La Direzione nazionale del Pdl raccontata via sms

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La Direzione nazionale del Pdl raccontata via sms

22 Aprile 2010

11:07 Nell’Auditorium della Conciliazione più che di una direzione nazionale del Pdl, la sensazione è quella di un congresso di partito, una sorta di referendum tra Berlusconi e Fini dopo lo strappo del Presidente della Camera che oggi guida la componente di minoranza.

11:14 Gianfranco Fini è seduto in prima fila. Segue con attenzione le parole del premier. Il volto tirato, mastica un chewingum. In sala c’è attesa e una sottile tensione.

11:15 All’Auditorium della Conciliazione non c’è più una postazione libera.

11:21 Nessuno ha ancora citato Fini, ma ogni singola frase, ogni allusione conduce a lui. Quello di Bondi è stato un peana all’unità del partito.

11:25 Bondi se la prende frontalemente con Fare Futuro e in particolare con Filippo Rossi: attacca il suo ultimo editoriale quello in cui si parla dell’incolmabile alterità tra Berlusconi e Fini, e dice "non è mai stato smentito". Poi conclude non vogliamo un partito di intellettuali senza elettori…indovinate a chi pensa.

11.32 Standing ovation per Sandro Bondi che critica apertamente gli intelletuali di Farefuturo come Campi e Rossi. Non sono mai stati smentiti, ha detto Bondi. Il cocoordinatore del Pdl ha poi criticato il metodo col quale si è giunti allo scontro aperto da Fini, sottolinenado che il confronto è nececessario ma è inacettabile portarlo avanti demolendo la figura del premier e il suo ruolo e proponendo, in sostanza, un modello politico alternativo.

11.33 Bondi: bisogna decidere tra il partito del popolo e il partito delle élite, con tanti intelletuali e pochi elettori.

11:34 La Russa è il primo a citare Fini dall’inizio dei lavori. Lo chiama Gianfranco. Poi affronta la questione "settentrionale".

12.01 Berlusconi ha insistito sul tasso di democraticità nel Pdl dove lo statuto assegna agli organi, quali l’Ufficio di Presidenza, le decisioni. Ha detto anche: "Non ho mai fatto alcun interevento sulle decisioni assunete a maggioranza come è accaduto nel caso delle candidature alle Regionali".

12.05 "Forse ci dimentichiamo che i nostri elettori sono più di tre volte quelli della Lega, che abbiamo venti ministeri e la Lega ne ha due", perché quello delle Riforme e della Semplicazione sono il risultato della divisione di un unico dicastero. Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha preso brevemente la parola alla Direzione del Pdl prima dell’intervento del ministro degli Esteri Franco Frattini. "In 89 Consigli dei ministri -ha detto ancora il premier- i verbali non hanno registrato un’occasione in cui il Popolo della libertà si sia dovuto fare indietro rispetto ad una proposta della Lega e abbia dovuto dire sì a qualcosa di non condiviso e tutte le nostre proposte sono state condivise dalla Lega".

12:06 Frattini ricorda le cose fatte dal Governo in politica estera, soffermandosi sulla diplomazia commecruale che "ci ha consentito di essere considerati nel mondo partner e interlocutori affidabili che mantengono le cose dette". La diplomazia economica, ha continuato, "è capitolo di cui dobbiamo andare fieri".

12:29 Tremonti: "Attenti alle correnti, finiscono per far male ai partiti"

12.30 "Se non abbiamo fatto la fine della Grecia, non è stato solo per merito mio. È stato per merito di tutti noi. E soprattutto è stato per merito di Silvio Berlusconi che, alla forza delle idee ha saputo aggiungere la sua visione di sintesi e la forza di base del consenso popolare e parlamentare", ha detto Giulio Tremonti. "Non siamo fuori, ma all’opposto – ha proseguito – siamo ancora dentro una crisi che a tutt’oggi si presenta incognita".

12.31 Tremonti: "I ceti produttivi non hanno votato a sinisra; una quota dei ceti di sinistra non ha votato a sinistra, il proletariato operaio di sinistra e’ passato a destra e soprattutto e’ passato alla Lega". "La Lega ha parlato forte e chiaro di immigrazione e di sicurezza", dice il ministro dell’Economia. E poi: "C’e’ un tempo per ogni cosa. Questo non è il tempo negativo delle divisioni. Questo è il tempo positivo del fare insieme".

