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L'uovo di giornata

La giravolta di Tonino: da moderato ad aizzatore di piazza

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Dov’è finito il Di Pietro moderato, conciliante, sorridente e non più incazzato? Il Di Pietro che si rifà il look vestendo i panni del saggio uomo politico dialogante, che archivia la stagione dello scontro frontale intriso di ideologia e si misura con spirito costruttivo sulle questioni concrete? Dov’è finito il Di Pietro che sul restayling ha impostato la nuova strategia per sfilare elettori e voti a Bersani e magari pure a Vendola?

Di quel Di Pietro che mesi fa abbiamo visto nei salotti televisivi discettare come un buon padre di famiglia su cosa serve e occorre fare per il bene della famiglia (intesa nel senso letterale e tradizionale del termine), oggi è rimasto ben poco o nulla. Basta leggere cosa scrive il leader dell’Idv sul suo blog: al pressing serrato su Napolitano affinchè sia lui a staccare la spina ci aggiunge uno scenario apocalittico, quello per il quale se Berlusconi resta a Palazzo Chigi prima o poi ci scappa il morto. Al presidente della Repubblica, Tonino da Montenero di Bisaccia rinnova la “supplica affinché ponga fine a questa lenta agonia prima che sia troppo tardi”. E il ‘prima che sia troppo tardi’, per lui vuol dire “mandiamo a casa questo governo prima che ci scappi il morto”.

Siamo all’apoteosi. Primo perché è alquanto risibile il tentativo di insistere nell’assegnare al Capo dello Stato un compito che non gli compete, forzandone l’alto ruolo istituzionale fino a politicizzarlo all’estremo. Se un governo democraticamente eletto ha i numeri in Parlamento non può e non deve lasciare perché sennò “ci scappa il morto”. Un governo e il premier vanno a casa se vengono sfiduciati dal Parlamento, non dal Quirinale. Secondo: evocare la piazza usando l’escamotage di segnalare che in giro c’è questo rischio, è un modo perverso di alimentare un clima di tensione che riporta a fatti di piazza purtroppo già visti e rivisti nella storia repubblicana.

‘Costruire’ il 25 aprile di Berlusconi mettendo insieme pm politicizzati che dispongono centomila intercettazioni su un’inchiesta o che chiamano in procura il premier ma poi si scopre che non potevano farlo per incompetenza territoriale; l’anti-berlusconismo viscerale dei vari popoli colorati e indignati a prescindere; il clima di odio montante e preconcetto per la ‘casta’ e per i politici che sono ladri e corrotti in quanto politici, è un’operazione allucinante e pericolosissima che richiama i modelli totalitari sconfitti dalla storia e seppelliti nel secolo scorso. Non è questione di prevedere il futuro o di mettere in guardia da chissà quale scenario apocalittico.

Qui c’è molto altro e molto di più: c’è l’irresponsabilità di chi vagheggia l’idea di un ‘golpe’ per affermare ciò in cui ha fallito nelle urne. E che la regola democratica e la Costituzione, custodiscono.      

 

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4 COMMENTS

  1. Tonino Di Pietro ha dato la
    Tonino Di Pietro ha dato la sensazione di mettere da parte i panni dell’aizzatore di popolo, ma presto ha capito che lui non è un riformista o riformatore, la sua specialità è quella di gridare in continuazione allo scandalo senza aver ben chiare le proposte di Governo alternative.

  2. Da: Il Mondo di Ieri – Stefan Zweig
    INCIPIT HITLER

    … Ricordo soltanto che un giorno – ma non potrei ricostruire la data esatta – un amico venuto dalla Baviera deplorò che monaco tornasse ad essere inquieta. C’era soprattutto un fanatico agitatore di nome Hitler, che teneva adunate a base di risse selvagge e aizzava il pubblico nel modo più volgare contro la repubblica e contro gli ebrei.

    Il nome cadde dentro di me senza peso e non mi occupò oltre. Quei nomi oggi del tutto dimenticati di sobillatori e di rivoltosi venivano allora a galla in Germania, per sparire poi altrettanto presto! … … … Riemerse soltanto un paio di anni dopo portato su rapidamente dalla grande ondata del malcontento. L’inflazione, la disoccupazione, le crisi politiche e, non ultima cagione, la stoltezza dei paesi stranieri, aveva sconvolto il popolo tedesco, … … … Fu soprattutto quella superbia culturale che indusse gli intellettuali tedeschi a vedere in Hitler un sobillatore da birrerie che non avrebbe mia potuto diventar pericoloso, mentre invece egli già da tempo, in grazia dei suoi invisibili padroni, si era già acquisito aiuti potenti negli ambienti più disparati … … …

  3. Di Pietro è l’altra faccia
    Di Pietro è l’altra faccia del berlusconismo, l’uno ha bisogno dell’altro (Tonino di più). Patetico.

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