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La crisi non è colpa della Destra, gli italiani hanno i politici che si meritano

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Non si può additare la Destra come unica responsabile dell’attuale crisi Italiana, cosa che ha recentemente sostenuto il mio collega Andrea Bellantone su queste stesse pagine. Sarebbe un po’ come a dire che è per colpa della Destra italiana (lungi comunque dal poter essere considerata un modello da seguire) che questa crisi finanziaria globale è iniziata. Certo, c’è la questione del debito pubblico (su questo do ragione a Bellantone), ma qualunque economista che si rispetti vi direbbe anche che se un paese vuole crescere nel lungo corso deve puntare forte sull’educazione.

Non esiste un settore più strategico, per il futuro di un paese, di quello educativo: è il numero degli studenti laureati che determina le potenzialità di sviluppo a lungo raggio di una nazione. Ovviamente è anche il tipo di studi che gli studenti decidono d’intraprendere a fare la differenza. Infatti in Italia esiste uno spiazzamento della domanda di laureati in ingegneria sul mercato del lavoro rispetto all’offerta di laureati in Lettere e Filosofia. Eppure i vari partiti (di Destra e di Sinistra) che si sono succeduti al governo negli ultimi quarant’anni non hanno mai mostrato di voler puntare neanche minimamente sull’università (o proprio non lo hanno voluto fare). Non stupisce quindi che l’Italia non faccia praticamente ricerca, anche perché gli italiani non parlano inglese.

È colpa di Berlusconi, Almirante o Fini se gli italiani preferiscono andare al cinema a guardarsi film americani doppiati (ma quanto sono bravi i nostri doppiatori!) in italiano? È colpa della destra italiana se in questo paese, fino a poco prima della caduta del muro di Berlino, c’era gente che studiava il francese? Personalmente credo sia colpa della nefasta influenza comunista del PCUS. Il Partito Comunista Italiano è stato da sempre unanimemente considerato come uno dei partiti comunisti più forti dell’Europa occidentale (al limite si poptrebbe fare un paragone col Parti Communiste Francais); a Mosca esiste un intero quartiere– Togliattigrad - dedicato alla memoria di uno dei più influenti segretari del PCI di tutti i tempi. Quando De Gasperi e la sua DC vinsero le elezioni nel 1948, tutto il mondo tirò un sospiro di sollievo (specialmente il Presidente Truman). Era tale e tanta la paura per una deriva comunista, giustificata anche dal fatto che erano stati i partigiani a fare la resistenza, che durante quelle elezioni l’Italia divenne (una volta tanto nella sua storia moderna) una delle questioni più importanti all’ordine del giorno da un punto di vista politico mondiale .

Poi, tramite il Marshall Plan, gli americani decisero (grazie a Dio) d’investire nel nostro paese quanti più soldi possibile per fare in modo che i comunisti non potessero mai più nemmeno arrivare a poter sperare di vincere le elezioni. I comunisti hanno distrutto tutto quello che hanno toccato in quasi tutti i paesi in cui hanno avuto l’opportunità di ingrassarsi con i soldi del popolo e grazie all’ignoranza. L’Italia non ha fatto eccezione: anche se per fortuna nessun governo comunista è mai stato al potere in questo paese, la nostra stessa costituzione è stata scritta perlopiù da gente di sinistra. Il nostro regime politico è stato definito per anni (e lo è ancora) da tutti gli economisti del mondo come un sistema misto: mezzo capitalista mezzo socialista. È questo il motivo per cui l’Italia oggi si trova in questa situazione.

Il “patto generazionale” tra i baby boomers che avevano stipendi alti e posti fissi oltre che intoccabili, con tanto di tredicesima e quattordicesima, non ha funzionato neanche un po’ (non c’è da stupirsi). E non ci vuole un genio per capire che, dato che oggi non solo non ti assume nessuno, ma il posto fisso te lo puoi anche tranquillamente scordare, evidentemente erano troppi i privilegi di cui godevano i nostri padri. E mentre l’Italia si beava nel suo isolamento culturale da soldato giapponese alla presa di Nakino e i nostri figli (nella “regioni rosse”, ma anche nelle città più grandi) venivano spinti a studiare il francese (non l’inglese) e a iscriversi a Lettere e Filosofia, i figli dei francesi e dei tedeschi studiavano l’inglese e si iscrivevano a facoltà scientifiche.

