La campagna di Prodi per il Quirinale? Parte dallo Spiegel
30 Novembre 2011
di Redazione
Roba da strabuzzare gli occhi. Copertina apocalittica quella dello Spiegel di questa settimana. Un euro rotto e un titolo "E ora?". Ti aspetteresti di tutto dentro. Addirittura che esploda. Insomma catastrofico. Poi lo apri, guardi il sommario e ti tocca intravedere un’intervista a Romano Prodi, che certo è Prodi non ti entusiasma però che fai, non lo leggi? Ti tocca. Allora ti lasci spedire a pagina 108 e ti scodellano la casa dell’ex-premier con un soffitto da bettola anni ’70 (riconosciamo che le bettole possono avere un certo fascino, ma questa è tutt’altra questione), Prodi col golfetto da nonno e le mani in tasca, manco fosse freddo in casa.
Inizi col titolo e già siamo alla prima ondata di brividi "Deutschland ist das neue China", la Germania è la nuova Cina. Questo il tenore di una delle chicche che ci riserva l’ex premier. ‘Quel culot, M. Prodì!’, che in francese vuol dire ‘Sig. Prodi, che faccia tosta!’ e non che faccia di culo. Andiamo al testo dell’intervista e la faccenda si fa bigia, sempre più bigia come l’arredamento del nido dei Prodi’s. Miele e carezze quelle che Prodi riserva a Frau Merkel. "La Germania ha una posizione davvero potente adesso. E’ la nuova Cina" e giù con la sviolinata.
Il professore Bolognese fa però del suo meglio quando parla di se stesso e di Berlusconi. Esilerante il passaggio sul bunga-bunga. Dice con le guance più giù del solito ai due giornalisti dello Spiegel che sono andati a intervistarlo: "Non potete immaginare quanto ho sofferto in questi anni. Ovunque andassi, era sempre "bunga-bunga’. A Pechino hanno riso di me e della mia signora. Persino in Kenya, il ranger del parco indicando le scimmie sull’albero ha scandito, "Guardate, stanno facendo il bunga-bunga".
Le scimmie Presidente? Lei si è fritto il cervello. Non pago il premier avrebbe sentenziato una nenia che conosciamo bene: l’Italia è afflitta da un’evasione fiscale senza precedenti. "Abbiamo due problemi che differenziano l’Italia dagli altri paesi europei: diffusa evasione e un’economia sommersa". I due Adso da Melk dello Spiegel chiosano allora: "Lei parla di corruzione e mafia". Calcio a porta vuota per Prodi in versione Guglielmo da Baskerville: "Pensate agli assassini di Duisburg e vi renderete conto di quanto minaccioso il crimine organizzato italiano possa essere".
Sull’evasione fiscale, Prodi non dice che Tremonti è stato discepolo migliore del maestro. L’Italia, pur nella tormenta, osserva un aumento considerevole del proprio gettito fiscale da qualche anno a questa parte. Non ci risulta che Prodi abbia governato negli ultimi due anni. Non pago di spararle come un palco da fuochi d’arteficio la notte di Ferragosto, Prodi tesse le proprie lodi. "Quando ero primo ministro, il gettito fiscale aumentava solo con l’effetto annuncio di un nostro piano contro l’evasione fiscale".
Insomma tra scimmie che fanno il bunga-bunga, la mafia che tiene per le palle il paese, ma soprattutto le manfrine da "quanto ero bravo io quando c’ero" emerge una verità: Prodi vuole andare al Quirinale. D’altronde se la Merkel ha messo Monti alla presidenza del Consiglio, potrà anche mettere l’ex-premier al Quirinale. Ecco con l’intervistina tediosa a pagina 108 – quel ‘copione’ di Karl Theodor von Guttemberg stava a pagina 20 – Prodi ha aperto ufficialmente la campagna per la conquista del Colle. Un tempo si manovrava a Roma , adesso tocca farlo a Berlino. Il segno dei tempi.
A quel punto con un tecnico a Palazzo Chigi (ammesso che nel 2013 vi sia ancora un governo in Italia) e con Prodi al Quirinale, non ci resterà che andare tutti in Kenya, a vivere sugli alberi.