12:52 E’ un richiamo forte all’unità quello del ministro Matteoli che invita tutti a ragionare col cervello "come si conviene agli uomini politici". Poi ha ricordato che questo Governo ha lavorato bene, il partito c’è ed è forte. "Proseguiamo su questa strada per completare nei prossimi tre anni la grande opera di modernizzazione del paese".

12:56 Berlusconi invita Fini sul palco. Il presidente della Camera prende la parola.

12: 57 Fini: "Credo che questa sia una riunione necessaria per fare chiarezza, ce n’è necessità per il doveroso rispetto che ognuno deve a se stesso e ancora di più per il rispetto che tutti insieme dobbiamo agli italiani".

12:58 Fini: "Mi sembra che, anche nella regia dell’avvio dei lavori, ci sia stato atteggiamento puerile di chi vuole nascondere la polvere sotto il tappeto, come se non dovessimo parlare di quello che è".

12:59 Fini: "Sta accadendo che su alcune cose di carattere politico, uno dei cofondatori ha delle opinioni diverse rispetto a quelle di Berlusconi. Il che non vuol dire negare ciò che il Governo ha fatto fin qui. Pongo una questione: è possibile derubricare delle valutazioni diverse come se si trattasse di merev questioni di carattere personale? Se così fosse non saremo arrivati alla Direzione Nazionale con la polemica che c’è stata".

13:03 Fini: "Caro Bondi, è stata una caduta di stile tirare in ballo certe citazioni. Sono stato attaccato da alcuni giornalisti pagati dal presidente del consiglio". La platea insorge.

13:04 Botta e risposta tra Berlusconi e Fini. Fini si rivolge al premier dicendo che non è alto tradimento dire che c’è qualcosa che non va. "Spesso il tradimento alligna in chi dice che tutto va bene e poi alle spalle dei leader dice il contrario", dice Fini. Berlusconi lo interrompe: "Non imputare a me cose che non ho mai detto". Applausi in sala.

13:04 Berlusconi interrompe Fini. Fini riprende la parola con toni leggermente più pacati.

13:07 Fini: "Gli italiani considerano alcune cose che dico meritevoli di attenzione. Alcune opinioni, minoritarie, hanno consenso".

13:08 Fini: "Attenzione a non passare dal centralismo democratico al centralismo carismatico. Non discuto la leadership di Berlusconi, pongo solo questioni politiche, non personali".

13:12 Fini: "Questa è una giornata che cambia le dinamiche del Pdl. Se c’è una componente che ha opinioni diverse da quella prevalente non ha il diritto di sabotare l’azione di Governo ma ha il diritto di confrontarsi. Alimentare il confronto non può che far bene e tanto più sarà un confronto scevro da demonizzazioni tanto più sarà positivo per il Pdl, per il Governo, per il Paese".

13:12 Fini: "Oggi non ha più senso parlare di quote. Oggi c’è larga componente del partito che condivide azione premier e c’è piccola componente politico-culturale che non condivide in toto".

13:20 Fini: "Il Pdl nel Nord è andato bene, nel Sud ha perso consensi. Nel nord c’è stato uno squilibrio con il nostro alleato la Lega. Vogliamo chiederci perchè è accaduto?"

13:21 Fini: "Al Nord il Pdl è la fotocopia della Lega e ha perso una sua forte identità".

13:33 Fini: "Berlusconi, ti dico una cosa in faccia: tanti parlamentari del centrosud mi dicono di convincerti che la Lega ci sta egemonizzando".

13:34 Nuovo battibecco fra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi sulle accuse del Cavaliere ai magistrati nel caso delle liste elettorali del Pdl nel Lazio. "Sgombriamo il campo dal tema delle elezioni", afferma il presidente della Camera rivolgendosi al premier, seduto sul palco insieme ai coordinatori. "So benissimo che sono andate bene – aggiunge Fini – e che la coalizione ha vinto le elezioni: in alcuni casi le ha vinte personalmente Berlusconi, come ad esempio nel Lazio, dove però… devo dirtelo: ma credi veramente che la lista non sia stata presentata per un complotto dei magistrati?". Berlusconi prende il microfono e replica: "Un comportamento, più che un complotto…".

