Home News La Camera stravolge il Ddl intercettazioni. Delusione tra i senatori

In Aula alla Camera il 29 luglio

La Camera stravolge il Ddl intercettazioni. Delusione tra i senatori

"E’ sorprendente che un testo blindato al Senato non lo sia più alla Camera, anche perché il testo varato da Palazzo Madama era stato migliorato rispetto alla prima stesura che portava il nome del Guardasigilli Alfano". Così il presidente della Commissione Giustizia a Palazzo Madama, Filippo Berselli, stamattina ha commentato con disappunto le votazioni di ieri sera del ddl intercettazioni alla Camera. Disappunto messo nero su bianco in una lettera che Berselli ha già inviato a ognuna delle più alte cariche dello Stato. Umore condiviso da molti altri senatori, convinti che la partita giocata sul terreno delle intercettazioni sia esclusivamente politica.

Tra le modifiche apportate ce n’è una che ieri è stata discussa e approvata dalla Commissione Giustizia della Camera, presieduta dalla finiana Giulia Bongiorno. Un emendamento che ha fatto storcere il naso a molti senatori, indignati per la modifica apportata al testo originario. La sostanza: il pm non sarà più obbligato a chiedere l'autorizzazione alle Camere di appartenenza ogni qualvolta, intercettando qualcuno, verrà 'captato' anche un deputato o un senatore. Questo, in pillole, è il contenuto dell’emendamento della discordia, presentato dall’Udc e passato con il voto unanime della Commissione. Una modifica che in nome dell'intesa raggiunta tra Governo e finiani stravolge di fatto il testo licenziato dal Senato.

Ciò significa che sarà possibile tornare alle cosiddette intercettazioni 'incrociate': si vuole intercettare un Parlamentare? Per farlo direttamente ci vuole l’autorizzazione del Parlamento? Fa niente, si intercettano lui, l’assistente, l’amico e la fidanzata. E senza autorizzazione, se non quella del giudice.

Tutto questo accade sotto gli occhi attoniti degli esponenti della maggioranza al Senato, che nel testo "blindato" sul quale il 9 giugno scorso era stata posta la fiducia, aveva inserito invece una norma a tutela della privacy delle persone che comunicano con i parlamentari. Ma niente da fare. "È un segnale anti-casta", ha commentato il deputato Udc Roberto Rao, uno dei firmatari dell’emendamento. "Si tolgono i privilegi di cui si parlava in questa legge, è un atteggiamento serio del Governo e della maggioranza", ha poi aggiunto l’esponente centrista, firmatario dell’emendamento insieme ai colleghi Lorenzo Ria e Michele Vietti. Quel Vietti che secondo rumors di palazzo, avrebbe presentato l’emendamento per avere una contropartita che porta dritto al Consiglio Superiore della Magistratura. Questo il ragionamento di alcuni senatori: il vicepresidente dei deputati dell'Udc avrebbe strizzato l'occhio al centrosinistra e ai "compagni" finiani per fare in modo che ci si ricordi di lui nel momento in cui si tratterà di discutere la successione di Nicola Mancino come vicepresidente del Csm. Solo voci di corridoio? Può essere, ma la coincidenza lascia aperte molte domande. Soprattutto, offre il destro che arricchisce di indiscrezioni la vicenda. E le voci, si sa, in questi casi corrono veloci.

L’approvazione dell’emendamento, come era prevedibile, ha incassato l’ovazione della capogruppo del Pd in Commissione Giustizia Donatella Ferranti, che ha apprezzato i ripensamenti della maggioranza: "Vorrei sottolineare che rispetto al testo licenziato dal Senato sono state fatte importanti retromarce", ha dichiarato alla stampa.

Ma la modifica proposta dai centristi non è l’unica. Tra le novità introdotte nel testo c’è anche la riduzione delle sanzioni agli editori che contribuiscono alla pubblicazione di materiale irrilevante e segreto riguardante procedimenti giudiziari in corso: la multa per loro scende da 450 mila euro a 300 mila.  Si riduce poi la pena per le registrazioni fraudolente. E’ il cosiddetto "emendamento D'Addario": la pena è "fino a 6 anni" anziché da "sei mesi a quattro anni". Altro punto: la "rilevanza". A decidere se l'intercettazione sarà utile all'indagine sarà un pm che, in accordo con gli avvocati degli indagati, stabilirà entro 45 giorni dalla richiesta – nel corso di un’ "udienza-filtro” – quali intercettazioni potranno essere ascoltate e di conseguenza riferite dagli organi di informazioni e quali no.

Ad ogni modo, con i suggerimenti del Colle, l’intesa è raggiunta. Ora la decisione spetta all’Aula di Montecitorio dove il testo emendato sarà discusso e votato il 29 luglio. Salvo ulteriori proroghe.

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9 COMMENTS

  1. Tutta la vicenda
    Tutta la vicenda intercettazioni è incommentabile.Come ormai lo è il pdl.Uno spettacolo indecoroso.Neppure la sinistra è mai riuscita a scendere così in basso.

  2. il pm non sarà più
    il pm non sarà più obbligato a chiedere l’autorizzazione alle Camere di appartenenza ogni qualvolta, intercettando qualcuno, verrà ‘captato’ anche un deputato o un senatore

    Paura eh?!?

  3. Grande Fratello (Orwell e TV a un tempo) in toga
    Incommentabili – anche per la dovuta cautela nei confronti della casta al potere – sono la facoltà di intercettazioni allo sbando e i comportamenti scomposti e fuori controllo dei magistrati.

  4. i finiani sono diventati i
    i finiani sono diventati i bertinotti della destra
    mi meraviglia che berlusconi non l avesse previsto

  5. 1 cosa buona
    se il pm avrà la responsabilità del deputato che intercetta, senza dovere chiedere l’autorizzazione del parlamento, sarà come ci dicesse per chi vota, perché anche i magistrati votano. Non mi pare male questo aspetto. Ci divertiremo.

  6. A quanta gente sembra tanto
    A quanta gente sembra tanto piacere la Germania della stasi…tutti a correre ad arruolarsi.

  7. Ora si credeva di dar via
    Ora si credeva di dar via libera alle malefatte della Casta, invece un minimo di raziocinio e di decenza c’e’ ancora…Stupisce che ancor vi sia chi non comprende la necessita’ di rendere pubblica la vita dei nostri politici (mantenuti da soldi pubblici), per indurci a scegliere meglio e con consapevolezza (io non voterei un drogato, un pedofilo, un corrotto o un malfattore). VITA PUBBLICA per PERSONAGGI PAGATI DA SOLDI PUBBLICI. NO PRIVACY per chi deve essere votato e scelto dai cittadini!

  8. Se
    il senatore o deputato è un farabutto, non vedo perchè dovrebbero chiedere il permesso per intercettarlo, anzi è giusto che sia trattato come merita… male non fare, paura non avere.
    La magistratura è l’unico scudo esistente che impedisce al ducetto di fare il ca>>o che vuole e fa bene a fare il suo lavoro,avremo o no diritto di sapere che ca<

  9. I cambiamenti sono ancora
    I cambiamenti sono ancora soft. Intercettare, nel ns. paese, e’ un dovere: e’ il paese europeo con piu’ reati e piu’ processi (e non certo a causa dei giudici, caro/a Vanni, ma a causa dell’inguaribile facilita’ a delinquere che ci ha reso famosi in tutto il mondo!), un’anomalia o eccezione alla norma dei paesi piu’ civili del nostro.

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