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L'intervento

La frustata di Ruini alla Chiesa in declino e a una politica ripiegata su se stessa

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Il declino politico-culturale della Chiesa italiana, la marginalizzazione dei temi antropologici, il rapporto tra cattolici e politica e il dialogo col centrodestra, il taglio dei parlamentari e la legge elettorale. E’ un Camillo Ruini a tutto campo, e incisivo come non mai, quello che emerge nell’intervista rilasciata ad Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera di oggi. Soprattutto un Ruini che non si tira indietro e, pur con l’intelligente eleganza che lo contraddistingue, prende posizione sui temi più scottanti e anche scomodi.

Iniziando dal non negare il declino politico-culturale della Chiesa italiana: “Sì, purtroppo. La dimensione culturale – afferma il cardinale – è strettamente legata alla fede e la dimensione politica ha un’ovvia connessione con quella culturale. Questo declino non può non preoccupare. Occorre reagire: un compito che spetta ai laici credenti, ma anche alla Chiesa come tale. Oggi è più difficile di qualche anno fa; ma non è impossibile”.

Per contare di più e fermare la scristianizzazione, sia nella politica che nella discussione culturale, secondo Ruini i cattolici devono “avere più fiducia nella bontà e nell’attualità di una cultura che abbia il cristianesimo alle sue radici. Un rapporto sano e fecondo tra cattolici e politica passa attraverso la mediazione della cultura. Poi naturalmente occorrono capacità politiche e un grande amore per la libertà. Fermare la scristianizzazione è molto difficile. Non si può farlo solo a livello culturale e tanto meno politico. Decisiva è una testimonianza cristiana autentica, personale e comunitaria. In ultima analisi, decisiva è la grazia di Dio”.

Significativa anche la presa di posizione rispetto alle controversie generate dal pontificato di Bergoglio. Alla domanda sull’esistenza o meno di un movimento conservatore internazionale contro Francesco, l’ex presidente della Cei risponde che “in qualche modo” esso esiste. “Ma – specifica – ha varie accentuazioni e sfaccettature. Solo pochi possono davvero essere considerati ‘contro’ Papa Francesco: ad esempio, non tutti coloro che hanno formulato qualche critica con intenti costruttivi».

Senza appello viene stroncato il tentativo, tornato di attualità in queste ore, di formare un partito dei cattolici, magari al seguito di Giuseppe Conte. “Non vedo uno spazio del genere – è il commento -. I cattolici devono puntare sui contenuti dell’azione politica, individuati anche alla luce di una visione cristiana dell’uomo e della società; e devono collaborare con chi, cattolico o no, condivide tali contenuti”. Quanto all’invito al dialogo con Salvini, lanciato un anno fa dalle colonne dello stesso quotidiano suscitando non poco scalpore, Ruini non lo rinnega affatto e anzi rilancia: “Non mi sono pentito affatto. Dialogare bisogna. A Salvini e a Giorgia Meloni, che adesso meritatamente è sulla cresta dell’onda, vorrei dire che se vogliono fare il bene del Paese e arrivare al governo devono sciogliere il nodo dei loro rapporti con le forze che sono stabilmente alla guida dell’Unione europea”.

Infine, le istituzioni. Il “No” al referendum sul taglio dei parlamentari, che afferma di aver espresso nell’urna, viene motivato dal cardinale leggendo la vittoria della posizione opposta come “un successo del desiderio, comprensibile ma ingenuo, di ridurre i costi della politica”. Bocciatura senza appello anche all’ipotesi di legge elettorale proporzionale: “È una proposta sbagliata e soprattutto pericolosa – dice Ruini -. Fin dall’inizio la nostra Repubblica ha avuto seri problemi di governabilità. Quando De Gasperi aveva la maggioranza assoluta dovette affrontare una crisi di governo all’anno, perché non solo ogni partito ma ogni corrente si sentiva libera di pretendere sempre più spazio. È facile immaginare cosa accadrebbe adesso, quando nessuna forza politica può aspirare all’autosufficienza”. Esplicita dunque la preferenza per il maggioritario, che a giudizio del Principe della Chiesa “è stato il principale tra i pochi progressi della Seconda Repubblica”.

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1 COMMENT

  1. Meglio non mischiare religione e politica. Oggi la Chiesa ha ben altri problemi, sostanziali e di credibilità, da risolvere come la “pedofilia, l’omosessualità, la vicinanza alla criminalità economica e comporatmenti di alcuni appartenenti all’Ordine assolutamente censurabili come il prete che “fa sesso sull’altare””, insomma la Chiesa avrebbe tanti problemi di cui occuparsi prima di fare predicozzi ad altri.

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