13:35 Fini: "Il federalismo fiscale è una grande opportunità per responsabilizzare classe dirigiente, ma senza alcune cautele, in tempi di vacche magre, rischia di mettere a repentaglio coesione fiscvale. Decreti attuativi sono pericolosi se non garantiscono l’interesse nazionale. Io dico fanno fatti ma compatibilmente con disponibilità finaniziaria e con i valori nazionali indiscutibili, quindi sarà il caso di costituire subito, nel partito, una commissione in cui ci siano governatori del Nord e del Sud: abbiamo nel Pdl dei parlamentari che sanno di cosa si parla quando si tratta di federalismo fiscale".

13:36 Fini si domanda: "Quali costi, quali rischi del federalismo fiscale?"

13:37 Fini: "Il tema della identità nazionale non può essere eluso".

13:40 Fini: "Tra 3 anni se non avremo fatto qualcosa di concreto oltre quello che è stato fatto, non credo che basterà l’ottimismo. Il maggior partito della coalizione ha il dovere di riflettere: il programma elettortale lo abbiamo scritto in un’altra epoca, conteneva degli impegni che non credo possano essere mantenuti da qui al 2013". Il riferimento è all’abbassamento delle tasse.

13.42 Fini si chiede: "Perché Pdl non pensa a convocare Stati generali dell’economia?

13:43 Fini propone di rimodulare programma da qui alla fine della Legislatura a causa della crisi.

13:45 Fini dopo aver toccato la crisi economica parla di legalità. E dice: "E’ indispensabile riformare la giustizia, è nel programma, ma riformare la giustizia e combattere la politicizzazione di parte della magistratura non deve dare l’impressione che riforma deve garantire delle sacche di impunità".

13:48 Poi il capitolo riforme. Una riforma essenziale, dice Fini, è la rivisitazione del titolo V della Costituzione, riforma del Parlamento, nuova forma di Governo. "Ha ragione il premier, dice Fini: "le riforme dobbiamo farle nel modo più condiviso possibile, ma per far questo serve sapere perlomeno quale è la linea del Pdl".

13:53 Il premier prende nuovamente la parola dicendo sì alla condivisione. Berlusconi: "Mentre sentivo Fini mi pareva di sognare".

13:54 Berlusconi: "Prendiamo temi trattati da Fini, li mettiamo all’ordine del giorno. A me mai nessuno ha avanzato proposte di questo genere. Ha cambiato idea". Ma Fini si scalda, interrompe e si alza.

13:58 Ancora Berlusconi: "La Rai si è impegnata con il governo per portare alla conoscenza degli italiani la storia, i valori, la tradizione della nostra Repubblica. Se c’è un tema su cui proprio non accettiamo che ci sia una critica è proprio quella sul centocinquantennale della nascita del nostro Paese".

14:00 Sul federalismo, "La Lega lavora sul territorio," dice il premier, ricordando che gli uomini del Carroccio sono costantemente impegnati con la gente, e anche il Pdl deve fare lo stesso. La Lega non vuole l’abolizione delle province? "Abbiamo fatto uno studio, si risparmiano poco più di 200 milioni. Perché? Si riducono i costi delle province ma quegli stessi costi passano alle Regioni. Ci sembra troppo poco iniziare una riforma che sconterebbe troppi cittadini. Ma detto questo, non concederemo più nessuna nuova provincia". 

14:03 "Il Giornale?", si chiede il Cavaliere, "ho chiesto a mio fratello di lasciare il controllo del giornale e se ci dovessero essere delle cordate vicine al Presidente della Camera potranno essere loro a prendere la direzione del quotidiano".

14:05 "Un presidente della Camera – conclude all’attacco Berlusconi, rivolgendosi a Fini – non può fare dichiarazioni politiche da Presidente della Camera, ma solo da uomo politico all’interno del partito".

14:05 Berlusconi è chiaro: "Fini, se vuoi fare politica dimettiti da Presidente della Camera".

14:06 La Lega "è un partito radicato sul territorio: tutti gli uomini della Lega devono rendere conto al partito su ciò che fanno sul territorio", ha sottolineato il premier durante la direzione del suo partito. Dunque, è stato il suo ragionamento, "anche noi non dobbiamo più pensare al sabato e alla domenica come giorni di vacanza e per la famiglia: dobbiamo impegnarci a lavorare sul territorio il sabato e la domenica".

14:07 Interviene il ministro Scajola: "In tutti i Paesi occidentali in cui si è votato si è colta la difficoltà della crisi economica nelle elezioni di metà mandato. In Italia, non ce l’aspettavamo, ma il risultato è stato positivo. La vittoria del Lazio è stato l’esempio più eclatante della positività di Silvio Berlusconi e del Pdl nei confronti dell’elettorato italiano".

