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I limiti del web

La disinformazione corre su Facebook, e fa più danni della “malapolitica”

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Da quando nell’ormai lontano 2008, Facebook ha invaso le case e i computer degli italiani, è nato e si è sviluppato un nuovo e rivoluzionario lavoro: “Il condivisore di Link”. Un lavoro vero, a tempo pieno, che coinvolge ogni giorno che passa sempre più italiani, ormai completamente assuefatti e dipendenti dalla rete.

Il meccanismo utilizzato per essere un “condivisore” è semplice: Si prende un’immagine con al centro il bersaglio da contestare (da Monti a Berlusconi, passando per Bersani fino ad arrivare al Papa) e si condisce il tutto con qualche riga al vetriolo, dove si mettono in evidenza limiti e mancanze, sprechi e magagne. Il fenomeno, è così diffuso che in tanti, ormai, non leggono più i quotidiani ma preferiscono informarsi leggendo le poche righe, condivise su bacheche, gruppi e pagine create appositamente. Nulla di strano, apparentemente. Decisamente legittima, si dirà, la necessità di passare il tempo libero dopo una giornata di lavoro (vero) davanti al PC, esternando le proprie considerazioni, le proprie frustrazioni e difficoltà, in un momento così particolare come quello attuale.

Il problema è che si tratta nella maggior parte dei casi di “bufale” assurde. Bufale che fanno lievitare ancora di più l’odio dell’italiano medio nei confronti della politica e dei centri decisionali. Curiosando in giro sulle bacheche “facebookiane”, si trova di tutto: Per farsi un’idea, basta partire dal recente terremoto che ha devastato l’Emilia Romagna. Si legge del Vaticano e del Papa, che se ne infischiano del terremoto e che spendono “miliardi” di euro per andare in visita a Milano. I naviganti finiscono per crederci e il clima d’insofferenza aumenta. Se solo i “condivisori” leggessero i giornali, e ascoltassero magari qualche Tg in più, scoprirebbero che, il giorno dopo il sisma, la Santa Sede ha stanziato 3 milioni di euro per i terremotati.

Ma andiamo avanti. Il bersaglio preferito, inutile dirlo, è la politica e l’intera a classe dirigente. Certo, a tal proposito va detto che i soggetti in questione non fanno nulla per non essere presi di mira e senza ombra di dubbio sprechi e malefatte si registrano davvero. Anche qui, però, i già citati link non fanno altro che raccontare falsità imbarazzanti. Si legge addirittura, che i parlamentari italiani guadagnano 30mila euro al mese, o che con i soldi spesi per la parata del 2 Giugno sarebbe stato possibile ricostruire tutte le case distrutte dal terremoto emiliano.

Non che deputati e senatori guadagnino quanto un metalmeccanico, ma dai 150mila euro mensili all’anno di media ai 30mila al mese c’è un bel salto. Va bene anche discutere se celebrare oppure no il 2 giugno, ma quasi 4 milioni di euro (tanto è costata la parata militare) non sembrano certo sufficienti per ricostruire interi paesi distrutti. Ecco poi spuntare addirittura link inneggianti a Mussolini e al fascismo. “Quando c’era il Duce, si pagavano meno tasse”. “Con il Duce l’Italia era un paese migliore”, si legge. Peccato, che, se oggi si applicassero le “direttive” del Duce, scrivere su Facebook le proprie considerazioni in totale libertà sarebbe decisamente impossibile.

Insomma, lo scenario è questo, e si potrebbe andare avanti ancora a lungo. E Il risultato, prodotto dal condividere sfrenato, lo abbiamo già detto porta verso una sola strada: L’aumento della tensione e dell’insoddisfazione sociale.  Se si considera poi, che, Facebook è utilizzato oggi da oltre ventuno milioni di italiani, è facile capire la reale sostanza del problema.

A scanso di equivoci, vanno comunque precisate delle cose: Nessuno pensa che gli sprechi, le assurdità e le furberie nelle stanze dei bottoni, cosi come nei comportamenti dei personaggi che votiamo, non ci siano. Allo stesso modo, nessuno crede che le cose raccontate da giornali autorevoli e Tg di prima fascia siano assolutamente vere a priori. Tutt’altro.

Far passare per vere delle notizie, senza nessuna logica e riscontro nella realtà, però, è decisamente peggio di qualsiasi informazione distorta o approssimativa.  Ecco perché viene de chiedersi se faccia più danni la politica e l’informazione “pilotata” o la disinformazione su Facebook. Sottoforma di link, ovviamente.

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5 COMMENTS

  1. dopo una giornata di duro lavoro…
    …passo il tempo libero in piazza, chiacchierando con le persone che incontro. Generalmente, riusciamo a risolvere quai tutti i problemi del mondo, e non facciamo danno a nessuno. La condivisione si esprime cliccando manate sul tavolino del bar…e buonanotte a facebook.

