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La Francia eviti di contagiarci con la cattiveria gratuita

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Che la rivalità fra l’Italia e la Francia fosse sempre accesa e mai sopita era chiaro a tutti, così come era chiaro a tutti l’uso che la Francia fa della satira, che spesso travalica le barriere del consentito, finendo per scadere nell’offesa gratuita. Tuttavia quando è iniziato a circolare lo spot – almeno in teoria – satirico sulla diffusione del coronavirus in Italia, mediante di Canal +, rete di proprietà di Vivendi, nel mondo politico italiano è scattata subito la reazione furibonda e giustificata.

La prima è stata la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che, utilizzando i propri canali social, ha fatto circolare il video, rendendo visibile a tutti la bassezza della manovra televisiva. Infatti, l’associazione fra il coronavirus e la pizza – forse la pietanza italiana più conosciuta al mondo – è parsa sin da subito come un attacco all’immagine – già minata – dell’Italia e ai suoi prodotti agroalimentari.

Inoltre, è bene sottolineare che non è la prima volta che la stampa francese approfitta delle tragedie che colpiscono l’Italia: ne è un esempio la copertina del celebre giornale satirico Charlie Hebdo, che con i cadaveri ancora caldi e sotto le macerie delle vittime del crollo terremoto di Amatrice, ironizzava sull’accaduto. Sempre educati e gentili questi cugini d’Oltralpe!

Ciò che colpisce, comunque, non è soltanto il tempismo perfetto col quale vengono confezionati questi “pacchetti” anti-italiani, ma anche la mancanza di quella solidarietà che dovrebbe provenire da un Paese alleato e membro di questa Unione Europea, che molti vorrebbero sempre più unita nel nome di una presunta fratellanza dei popoli europei. A questo proposito non ci è dato sapere quale sia l’opinione dei “ventotenniani” sull’argomento: di sicuro, però, questo tipo di fratellanza è più in linea con il paradigma di Caino e Abele, che con l’idea della reciproca cooperazione.

Ovviamente dopo le proteste italiane, la rete televisiva facente capo al gruppo di Bolloré – già autore del tentativo di scalata ostile al Gruppo Mediaset – ha prontamente cancellato lo spot, con tanto di scuse, ma resta l’acredine mostrata dai media francesi nei confronti dell’Italia e del suo “Made in Italy”.

A questo punto si dovrebbero attendere con impazienza i risvolti politici dell’accaduto, ma è inutile dire che non ci saranno: al contrario del popolo francese, la politica italiana, fatta eccezione per alcuni segmenti, si muove con fatica e col lentezza quando si tratta di difendere la Patria.

Quanto all’emergenza coronavirus, la Francia si è mossa in ritardo, sia con la prevenzione che coi tamponi effettuati, quindi, cari francesi, attualizzando un vecchio detto si potrebbe dire che“se Roma piange, Parigi non ride”.

 

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