l'Occidentale Puglia

La Cassazione conferma gli arresti domiciliari per Tedesco

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La Cassazione conferma gli arresti domiciliari per il senatore Alberto Tedesco, ex assessore alla Sanità in Puglia dal 2005 al 2009, accusato di gravi reati nell'ambito di un inchiesta sul malaffare nella Sanità pugliese. Tra i capi d'imputazione figurano quelli di concussione, turbativa d'asta, abuso d'ufficio e falso in relazione a presunti appalti truccati e nomine di vertici nelle Asl.

La conferma arriva, di fatto, con la pronuncia della Corte suprema - chiamata a giudicare sulla legittimità e non sul merito - a favore dell'inammissibilità del ricorso presentato dagli avvocati difensori di Tedesco, Rosita Petrelli e Claudio Bozzi, che avevano contestato la decisione del Tribunale del Riesame di Bari, emessa lo scorso 20 Aprile, in base alla quale veniva revocata la misura cautelare di detenzione in carcere (disposta dal gip il 23 febbraio scorso) consentendo al senatore gli arresti domiciliari.

La cronaca giudiziaria dell'affaire Tedesco era stata la seguente: i pm Bretone, Digeronimo e Quercia avevano chiesto originariamente per il senatore eletto nel Pd l’arresto, perché temevano la possibilità di reiterazione dei reati e l’inquinamento delle prove. Valutazioni condivise anche dal gip del tribunale di Bari, Giuseppe De Benedictis, il quale al termine dell’interrogatorio di garanzia aveva confermato la necessità della misura cautelare in carcere. Tuttavia, il Tribunale del Riesame di Bari, il 20 aprile scorso, aveva ritenuto opportuno ammorbidire le richieste dei pm concedendo a Tedesco i domiciliari, pur confermando i gravi capi di imputazione e la valutazione circa la effettiva possibilità che, se tenuto in libertà, potesse reiterare i reati contestati. Una decisione contro la quale l'ex assessore aveva invocato il fumus persecutionis, ricorrendo dunque alla Cassazione nella speranza di ottenere l'annullamento del provvedimento.

Così non è stato e adesso si attende la decisione della Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato, che dovrà pronunciarsi a favore o contro l'esecuzione di tale misura cautelare.

Entro una settimana, invece, arriverà la sentenza del Riesame a proposito del Ricorso presentato dalla Procura di Bari contro l'ordinanza del gip De Benedictis nella parte in cui non riconosce il reato di associazione a delinquere per l'ex assessore Tedesco e per gli altri indagati nell'ambito di una delle inchieste sulla Sanità pugliese. L'ultima udienza ha avuto luogo ieri e adesso il Riesame è chiamato ad accogliere o rigettare la tesi dei magistrati secondo cui Tedesco sarebbe stato a capo di questa associazione tra il 2005 e il 2008, quando era, appunto, assessore alla Sanità nella Giunta Vendola.

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