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Cristianesimo e universalismo

La fraternità senza significato cristiano è astrazione autoritaria. Un dibattito sulla “Fratelli tutti”.

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Della terza enciclica di papa Francesco, Fratelli tutti, si è parlato molto. Ma oggi una riflessione sul testo, e più in generale sul senso della fraternità cristiana, può essere più stimolante. E’ più facile approfondirne la lettura dopo un ragionevole tempo di sedimentazione, piuttosto che a caldo, nel momento in cui i commenti si affollavano e finivano per convergere più sulla figura di papa Bergoglio che sull’effettivo contenuto della lettera. Stasera, martedì 17 novembre, alle 21, il vescovo di Reggio Emilia, Massimo Camisasca, e il filosofo morale Francesco Botturi parleranno dell’Enciclica in un incontro online organizzato dall’associazione Esserci. (Chi vuole, può seguire sul canale YouTube dell’associazione Esserci https://www.youtube.com/channel/UCPg7Ac1IdTJ7CyJYL3-CjNg).

Liberté, égalité, fraternité, è la triade che avrebbe dovuto rimanere a fondamento della politica moderna e dei diritti del cittadino, ma se sui primi due termini in genere ci si intende, il terzo sembra quasi non appartenere alla stessa categoria degli altri. Botturi spiega il fallimento storico dell’illuminismo sulla realizzazione dell’ultimo elemento della triade con il tentativo di costruire “una fraternità senza metodo fraterno”. La fraternità ha come necessario fondamento il riconoscimento di una comune paternità, l’essere figli di Dio, e non può perdere per strada questa sua qualità ontologica, pena lo svaporamento del concetto.

Proponendo la fraternità come valore universale, se la si sgancia dal significato cristiano, si rischia la sua riduzione a ideale morale privo di sostanza, che tende a tradursi in ideologia, astrazione autoritaria, quando non finisce per sfociare nelle diverse forme del politicamente corretto. Resta comunque uno sforzo velleitario, destinato al fallimento. In un momento in cui l’individualismo del nostro mondo è in crisi, e, anche per via della pandemia, rivela tutta la sua povertà, riprendere in mano l’enciclica e allargare la discussione sul tema è sicuramente utile.

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