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La fata delle tasse

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Finalmente un segnale di novità da parte del Governo! Basta con uno Stato fiscale che altro non è che la versione moderna dello Stato di Polizia! Basta con l’idea di uno Stato rapace che tratta i contribuenti come sudditi da vessare, imponendo tasse alte sino al punto da risultare intollerabili!  Basta con un sistema fiscale non solo vessatorio ma anche troppo complicato, che viene modificato di continuo, anche in modo retroattivo, interferendo in modo devastante con le attività economiche e produttive, e con la stessa possibilità degli individui di effettuare in modo efficiente i propri calcoli di convenienza!
Basta con un sistema resa ancora più insopportabile dall’inguaribile inefficienza della macchina amministrativa, rispetto alla quale le riforme e le esternalizzazioni succedutesi negli anni (creazione delle agenzie fiscali, creazioni di società incaricate di svolgere delicatissime funzioni pubbliche) sono solo servite a nominare amici e portaborse nei consigli direttivi e ad assicurare ai dipendenti stipendi più alti di quelli dei normali ministeriali! Basta con un sistema che oggi rappresenta uno dei principali fattori di perdita di competitività del nostro Paese nei confronti internazionali!

Era ora! Il fisco da oggi non ha più il volto inquietante e un po’ vampiresco di Vincenzo Visco ma assume le sembianze più tranquillizzanti della Fata dai capelli turchini appena balzata fuori dalle pagine del “Pinocchio” di Collodi. Ed in realtà è stato molto più semplice di quanto si potesse immaginare. E’ bastata la delibera del 12 marzo scorso che ha modificato la denominazione della società che, su mandato dell’Agenzia delle entrate, gestisce le procedure di riscossione delle tasse: non più “Riscossione s.p.a.” ma “Equitalia s.p.a.”! Da oggi niente più cartelle pazze, niente più riscossioni coattive, niente labirinti informativi per verificare la fondatezza della pretesa fiscale dello Stato. Da oggi solo contatti gentili e soprattutto equi con una struttura nuova di zecca sempre disponibile ad ascoltare le ragioni dei contribuenti e, fin dove possibile, ad esaudirne i desideri.

Finalmente comincia a scorgersi il profilo riformista del Governo, a lungo evocato dai volenterosi della maggioranza e che ha trovato un chiaro riscontro nelle ultime dichiarazioni di Prodi!

Ci resta solo una piccola preoccupazione che dopo Equitalia vi sia un profluvio di cambi di nome: la polizia penitenziaria potrebbe essere denominata “Corpo dei custodi della libertà”, le municipalizzate della nettezza urbana “Agenzie del profumo”, i centri di salute mentale “Aree della saggezza e della serenità”!

Certo sarebbe un gran bel guadagno. Non vorremmo però che un’iniezione così massiccia, e soprattutto inaspettata, di libertà finisca per creare una sensazione di disorientamento in un corpo sociale che già deve metabolizzare la novità epocale della nascita del Partito democratico.

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