La Cdl in rimonta sulle schede truccate

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La Cdl in rimonta sulle schede truccate

06 Luglio 2007

Intervista a Gregorio Fontana
di Dario Caselli

“Da una vittoria per 0.06 per cento ad una per 0.0007 per cento”. Gregorio Fontana, capogruppo di Forza Italia nella Giunta per le elezioni lancia il suo avvertimento. Impegnato nel lungo e faticoso compito del riconteggio del 10 per cento delle schede, il deputato forzista insiste sulla necessità di un controllo più accurato. Le sorprese del resto potrebbero essere dietro l’angolo.

Onorevole Fontana, allora è vero, le elezioni forse le ha vinte la CdL?
“Beh, andiamoci piano. Per ora siamo sono in una fase iniziale di analisi e controllo. Ce ne vuole per dare una risposta definitiva. Però dai controlli che stiamo effettuando c’è una tendenza che indica un costante recupero del divario della CdL nei confronti dell’Unione”.

Da uno 0.06 per cento ad uno 0.0007 per cento?
“Più o meno è questo il trend che stiamo riscontrando durante le nostre verifiche. Ma le posso dire di più…”

Dica…
“Se facessimo un controllo su tutte le schede e quindi non su un campione del 10 per cento ci potrebbe essere un recupero notevole. La CdL potrebbe trovarsi sopra l’Unione di 30mila voti. Sia chiaro parlo in base a proiezioni ma anche in virtù di studi fatti da esperti che non si possono certamente annoverare tra le fila degli ultrà berlusconiani”.

Si riferisce al professor Ricolfi?
“Appunto. Nel suo ultimo libro riferendosi alle ultime elezioni scrive che non è possibile dire con certezza chi abbia vinto. Ci si trova di fronte ad un risultato aperto, che va ben oltre le proiezioni statistiche”.

Sarebbe opportuna, quindi, una verifica più approfondita?
“Certamente. E’ da tempo che lo stiamo chiedendo. E’ evidente che uno scarto così misero non può e non deve lasciare indifferenti. Negli Usa basta uno scarto tra due liste di un punto percentuale per far scattare automaticamente i controlli. Ma purtroppo ci troviamo di fronte a continue omertà e ad un atteggiamento quanto mai ostruzionistico da parte del centrosinistra”.

Una presunta maggioranza che non vuole fare luce?
“E’ così. Solo dopo l’inchiesta di Enrico Deraglio hanno accettato di aprire un timido confronto. Un’inchiesta che più che colpire la CdL ha colpito loro stessi. Ma devo ammettere che siamo in alto mare. Da un lato la mole del lavoro dall’altro il comportamento dell’Unione. Così come siamo messi forse solo tra dodici anni potremmo dire di aver finito il nostro controllo. Ma allora penso che sarebbe troppo tardi?”

Ma perché tutto questo tempo?
“Capiamoci subito: è la prima volta che in Italia si mette mano a un riconteggio delle schede. Quindi non avevamo dei precedenti. Siamo andati avanti in una situazione sperimentale ed ora con le soluzioni adottate abbiamo visto che andavamo troppo a rilento. Dunque è necessario cambiare registro. Poi dobbiamo considerare anche un altro aspetto…”.

Prego…
“In Giunta stiamo facendo il lavoro che è stato fatto in 6mila sezioni. E’ un’opera enorme, immane. E’ evidente che quattro deputati alla volta non possono riuscire in breve tempo a completare la verifica. Si deve trovare una via d’uscita”.

Quale?
“Noi abbiamo proposto la modifica del regolamento della Giunta, sempre nel rispetto dei principi costituzionali, aprendo anche ad altri deputati le operazioni di controllo. Pensiamo alla costituzione di circa 300 sottocomitati. In questo modo riusciremo in un paio di mesi a terminare tutto il lavoro e dare al Paese una risposta definitiva sul risultato delle elezioni”.

E qual è stata la reazione dell’Unione?
“Ci hanno accusato di essere golpisti. Si rende conto? Mi chiedo che cose avrebbero fatto se fossimo stati noi a vincere per soli 20mila voti. Penso che avrebbero riempito le piazze. Incendiato auto e bloccato il Paese con scioperi. E poi noi saremmo i golpisti?”.

Quindi lo stallo…
“La questione adesso è politica non più solamente tecnica. Tutta la CdL ha avanzato la sua proposta per uscire da questa situazione. Ora spetta all’Unione dimostrare sensibilità istituzionale. Altrimenti, lo dico scherzando, dovremmo ricorrere all’Onu. E’ possibile che in un Paese democratico come il nostro dopo più di un anno dalle elezioni ancora il Parlamento non è in grado di pubblicare i risultati ufficiali? Sembra che sia diventato il quarto segreto di Fatima”.

Infine il voto estero. Lì la situazione è peggiore…
“Proprio così. Lì il controllo preliminare non abbiamo ancora potuto iniziarlo perché mancano gli schemi, i verbali, cioè i parametri di riferimento rispetto ai quali iniziare il controllo. Ora dovremo fare una “quadratura forzata” per poter iniziare la verifica con tutti i limiti che si possono immaginare”.