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La candidatura di Frattura: un’arma a doppio taglio per il centrosinistra

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Dopo la vittoria alle Primarie dell'ex uomo di centrodestra Paolo Di Laura Frattura, nel centrosinistra si lavora per ricompattare tutta la coalizione: è l’unico modo per battere o, comunque, rendere la vita dura a Michele Iorio, che correrà di nuovo per il centrodestra. Certe voci fuori dal coro, però, non fanno dormire sonni tranquilli ai promotori della cosiddetta “operazione Frattura”: quel candidato pescato nel centrodestra (“fino al giorno prima della sua candidatura alle primarie era un frequentatore assiduo del mio ufficio politico”, ha ricordato Iorio) proprio non va giù alla sinistra, in particolare a Rifondazione comunista. Ma non solo.

L’elenco degli scontenti è più lungo di quanto si creda. E, soprattutto in provincia di Campobasso, si sta lavorando per imbastire il famoso terzo polo. Fino al’ultimo si farà tutto il possibile per varare uno schieramento antagonista sia al centrosinistra sia al Pdl. Ma trovare il candidato giusto per combattere ad armi pari non sarà facile. Nicola D’Ascanio sembra aver perso il suo appeal. Alle primarie ha centrato un risultato tutt’altro che gratificante: pochi voti, peggio di lui ha fatto solo D’Ambrosio. Né è pensabile che il candidato possa essere il secondo classificato, Michele Petraroia: il consigliere regionale del Partito democratico ha giurato fedeltà al suo partito e al vincitore delle primarie.

E se il candidato ideale fosse Massimo Romano? Ma lui non sembra essere affatto interessato a un discorso del genere e intende rispettare il risultato delle primarie. Eppure, più di qualcuno ci starebbe ugualmente pensando e il corteggiamento sarebbe già iniziato. Il consigliere regionale di Bojano, leader di Costruire democrazia, è andato forte alla consultazione di domenica scorsa. Alle sue spalle non aveva partiti, né movimenti. Un giovane in ascesa, dal futuro promettente, che per cinque anni è stato un’autentica spina nel fianco della maggioranza.  Anche se il suo passato sembra dire il contrario, Romano è uno dei pochi che, per dirla con Nanni Moretti, dice “qualcosa di sinistra”. Per questo piace a molti. Ma quel patto di fedeltà su cui si fondano le primarie (cioè sostenere il vincitore) blocca questo progetto. Eppure in tanti sono convinti che un Romano in campo per la presidenza della giunta regionale, oltre a impensierire - e non poco - il centrodestra, batterebbe nettamente anche Frattura.

Negli ambienti della sinistra si fa anche questa considerazione: ha senso rispettare un risultato dubbio? Sono in molti, infatti, a esprimere perlomeno perplessità sul numero dei votanti, lievitati all’improvviso. Se poco prima dello stop al voto si faceva fatica ad arrivare a quota 14 mila, tra la notte e la mattina si è arrivati a sfiorare i 19 mila elettori. Sui numeri della sfida aveva ironizzato anche il senatore Ulisse Di Giacomo, coordinatore regionale del Pdl: “Il numero dei votanti è lievitato come per incanto prima a 12 mila, poi a 16 mila, per arrivare infine  stamattina a 19 mila. È proprio vero che la notte porta consiglio. Tant’è  che qualcuno a sinistra, e sembra anche all’interno del comitato organizzatore,  già comincia a parlare  di brogli e di schede senza padre né madre, soprattutto in Provincia di Isernia”.

E se le considerazioni provenienti dagli ambienti del centrodestra possono essere di parte, le cose cambiano quando certe denunce le fanno proprio esponenti doc della sinistra. È il caso di Adriana Izzi, del movimento Cambiamo il Molise, vicino a D’Ascanio, che ha parlato di irregolarità ben prima che chiudessero i seggi. Le smentite del comitato delle primarie convincono fino a un certo punto, visto che soprattutto in Provincia di Isernia le operazioni non sono state del tutto chiare. Guarda caso, proprio nella Provincia che ha fatto la differenza in questa sfida. A Campobasso, infatti, è stato testa a testa fra Petraroia e Frattura. Da più parti si chiedono chiarimenti convincenti, che non arrivano.

Alla luce di queste considerazioni – si domandano a sinistra – ha senso rispettare il verdetto delle urne? Ecco, dunque, che eventuali (e clamorose) novità riguardo le presunte irregolarità potrebbero contribuire a rimettere tutto in discussione. Ma per i supporters di Frattura ciò non importa. Per ora la cosa più importante è aver incassato l’appoggio dell’Italia dei Valori (anche se con Di Pietro nulla è mai scontato: in effetti l’ufficialità dell’accordo ancora non c’è). Le preoccupazioni non mancano, ma nell’entourage del candidato venuto da destra l’entusiasmo cresce di giorno in giorno. Battere Iorio? “Si può fare”, dicono. In quegli ambienti si respira ottimismo, sì, ma che potrebbe rivelarsi un abbaglio, visto che ricorda i tempi della “gioiosa macchina da guerra” di Achille Occhetto alla vigilia della discesa in campo di Silvio Berlusconi. Ma soprattutto ricorda la sfida alle Regionali di cinque anni fa. C’era tanto entusiasmo intorno a Roberto Ruta. Erano tutti certi della sua vittoria. Com’è andata a finire i molisani lo sanno bene: Iorio ha governato per altri cinque anni.

 

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