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Trionfo giustizialista

La crescita dei “grillini” e dell’Idv è la crisi delle ideologie di sinistra

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C’è aria di profondi cambiamenti nell’ideologia della sinistra italiana: questo è un dato che emerge in modo chiaro dai risultati delle amministrative. Lo dimostra la crescita inaspettata del Movimento a Cinque Stelle di Beppe Grillo e dell'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro che, più di ogni altro caso, rappresentano l’antipolitica priva d’ideali che, invece, contraddistingueva i movimenti della sinistra prima della caduta del Muro di Berlino.

Dove sono finiti la giustizia sociale, la redistribuzione della ricchezza e la tutela del proletariato, elementi chiave della fede politica socialista del Novecento? La risposta è presto detta: sono stati rimpiazzati dal giustizialismo che, nell’era postideologica, è il nuovo cavallo di battaglia.

E’ il segno di una profonda crisi che sta attraversando in pieno il Partito Democratico che, con la sua moderazione e il rifiuto delle logiche del mercato, non é piú in grado di rappresentare la maggioranza dei suoi elettori. Le ragioni di questo smarrimento stanno nel miglioramento delle condizioni economiche del vecchio proletariato (sul quale si fondava il consenso elettorale della sinistra) che è divenuto ormai classe media. Così il centrosinistra, oggi difensore della tassa patrimoniale e delle aliquote progressive, ha perso la sua linfa vitale. Proprio per questo - tanto per riprendere quanto sostenuto da due pensatori cari alla sinistra radicale come Guy Debord e Jean Baudrillard - gli stessi movimenti dell'antipolitica, attualmente schierati a sinistra, approfittano delle logiche della società dello spettacolo per cavalcare la cresta dell'onda.

Un concetto ricorrente nelle tesi della sinistra postmoderna è quello del fallimento del mercato. Ebbene, gli intellettuali eredi di Marx sono cosí ciechi da non comprendere che, in realtá, a fallire sono state le loro pretese dirigiste. Per questo assistiamo a un massiccio spostamento delle preferenze elettorali verso le forze spesso etichettate come “sinistra radicale”. Insomma, orfana d’ideali, la sinistra preferisce rinnegare se stessa e divenire “altro” invece che rinnovarsi.

Se per il centrodestra è d'obbligo una seria riflessione sul risultato della prima tornata elettorale nel comune di Milano, il centrosinistra dovrebbe guardarsi bene dall’intestarsi una vittoria che, semmai, appartiene solo ad esponenti come Luigi De Magistris (l'ex pm, a Napoli, ha conquistato il 27% dell’elettorato). Un risultato che fa pensare al partito dell’Uomo Qualunque: le truppe cammellate del no a priori, contro tutto e contro tutti, a prescidere.

Insomma, molti parlano della deriva populista delle destre europee, eppure sembra che, in Italia, lo stesso fenomeno si stia verificando sul versante politico opposto.

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5 COMMENTS

  1. La teoria è condivisibile,
    La teoria è condivisibile, ed in effetti la sinistra estrema è stata parzialmente assorbita da entrambi (IDV e Grillo), ma sappiate che Grillo ha preso moltissimi voti della Lega Nord, la cui base è indignata dal rapporto di accondiscendenza con un impresentabile e superato Berlusconi. La Lega non perdona la rinuncia alla legalità per sostenere le insostenibili leggi ad personam che ci ridicolizzano in tutto il mondo e fanno di berlusconi il Mubarak europeo…
    L’idea di grillo delle liste di cittadini e di abolire i partiti è così avanti, che in Spagan un movimento spontaneo lo sta copiando… non dite che è antipolitica, è politica diretta, non mediata dai partiti rubasoldi

  2. Ideologi, Idealisti. Il pragmatismo e realismo del 5 stelle
    Le correnti di pensiero cosa sono? Che significa unirsi e dividersi su concezioni del mondo antitetiche, quando poi le proiezioni attuative si riducono alle stesse scelte, agli stessi metabolismi, alle stesse speculazioni ed affari? Le contrapposizioni tra il Movimento 5 Stelle e la partitocrazia odierna sono molto piu’ profonde. Trasparenza verso i cittadini e’ politica. Recuperare i computer vecchi e utilizzarli per il processo di educazione scolastica per bambini affetti da handicap e’ pragmatismo. Non pagare licenze software nella pubblica amministrazione in favore di software libero e’ risparmiare. Curare l’ambiente come “must” esistenziale.. non e’ piu’ “roba da fricchettoni”. Trasformare l’Italia da una economia edilizia (fatta di immigrati, speculazione, rendita finanziaria), ad una economia di servizi (fatta di giovani, idee e ricerca). Rimettere al centro della politica il cittadino, ed onorarlo come dovere del proprio ruolo, con trasparenza e parsimonia. Se tutto questo e’ di sinistra, o giustizialista – e non semplicemente politica – allora vi invito a controllare l’etimologia del termine. Politica, deriva dal greco, significa dedizione alla poleis , alla nazione. Credo che ad oggi, nessuna fazione partitica rappresenta la politica in modo piu’ autentico, ortodosso e fedele, del Movimento 5 Stelle. Mi auguro che i cittadini del Movimento 5 Stelle spariscano dalla politica, perche’ quel giorno.. la politica avra’ ripreso per la retta via. Una elettrice moderata

  3. Dimenticanze e tesi preconcette
    Analisi molto parziale. Come quasi tutti i media, non solo di destra, vi siete dimenticati di un partito che si chiama SEL (…avete presente Vendola?). Provare per credere: SEL prende più voti del Mov5stelle in tutti i comuni capoluogo dove si è votato inclusa Bologna dove il risultato dei grillini ha fatto tanto scalpore. Risultato ancora più eclatante visto che quello di SEL è un consenso ad una proposta di governo e non ad una generica protesta antipolitica. Il confronto numerico con l’IdV, eccezione Napoli (ma De Magistris è veramente dell’IdV?) neanche vale la pena di farlo.
    Tralasciando la risibile considerazione che “il PD rifiuti le logiche di mercato” vi informo che la progressività delle aliquote è uno dei cardini delle democrazie liberali (avete presente Luigi Einaudi?) e non un parto di quei cattivoni dei comunisti marxisti-leninisti. Per il dirigismo infine fatevi una chiacchierata chiarificatrice con Tremonti. Cordiali saluti

  4. Grillo è solo un ciarlatano
    Grillo è solo un ciarlatano e io ne ho la prova evidente: guardate questo video http://youtu.be/JI6c6PhrTEs e poi questo: http://youtu.be/OoNMyGpqZa4

    Dieci anni fa si sarebbe messo a promuovere il famoso tubo di Tucker. Se non avesse sfondato come comico lo troveremmo nelle aree di servizio a fare il gioco delle tre carte. Un personaggio che raccoglie consensi laddove le menti sono offuscate.

  5. a Massimo V.
    Questa volta colpire il pifferaio magico per disorientare i topi non funzionerà. Grillo non è il leader di un gregge, come capita invece a Berlusconi e compagnia. Grillo potrebbe anche essere un demente o un truffatore, l’importante è che non sia un leader di un partito. Si può criticare grillo, ma lui non è un candidato a un bel niente. L’idea delle liste civiche NON partitiche è democrazia diretta, è la gente che si governa, siamo noi. La mente più offuscata è quella di chi ha bisogno di un Berlusca o di un bersani che gli dicano chi e cosa votare, chi ha bisogno di un partito anzicjè di un programma, chi segue un leader perché non ha altro. Grillo non fa il leader di niente, ha tracciato un sentiero, mostrato un cammino, quello della cittadinanza che si autogoverna…

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