Cosa e’ successo alla riforma della scuola?
Alla Camera, dove la sinistra ha da sola una maggioranza schiacciante, l’NCD ha condizionato il suo voto favorevole all’impegno esplicito del governo, rappresentato dal ministro Giannini, di assicurare la libertà delle scelte educative attraverso il consenso da parte dei genitori alle attività extrascolastiche (in analogia a quanto succede con l’ora di religione). Questo impegno è stato assunto dal ministro sia accogliendo l’ordine del giorno Roccella, sia personalmente, in aula, rispondendo a una esplicita richiesta di Ferdinando Adornato.
Al Senato c’è stato l’intervento a gamba tesa del Presidente Grasso, che ha impedito di effettuare cambiamenti al maxiemendamento; in questo modo ha bloccato qualsiasi modifica prima della fiducia.
Non è stato più possibile, quindi, emendare il testo ribadendo quanto detto nell’ordine del giorno accolto dal governo, cioè il diritto dei genitori a dare il loro consenso alle attività extrascolastiche, un principio già contenuto del nostro ordinamento, a cui bisogna però dare piena attuazione.
Non potendo comunque riaffermarlo all’interno del testo della riforma, oggi una delegazione di senatori di Alleanza Popolare, guidata da Quagliariello e Schifani, a nome dei parlamentari di Ap che hanno partecipato alla manifestazione di Piazza San Giovanni, ha incontrato i Ministri Giannini e la Boschi, chiedendo conto dell’impegno già preso dal Ministro.
La risposta della Giannini è stata positiva, e riportiamo di seguito uno stralcio delle agenzie uscite: si chiarisce che la scuola vuole soltanto combattere contro ogni forma di violenza, ma soprattutto si ribadisce che il consenso informato delle famiglie alle attività extracurriculari è un “principio fondamentale vigente nell’ordinamento scolastico”, che va applicato. Il Ministro, da parte sua, si è impegnato a informare le famiglie sul proprio diritto ad autorizzare attività diverse da quelle scolastiche.
Aspettiamo che la riforma sulla “Buona scuola” torni alla Camera (presumibilmente l’otto luglio) per avere dal Ministro, prima del voto finale, informazioni sulle sue iniziative per tenere fede al proprio impegno. Con la circolare in mano, si potrà far partire una campagna a tappeto di informazione sul consenso informato come diritto dei genitori, che devono poter scegliere quali sono le attività scolastiche coerenti con le proprie scelte educative, e non possono trovarsi di fronte ad iniziative, in particolare su temi personali e delicati come l’educazione all’affettività, che non approvano.
Proprio per questo, Area Popolare chiederà che comunque si ponga all’ordine del giorno anche la proposta di legge a prima firma Roccella che definisce e articola nel dettaglio il rapporto tra le istituzioni scolastiche e il diritto dei genitori a dare o a negare il proprio consenso.