Per questi motivi non si può addossare la responsabilità dell’attuale crisi italiana esclusivamente sulla Destra, ma si deve invece tentare di fare un passo indietro e guardare la tela dalla giusta distanza. Soltanto così ci si accorge (oppure non ci si dimentica) che anche la Sinistra italiana è in crisi da tantissimo tempo (da quando, guarda caso, non arrivano più i soldi del PCUS). La crisi italiana viene da lontanissimo e, anzi, ci si dovrebbe sorprendere che si sia appalesata soltanto ora. Un paese non può costantemente ignorare i precetti più elementari di politica economica (se vuoi crescita nel lungo raggio devi puntare sull’educazione e sulle infrastrutture) e pensare di farla franca. Semmai dovremmo chiederci (questo è il vero dilemma) come ha fatto l’industria pesante italiana a rimanere quasi sempre ai vertici mondiali durante tutti questi anni. Non ci scordiamo che siamo ancora tra le prime dieci economie del mondo. La crisi italiana, purtroppo, dipende solo ed esclusivamente dagli italiani che – Alberto Sordi l’aveva capito molto tempo fa – sono un popolo molto particolare. Non studiano e pretendono di saperne come gli altri, non si abbassano a parlare la lingua che parla tutto il mondo e poi sono anche capaci di prendersela esclusivamente con una parte politica se le cose non vanno bene. Eppure è chiaro come il sole che gli italiani (che in media sono meno acculturati e leggono di meno dei francesi, degli inglesi, dei tedeschi, degli americani e dei giapponesi) hanno esattamente i politici che si meritano, sia di Destra sia di Sinistra.         

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4 COMMENTS

  1. io non ho certo votato per vedere un PdL socialista
    Ah certo, gli italiani hanno i politici che si meritano, è ben probabile. Tuttavia la crisi attuale è figlia del fatto che nel pianeta euro l’Italia può rimanere solo abbattendo la spesa pubblica e instaurando uno stato minimo. E la colpa enorme del centro destra di Berlusconi è stato quello di non fare niente, di assecondare i vati della spesa pubblica da Formigoni ad Alemanno.
    E ora chi dovrebbe ridurre la presenza dello stato nell’economia? La sinistra cha va da cattocomunisti di Casini ai tangentari dalemiani, passando per i pagliacci di Fini?
    Questo centro destra socialista di Tremonti è completamente inadeguato alle aspettative di chi lo ha votato. E per questo sta consegnado di nuovo l’Italia al peggio del peggio: quelli che sulla spesa pubblica hanno costruito debito e mangiato e mangiato.

  2. Italiano, tedesco, spagnolo …
    Possiamo fare uno scambio: noi impareremo meglio l’inglese, in cambio gli anglofoni si impegneranno a insegnare italiano, tedesco, spagnolo e russo nelle scuole.

  3. responsabilita’
    A differenza di quanto scritto da Holzer penso invece che la Destra porti l’enorme colpa di aver assistito senza nulla fare al compimento del progetto gramsciano di infiltrazione nel mondo della scuola da parte degli scherani del PCI che hanno provveduto, e tuttora provvedono, al sistematico lavaggio del cervello e delle coscienze dei giovani.
    Non ci si puo’ stupire che dal 68 in poi siano cresciute generazioni prive della capacita’ di critica necessaria per smascherare le panzane che i mezzi politici del giorno d’oggi propinano loro.
    La riprova e’ nel fatto che nonostante i mezzi di comunicazione disponibili oggidi’ si ripetano dall’una e dall’altra parte le stesse scene che si vedevano a Piazzale Venezia durante il Ventennio.

  4. D’accordo
    Signor Lamonato, mi trova pienamente d’accordo sul concetto d’indottrinamento: il sistema educativo italiano soffre della sindrome da controllo comunista: molte scuole e università italiane assomigliano a “madrasse” in cui s’insegna che “tutto e relativo” e si premiano gli studenti che ripetono a pappagallo le lezioni dei professori mentre invece si puniscono quelli che dimostrano anche soltanto un minimo di coscienza critica. Per questo, però, non posso biasimare la sinistra che, vedova dell’unica sconvolgente e innaturale ideologia che le conferiva una pallida ragion d’essere (quella secondo cui dovremmo diventare “tutti uguali”), proprio non può permettersi che i cittadini italiani adesso sviluppino addirittura una loro propria coscienza critica.

    Una cosa del genere equivarrebbe all’ultima nemesi dei partiti di sinistra. Se la scuola italiana non fosse piena d’indottrinatori, noi tutti assisteremmo- nel breve volgere di una generazione- all’ultima agonia del mostro comunista. Ma lei m’insegna che in questo mondo tutti gli esseri senzienti (e non) sono dotati di un meccanismo d’autodifesa…

    Andrea Holzer

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