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La Fiat lascia e Dr Groupe entra nel futuro dell’auto a Termini Imerese

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Se per l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, la sua multinazionale può andare avanti anche senza il mercato italiano, arriva dal Molise la risposta al futuro di Termini Imerese, ex stabilimento del Lingotto. La fabbrica siciliana, infatti, è stata acquisita dalla Dr Motor Company, industria automobilistica con sede alle porte di Isernia.

Fino a qualche mese fa in pochi avrebbero scommesso su un tale scenario per la fabbrica siciliana della Fiat, ma quella che era all’inizio solo un’ipotesi, alla fine è diventata una realtà grazie all’accordo siglato ieri a Roma tra Fiat, sindacati e Dr Motor. A ufficializzare la notizia è stato Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, advisor del Governo nella vertenza, che ha sottolineato come “è stata risolta una complicata vicenda”. La domanda che ora tutti si chiedono è se ce la farà l’industria molisana Dr Motor Company a garantire la sopravvivenza di Termini Imerese in un mercato, come quello dell’auto, estremamente competitivo e in forte crisi.

Gli ultimi dati sulle vendite parlano chiaro: le immatricolazioni a novembre sono scese del 9,25 per cento toccando quote che non si vedevano dai primi anni novanta. Male anche le immatricolazioni Fiat che perdono nello stesso periodo il 9,95 per cento. Se una multinazionale come la Fiat ha gettato la spugna in Sicilia, come riuscirà un’impresa molto più piccola a garantire un futuro a Termini Imerese e ai suoi lavoratori? Per l’advisor del Governo Arcuri, però, l'accordo tra sindacati e Dr Motor non nasconde sorprese e tutti gli impegni saranno confermati. Sono 640 i lavoratori di Termini Imerese che finiranno in cassa integrazione straordinaria seguendo un percorso che li accompagnerà fino alla pensione, mentre la Dr Motor si è impegnata ad assumere tutti gli altri. Per Arcuri, a Termini Imerese si avrà alla fine “un numero maggiore di occupati rispetto a quando la crisi dell'impianto produttivo è cominciata”.

La parte da leone in questa vicenda spetta al cinquantunenne Massimo Di Risio, l’imprenditore molisano, con un passato da pilota di rally, proprietario della Dr Motor Company. La sua avventura nell’industria automobilistica è iniziata nel 2006, quando è riuscito a lanciare sul mercato un veicolo suv (sport utility vehicle) stringendo un accordo con produttori cinesi. Le vendite dei modelli delle sue auto (Dr1, Dr2 e Dr5) vanno avanti con risultati altalenanti. L’azienda punta comunque a chiudere il 2011 con 10 mila auto immesse sul mercato e a raggiungere un fatturato di 150 milioni di euro (compresi i guadagni che derivano dalla concessionaria di auto multi brand e dalla sua società Dr Automobiles Groupe con sede sempre in Molise, a Macchia d’Isernia). Anche lo stesso Di Risio ha ammesso che la Dr si trova in una fase di start up in cui i margini sono ancora risicati. I debiti ci sono, ma lo stesso titolare ammette di avere le idee chiare su come superare le difficoltà e Termini Imerese ha un ruolo importante nella sua visione di rilancio del settore auto.

Il piano industriale presentato a Roma punta a realizzare 60 mila vetture all’anno entro il 2017 producendo quattro modelli: una city car, un suv, e due auto di segmento B e C. Di Risio ha commentato la svolta per la sua Dr e per Termini Imerese parlando di “una nuova fase” e di un “processo di rinnovamento volto a creare un nuovo assetto che, come previsto dal piano, ci permetterà di rispettare i tempi programmati e raccogliere le sfide future del mercato”. Di Risio ha anche ringraziato il ministero dello Sviluppo Economico, l'advisor Invitalia, la Regione Sicilia, i sindacati e la Fiat per aver creduto a questo progetto, segno della “volontà congiunta di conservare a Termini Imerese lo strategico know how automobilistico acquisito”.

Il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato, è fiducioso ed evidenzia come “la ratifica dell'accordo sblocca definitivamente la trattativa sul futuro del polo industriale di Termini Imerese”. Ma a mettere i bastoni fra le ruote a Di Risio è stato, nelle ultime ore, un altro molisano, il leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro. L’ex pm è intervenuto sul presunto mancato pagamento degli stipendi di settembre e ottobre agli operai della Dr Motor Company di Isernia. La notizia, però, è stata smentita dallo stesso Di Risio che non ha nascosto la situazione finanziaria della sua azienda (67 milioni di debito nel 2009 e quasi altrettanti nel 2010). L’imprenditore è convinto comunque di avere in mano tutte le carte giuste per risanare i conti e puntare al rilancio della Dr e di Termini Imerese. E se a febbraio dello scorso anno il Governo guardava con prudenza alla proposta della Dr di occuparsi del futuro dell’ex stabilimento siciliano della Fiat, l’azienda di Massimo Di Risio ha guadagnato nel tempo la fiducia dell’Esecutivo. Il destino ha voluto, alla fine, che l’ultima parola sull’accordo toccasse al Governo Monti.

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