berlusconi è stato più
    Berlusconi è stato più perseguitato di altri?Forse non tutti hanno un conflitto di interessi così in Europa! La Massoneria non ha nulla ha che vedere con ciò, anzi, ricordo a tutti che nella lista della Loggia Propaganda 2 di Gelli risultava anche lui, e non si può certo dire che la Massoneria incarni i valori della sinistra (per piacere!)…

  4. Berlusconi e i suoi processi
    Colui che ha scritto il commento precedente al mio, ha parlato di “qualche peccatuccio” ed ha subito detto che “non è il solo”. Se qualcuno si fosse letto i vari libri che girano sulla vita di Berlusconi scoprirebbe che non sono proprio “peccatucci” quelli che ha commesso per diventare l’uomo più ricco d’Italia, e parliamo di cose vere e provabili, altrimenti sarebbero già partite milioni di denunce per calunnia. Quindi, sulla base di cosa qualcuno dice che viene attaccato dalla magistratura per motivi politici? Nel caso dell’ultimo processo in cui è coinvolto si parla di corruzione di giudici per taroccare processi che tiravano in ballo somme di denaro che la totalità delle persone che leggono anche questo giornale non guadagneranno neanche in una vita intera di duro ed onesto lavoro. Sarebbe questo il “peccatuccio”? E per questo “peccatuccio”, peraltro abbondantemente provato dalla definitiva condanna del suo avvocato personale e uomo di fiducia nonchè ministro della Repubblica Cesare Previti, dovremmo scomodare un parlamento ed una Corte Costituzionale per evitare che il presunto artefice venga infastidito dal suo eventuale processo? Se Berlusconi risulterà innocente sarò io il primo ad esserne contento ma lo dovrà provare come lo provano tutti i giorni milioni di normali cittadini italiani.

  5. Consulta vs. Primo Ministro
    C’è poco da meravigliarsi! Giolitti non disse forse che nella patria del diritto la legge “ai nemici si applica e per gli amici si interpreta”. O no?!?

  6. Questo accusare di
    Questo accusare di politicizzazione la Giustizia, questo infantile ritornello dei giudici comunisti che aspirano solo a distruggere il premier, è il più odioso insulto alla democrazia che un governo in carica possa permettersi. Ma come? In ogni paese un’ombra di un reato comporta le dimissioni del politico, e da noi si grida alla politicizazione della Corte? Ma siamo ridicoli! Non si è mai visto! E questa teoria del complotto ci rende patetici. Se il premier è pulito affronti i processi in cui è coinvolto, e se risulta colpevole chieda scusa per aver preso in giro milioni di italiani e non si faccia più vedere! A meno che farci governare da un eventuale condannato sia in linea con lo spirito degli “ITALIANI”!

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