  2. preziose informazioni
    parlar male non aiuta nessuno. Questa semplice regola vale anche per voi che dedicate spazio a banali commenti e foto scontate.
    Visitate Torinonellarete.com, non parlo male di nessuno e aiuto le persone a migliorarsi in modo che sia più facile rialzarsi quando la vita ti tira qualche botta forte.
    Grazie per la vostra attenzione e complimenti per il vostro lavoro.
    Luigi

  3. Il mio blog ha una pagina
    Il mio blog ha una pagina Facebook seguita. Confermo che ci sono moltissime bufale e notizie che non hanno alcun fondamento. Ecco perché quando scrivo i miei post, prima cerco più fonti che confermino la notizia.
    Un periodo girava la bufala del Papa che faceva il saluto nazista (in verità imponeva le mani durante la celebrazione di una messa, solo che hanno tagliato la foto con il braccio sinistro teso, lasciando solo il destro), o quella del Vaticano azionista della Beretta (la fabbrica d’armi).
    Ciò detto, è chiaro che questa ansia di condivisione di qualsiasi cosa che “sputtani” la politica e le contraddizioni della società attuale è determinata da una generale insoddisfazione e frustrazione della gente.
    La politica da questo orecchio però non ci sente affatto. E sinceramente poco importa che un politico prenda 30 mila euro al mese o ne prenda 20 mila o 15 mila. Sono sempre vergognosamente molti.

  4. Un buon commento potrebbe
    Un buon commento potrebbe essere questo scritto, che ho trovato sulla “Strenna Popolare lucchese del giornale Il Fedele per l’anno 1879.
    Il rimedio suggerito per i debiti del Regno d’Italia d’allora, non potrebbe valere anche per quelli della Repubblica Italiana d’oggi? Dopo tutto, i politici odierni non sono più tutti “mangiapreti”: molti si dicono cattolici, sia pure “adulti”…

    MODO FACILE DI PAGARE TUTTI I DEBITI del Regno d’Italia
    Alcuni anni fa saltò in testa ad alcuni zelantissimi di fare una società collo scopo di raccogliere oblazioni per pagare i debiti del regno d’Italia. La cosa riuscì, come solo poteva riuscire, a una goccia d’acqua nel mare, ossia ad un bel fiasco.
    Eppure vi sarebbe un modo tanto facile per pagare tutti quei debiti; e tal modo è suggerito dal seguente fatto.
    Nella città di New-York andò a confessarsi un uomo, il quale disse al Sacerdote di aver messo insieme molte ricchezze, la maggior parte di mal acquisto; ma che avea fatto i suoi affari cosi pulitamente, che niuno al mondo avrebbe potuto scoprirlo; e conchiuse domandando l’assoluzione. Il Sacerdote rispose al penitente: — Fate un calcolo esatto dei vostri guadagni illeciti, e quindi restituite tutto fine a un centesimo, che altrimenti, io vi dico a nome di Dio, che né oggi né mai otterrete perdono —. Colpito vivamente da queste parole, dopo alcuni giorni il penitente tornava al confessore dicendogli: Il valore di quanto ho rubato ascende a 500007 dollari (più di due milioni e mezzo di franchi). Vi prego di restituire per me questa somma al pubblico Tesoro; e la consegnò al Sacerdote. Questi, atteso il caso straordinario, accettò l’incombenza, e per conto di N. N. rimise nelle mani del Tesoriere dello stato in New-York, Sig. Retty, tutto quel denaro, che costui ricevé altamente meravigliato.
    Ora a noi. Se tutti coloro che in tanti modi hanno pescato indebitamente nelle casse pubbliche d’Italia, e sono rimasti o son fuggiti, come loro è parso meglio, andassero a confessarsi; e, per aver l’assoluzione, restituissero tutti i milioni rubati, quanti se ne metterebbero insieme! Oltre a questo, siccome non solo è tenuto alla restituzione chi ha preso roba altrui, ma anche chi ha fatto colpevolmente danno al prossimo, se andassero a confessarsi tutti gl’italianissimi destri e sinistri, moderati e progressisti che in diciotto anni hanno ridotto a tanta miseria la povera Italia, quanti miliardi non si riavrebbero? L’ingente debito d’Italia, e più quello dei Comuni, sarebbe non solo coperto una volta (come dicono) ma più e più volte, rimanendovi molti milioni a spartire tra gli scorticati contribuenti. Oh quanto gioverebbe loro e a tutti gl’italiani che que’ signori una buona volta si confessassero bene! Ma siccome certe persone non si confessano (se non qualche fiata allor quando non possono più parlare, o non capiscono più nulla); così i debiti d’Italia non si pagheranno mai; ma cresceranno e cresceranno sempre; così volendo inesorabilmente la legge del progresso nuovo. E chi ha rubato? e chi ha danneggiato?….. Il dì del Giudizio si salderanno i conti.

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