La conversione di  “Cristiano” Allam fa il giro del mondo

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La conversione di “Cristiano” Allam fa il giro del mondo

25 Marzo 2008

La conversione ad opera di Benedetto XVI alla religione cattolica del “prominente musulmano italiano” – Magdi Cristiano Allam – ha fatto il giro del mondo, suscitando reazioni che vanno dallo scalpore all’indifferenza.

Secondo la Reuters, Magdi Allam avrebbe “fatto arrabbiare qualcuno nel mondo musulmano con la sua conversione ad alto profilo” avvenuta durante il lunedì di pasquetta. Mentre secondo il Time online, Allam sarebbe la “risposta italiana ad Ayaan Hirsan Ali” la scrittrice olandese di origine somale. Sempre secondo il Time, “inutile sottolineare il fatto che”, nonostante la necessità di girare con la scorta sia per Allam che per la Ali, “nessuno dei due ha mostrato segni di abbassare il tono delle loro critiche”.

Anche Michael Leeden (Senior Scholar all’American Enterprise Institute nonché amico dello stesso Allam) ha voluto commentare la conversione pasquale: “è un atto coraggioso, ma Magdi è un uomo in gamba”. Ledeen ricorda poi che ora il suo amico Magdi è a “rischio” come sottolineato da un articolo di Andrew Sullivan.  Allam, secondo il commentatore americano, “riceverà senza dubbio delle fatwa fa parte di qualche ayatollah”.

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Il New York Times ricorda che la conversione è avvenuta pochi giorni dopo una denuncia da parte di Bin Laden nei confronti del Papa, reo di essere coinvolto in “una nuova crociata” contro l’Islam e che Allam assumerà un secondo nome – Cristiano – in onore della sua nuova fede.

Il Washington Post invece ha preferito un’analisi più dettaglia ed interna alla vicenda di Allam, ricordando il suo editoriale sul Corriere della Sera di domenica scorsa, in cui il neo-battezzato Magdi Cristiano Allam, ha ricordato che “…l’essenza della malvagità è innata nell’Islam che è una religione psicologicamente violenta e storicamente conflittuale”.

Da registrare anche le pesanti critiche provenienti dai mezzi stampa arabi come la tv al-Arabiya che definisce Allam “uno dei più controversi giornalisti italiani”. Ancora più pesanti le critiche del giornale arabo Al-Quds al Arabi che accusa addirittura il pontefice: “Il Papa provoca l’indignazione dei musulmani per aver battezzato un ex musulmano che appoggia Israele ed è noto per la sua avversione all’Islam”.

Metaforico il commentatore algerino Tlemsani che paragona l’acqua battesimale versata sul capo di Allam alla “benzina gettata sul fuoco dello scontro di civilità”.

 C’è anche chi, come i redattori di Uruknet, ringraziano il Papa per essersi preso quel “sionista musulmano che ha scritto un libro dal titolo ‘Viva Israele’”. “Caro Papa puoi prenderti tutti i sionisti musulmani che vuoi”, continuava l’articolo sul sito Uruknet che paragona Allam a Rushdie.

C’è poi da registrare la reazione dei 138 intellettuali musulmani (gli stessi che scrissero al Papa una lettera di conciliazione tra le religioni e furono ricevuti dal Pontefice lo scorso febraio) che denuncia l’atto di Allam come “provocatorio” e chiede alla Santa sede di prendere distanza ufficialmente dalla conversione dello scrittore di origini egiziane. Il portavoce e direttore del  Centro regale di studi strategici islamici ad Amman, Aref Ali Nayed, ha dichirato che tale battesimo è un atto “deliberato e provocatorio di battezzare Allam in un’occasione così speciale e in modo così spettacolare”.

Insomma, la notizia della conversione di Allam ha fatto letteralmente il giro del mondo, occupando pagine intere nei giornali americani, inglesi, australiani, cinesi e soprattutto europei dove qualcuno ha anche preferito un laconico “non ci interessa”.