14:12 Scajola: "Abbiamo bisogno di costruire un partito moderno che non si può rifare alle vecchie logiche del passato. Possiamo confrontarci, abbiamo i luoghi del confronto, oggi abbiamo dato dimostrazione che non esiste un partito più democratico del Pdl in Italia. Ma per tutti deve essere chiaro che quando si decide la linea questa linea vale per tutti. Sono queste le regole della democrazia".

14.24 Interviene il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi: "Bossi è un amico e dobbiamo ricordarci che non è stato lui a disgregare lo Stato, bensì la sinistra con la riforma del 2001". 

14.30 Pausa pranzo. La direzione nazionale nel Pdl riprende alle 15.15.

15:30 Alle 15.30 sono ripresi i lavori della Direzione nazionale del Pdl. L’annuncio è del coordinatore nazionale Denis Verdini. Comincia a parlare il ministro Maurizio Sacconi. "Riprendiamo, sono iscritti a parlare 66 persone, non so se ce la facciamo, intanto diamo la priorità ai ministri e ai capigruppo, poi vediamo", dice il coordinatore nazionale.

16:20 Cicchitto: "Dobbiamo stare attenti a non farci dei danni da noi stessi. Guai a dare l’immagine di un partito allo sbando. Attenzione a chi proietta l’immagine di una sinistra in crisi".

16:25 Terminato l’intervento di Fabrizio Cicchitto, è appena iniziato quello di Maurizio Gasparri.

16:30 Gasparri: "Il gruppo del Senato è un orgoglio del Pdl. Abbiamo registrato una grande coesione. Chiedere più discussione è giusto, perchè il Pdl è un partito composito".

16:35 Gasparri: "Il problema non sono i posti. Basta saperli far funzionare con saggezza. Noi non abbiamo seguito questo progetto per occupare posti. Abbiamo tante responsabilità e dobbiamo dare risposte al paese.  Oggi con una discussione scomposta andiamo a ledere la reputazione del nostro paese".

16:40 Gasparri: "Ognuno ha diritto di rinnovare. Innovare e cambiare si può, ma nessuno può essere accusato di essere traditore. Qui non ci sono servi e nemmeno persone comprate: ma non vorrei che ce ne fossero di regalate alle idee della sinistra"

16:47 Gasparri sta ora ricordando i momenti dello scontro politico sollevati dal caso Englaro e si avvia alla conclusione dell’intervento. "Siamo qui da uomini e donne liberi, una classe dirigente-guida. Abbiamo fatto una scelta per convinzione. Oggi la ribadiamo", ha detto Gasparri.

16:50 E’ iniziato ora l’intervento di Gaetano Quagliariello. "L’Italia del dopo-muro (di Berlino) è finita". Quagliariello ha sottolineato l’importanza di ricordare il momento in cui Berlusconi sostenne la candidatura di Fini contro Francesco Rutelli.

16:52 Quagliariello: "Il Pdl nel 2008 è stato la vittoria contro la possibilità di tornare indietro. Abbiamo cercato di imbrigliare la rivoluzione del ’94. Il Pdl ha significato la vittoria della democrazia".

17:00 Quagliariello: "Dobbiamo fare concorrenza alla Lega. Difronte al fenomeno dell’immigrazione, io non posso dimenticare l’angoscia delle donne che non possono uscire, e nemmeno dimenticare i diritti delle donne musulmane che devono essere trattate con rispetto. Non si può dare ospitalità a tutti, anche se questo farebbe piacere".

17:05 Quagliariello: "Troviamo un nuovo meridionalismo. Puntare sul capitale umano, questo è il modo di porre i problemi. Il Pdl è nato anche nel cuore di tutti noi. Le cose vanno bene perchè siamo una comunità che spera nelle stesse cose. Ci riteniamo parte di una stessa squadra. Non è il momento delle divisioni, ma quello di gioire insieme".

17:06 E’ iniziato l’intervento del ministro dell’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi.

17:08 Rotondi ha appena dichiarato di aver consigliato lui stesso a Berlusconi di fondare il Pdl. "La bellezza della politica si rinnova oggi. Non sottovaluto le questioni politiche. Facciamo attenzione: non ripartiamo dai mali che hanno ucciso la Dc. Le correnti sono un ‘sale’, ma non possiamo ripartire dalla degenerazione che le queste hanno prodotto in passato".

