La Camera fa ricorso alla Consulta ma il Rubygate potrebbe finire in Cassazione

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La Camera fa ricorso alla Consulta ma il Rubygate potrebbe finire in Cassazione

06 Aprile 2011

L’Aula di Montecitorio ha deciso: sul Rubygate c’è un conflitto d’attribuzione tra poteri dello Stato. La proposta, sollevata dalla maggioranza e approvata ieri pomeriggio con 12 voti di scarto, ha lo scopo di interpellare la Corte Costituzionale affinché stabilisca se sul processo a Silvio Berlusconi debba giudicare il tribunale di Milano o, piuttosto, quello dei Ministri.

I sì sono stati 314, 302 i no. I deputati Libdem Daniela Melchiorre, Italo Tanoni e Aurelio Misiti, hanno votato insieme a Pdl, Lega e gruppo dei Responsabili. Contrari i deputati di Futuro e Libertà. Per la votazione ai banchi del governo, ad eccezione del presidente del Consiglio, c’erano tutti. E il voto della maggioranza è stato compatto. Il test politico del centrodestra, dunque, è stato superato senza intoppi, nonostante il presidio organizzato dall’associazione Articolo 21 e Libertà e Giustizia davanti Montecitorio.

In realtà il voto di ieri rappresenta solo un primo passo sul terreno accidentato della giurisdizione. Ciò significa che lo scontro fra poteri dello Stato che si sta consumando sul processo milanese è ormai un dato oggettivo. Il punto nodale non sta tanto nell’esito della votazione di ieri a Montecitorio, quanto nell’evolversi degli eventi nei prossimi mesi. Per capire cosa potrebbe succedere a partire dai prossimi giorni è possibile formulare alcune ipotesi con l’aiuto di un costituzionalista, Tommaso Edoardo Frosini.

Quello che è stato deliberato ieri dalla Camera è, a conti fatti, l’inizio di un procedimento di ricorso. Perciò “l’Ufficio di presidenza, visto che la Camera non ha un proprio ufficio legale, individuerà un avvocato che avrà l’incarico di scrivere il ricorso da presentare alla Consulta”. Questo avrà la responsabilità di persuadere la Corte costituzionale a ritenere ammissibile il ricorso e la sua competenza in merito. Proprio così: la Corte potrebbe non avere l’ultima parola. Un fatto che, in via informale, era già stato confermato dalla stessa Consulta che, al momento della sollevazione del conflitto d’attribuzione da parte del centrodestra, aveva fatto sapere che la competenza a valutare la questione era in realtà della Cassazione.

Il motivo lo spiega Frosini: “La Corte costituzionale potrebbe dichiarare di non essere competente perché ci sono motivi di giurisdizione, e su questi motivi l’organo competente dovrebbe essere la Cassazione”. Per “motivi di giurisdizione”, in estrema sintesi, si intende questo: alla Consulta compete di risolvere i conflitti tra diversi poteri dello Stato (come ad esempio tra Parlamento e il tribunale di Milano), mentre alla Cassazione quelli tra due organi dello stesso ordine (in questo caso tra Tribunale dei ministri e tribunale di Milano). Insomma, il Rubygate potrebbe trasformarsi in un gioco al “rimpallo” fatto tutto sul filo delle procedure. E se la palla dovesse fermarsi nella metà campo della Cassazione, secondo alcuni esponenti pidiellini, ad esultare sarebbero soprattutto coloro che vorrebbero vedere il procedimento a carico di Berlusconi ben “ancorato” al tribunale di Milano. In quel caso, per il Cavaliere, sarebbe un sconfitta politica.

 Ad ogni modo se queste ipotesi si rivelassero plausibili non lo sapremo a breve. E così sarà anche nel caso in cui la Corte riterrà di essere competente nel decidere se le sorti dell’imputato dovranno essere decise dai giudici del tribunale di Milano o da quelli del Tribunale dei ministri (questi ultimi sorteggiati tra i magistrati dello stesso tribunale). Frosini sostiene infatti che queste procedure non avvengono mai in tempi prestabiliti ma, probabilmente, l’udienza (nella quale verranno sentite le parti) verrà fatta nell’arco di 5/6 mesi. Visto poi che la sentenza potrebbe richiedere uno o due mesi in più, il tempo necessario per sciogliere tutti i nodi potrebbe essere di almeno 7 mesi. Mesi nei quali, intanto, il processo a Berlusconi, iniziato oggi a Milano, andrà avanti secondo la procedura ordinaria.