La cultura e l’abbuffata

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La cultura e l’abbuffata

La cultura e l’abbuffata

07 Gennaio 2010

Il nostro articolo per questa settimana cominciava, (coerente al titolo originale che era “Classici per nascita e successi faticosi”) con queste parole: “Ci sono nel repertorio musicale dei brani che sono dei classici per nascita. Che nascono perfetti. Che non hanno bisogno di…”

Invitati a una serata, al ritorno a casa non siamo riusciti a continuare il testo interrotto. Una certa vergogna, nata in quella stessa serata, ci ha obbligati a dimenticare l’articolo iniziato e a sostituirlo con quello che segue.

Il Cavalier Serpente si è sentito rizzare le squame durante e dopo la cerimonia del “Premio Solinas 25 anni”, al Teatro Eliseo di Roma il 6 dicembre, per la consegna dei riconoscimenti ai giovani sceneggiatori in concorso. Una serata gestita (ma questo è un termine fantascientifico, troppo al di sopra della realtà) diremmo piuttosto improvvisata con una bella dose di dilettantismo, impreparazione, pause ingiustificate, e così via. Cominciata naturalmente con la solita oretta di ritardo e con sul palco un gruppo di signore, che donne peggio vestite non ne avevamo mai viste. Ma qui scivoliamo nel gossip, e ce ne scusiamo. Torniamo al consueto livello. Perfidi, ma non pettegoli.

Fatte queste osservazioni, in fondo, relative a mancanze tecniche più che artistiche, che, con molta buona volontà, potrebbero essere considerate perdonabili, imperdonabile, anzi decisamente offensivo per l’arte, ancora più che per gli artisti, ci è sembrato il trattamento da parte della (dis)organizzazione della serata contro (e sottolineiamo il termine) il progetto Musica Nuda, momento di pura arte, annunciato in locandina addirittura come Partecipazione Speciale.

Si tratta di un duo strepitoso: il contrabbassista Ferruccio Spinetti, e la cantante Petra Magoni; una coppia di super musicisti che da soli riempiono la scena con una voce splendida, una presenza swing e sexy (che non guasta), un’intonazione impeccabile, e una capacità di estrarre da quello strumento notoriamente pigro che è il contrabbasso, una serie di note, di bicordi, addirittura di accordi, scelti con gusto, sapienza, e ardimento, e perfettamente capaci di sostituire l’orchestra.

Bene, il primo intervento, a metà della cerimonia, annunciato di malavoglia (o forse solo con imperizia), è andato. Breve (tre brani) ma in crescendo e soprattutto capace di strappare al pubblico che forse non li conosceva caldissimi applausi. Poi è ripreso l’andazzo dopolavoristico della serata, con lentezze e imbarazzi, fino alla fine. Consegnati i premi, congratulati i vincitori, baciati gli ospiti, aria di smobilitazione, tutti in piedi, sala già mezza vuota, si è sentita la presentatrice borbottare a microfono aperto qualcosa tipo: “Ah già, c’è ancora la musica…”

Al che i due malcapitati sono usciti sul palco e hanno finito il lavoro per cui erano stati chiamati, fra gli applausi dei pochi fedeli rimasti, con grande professionalità e con la stessa eccelsa bravura di prima. Mentre noi ci vergognavamo profondamente avendo ascoltato, strombazzate da tutti, le solite, anche se sacrosante, parole sulla povera cultura maltrattata dal governo, sul disinteresse per la musica, il cinema, il teatro, ecc. per poi vedere due fior di artisti umiliati come strimpellatori qualsiasi. E, siamo sicuri, non deliberatamente ma per pura cialtroneria. Che è anche peggio.

Nel frattempo la folla si era precipitata all’arrembaggio del buffet, stupidamente aperto in anticipo sulla fine dello spettacolo, con schiamazzi da mercato, intrufolamenti di affamati con piattino di carta e bicchiere in bilico, e rinuncia totale alla tanto predicata difesa della cultura e dell’arte, rappresentate in quel momento proprio dai musicisti sul palco, in favore di un altro elemento mai nominato, ma purtroppo sempre presente nell’ambiente, e forse nell’anima nazionale, l’abbuffata.

Vi ricordate l’aneddoto di Mozart cacciato a calci in culo dal maggiordomo del conte Colloredo perché lui (Mozart) dopo il concerto pretendeva di cenare al piano di sopra con gli ospiti, pensando di averne il diritto, mentre l’altro (Colloredo), che lo considerava un servitore qualsiasi, voleva che mangiasse giù in cucina.

Come si conclude l’aneddoto? Mozart sbatte la porta, se ne va rinunciando ad avere un protettore nobile e, malgrado tutto il suo talento, finisce nella fossa comune del cimitero.

Speravamo che fosse cambiato qualcosa, ma…

L’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog. Per andare a visitarlo basta un click su questo link: http://blog.libero.it/torossi