17:15 Rotondi: "Le Riforme le dobbiamo fare perchè gli elettori, poi, non ci abilitano più. Quella della Giustizia è urgente. Un filo di prudenza, su quelle istituzionali. Non si può ridurre il premier a uno che fa l’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri. Noi siamo al governo perchè il genio folle di Berlusconi ha affermato la vittoria dell’Italia moderata e riformista".

17:18 Rotondi: "Dopo Berlusconi non so chi ci sarà. Ma noi siamo protagonisti di una storia politica che porta il nome di Silvio Berlusconi".

17:20 Concluso l’intervento di Rotondi è iniziato quello del ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta.

17:23 Brunetta: "Dobbiamo ripartire dalle Riforme, lo dico al ministro Tremonti, che non ci fanno spendere. Le riforme si fanno proprio nei momenti a bilancio zero. Nessun alibi. Il paese ha bisogno di interventi selettivi, al centro come in periferia". Ora Brunetta sta illustrando i successi della riforma della Pubblica Amministrazione attuata dal suo ministero in collaborazione con quelli della Giustizia e dell’Istruzione.

17:30 Brunetta: "Solo con le riforme modernizzatrici possiamo fare la riforma delle riforme: quella del Fisco. Questo è quello che la gente ci chiede, ed è la ragione, Presidente Fini, del nostro stare insieme".

17:31 Sceso Brunetta dal palco, sta ora parlando il sindaco di Milano Letizia Moratti.

17:35 Moratti: "I cittadini domandano sicurezza. Il governo Berlusconi ha dato risposte sociali e di ammodernamento in un momento di crisi mondiale. Questo è un patrimonio che dobbiamo mantenere. Il legame tra governo e popolo è un passaggio culturale: è la strada in cui io credo, e voglio ancora dare un contributo".

17:40 Interviene ora Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia.

17:45 Formigoni: "Il problema vero è che il motore delle Riforme è il Popolo delle Libertà. Dobbiamo essere capaci di credere di più nei programmi che abbiamo sottoscritto". Il presidente Formigoni sta ora ricordando l’importanza del Federalismo come riforma modernizzatrice per l’Italia.

17:50 Formigoni: "Per parlare dei problemi interni, non valeva la pena di esporci alla strumentalizzazione della stampa avversaria".

17:51 Dopo Formigoni sta intervenendo ora il sindaco di Roma Gianni Alemanno.

17:55 Alemanno: "Sulla Lega dobbiamo capirci guardando all’Europa: in Francia abbbiamo assistito alla vittoria di Le Pen. Deriva dal fatto che ci sono spinte identitarie che devono essere interpretate. C’è una domanda di Destra in Europa. La Lega è forte perchè riesce ad eccitare ed evocare certi ideali nella gente".

18:00 Alemanno: "Non dobbiamo cedere a xenofobia. Ma non dobbiamo neanche mai dare la sensazione di essere staccati dalla realtà e di non capire i più deboli".

18:05 Alemanno: "Si apre ora un momento di riforme: bisogna accelerare. Non dobbiamo avere paura dei congressi. Dobbiamo fare i congressi. Possiamo costruire un partito nuovo in cui decisionismo e leadership convivano".

18:06 Inizia ora l’intervento di Amedeo Laboccetta.

18:10 Laboccetta: "Le nostre riflessioni sono state perturbate da un dibattito mediatico che ci ha fatto perdere il senso di quello che siamo. Io vi invito (si rivolge a Fini e a Berlusconi) a ricordare cosa sono stati gli ultimi 15 anni della nostra storia politica. Quanto di buono avete fatto non deve essere dimenticato. Ora avete un obiettivo da conquistare insieme: gli italiani aspettano le vostre risposte. Avete una responsabilità che vi è stata data da loro.

18:15 E’ salito sul palco il Presidente dei deputati del Popolo della Libertà al Parlamento europeo Mario Mauro.

18:20 Mauro: "Non dobbiamo pensare a come rimanere al Governo, ma a governare".

18: 21 Ora Maurizio Lupi, Vicepresidente della Camera, è sul palco. Sta leggendo il documento che i rappresentanti del Pdl dovranno firmare.

18:25 Lupi: "In un grande partito democratico si deve discutere, a patto di non vincolare il patto con i cittadini".

18:30 Dopo la lettura del documento si procede alla votazione: 11 voti contrari, 1 astenuto.