La Giunta per le immunità del Senato dice sì all’arresto di Tedesco
07 Aprile 2011
di Mino Cardone
L’atteso verdetto della Giunta dell’immunità del Senato circa la richiesta di arresto, che era pervenuta da parte della magistratura di Bari nei confronti del senatore del Pd Alberto Tedesco nell’ambito dell’inchiesta sul malaffare nella Sanità pugliese, è arrivato ieri in tarda serata. I senatori commissari che si sono riuniti nella sala Pannini di palazzo Madama hanno votato a favore dell’arresto del senatore.
Dieci i voti favorevoli all’arresto, otto dei senatori del Pd, più un esponente dell’Idv e uno dell’Udc. A favore della relazione di Alberto Balboni del Pdl, che respingeva la richiesta di arresto, hanno votato invece i senatori del Pdl, ma hanno pesato le assenze del senatore del Pdl Cosimo Izzo e la non partecipazione al voto dei leghisti Sandro Mazzatorta e Giovanni Torri. Si è invece astenuto il presidente della commissione Marco Follini.
Per tutta la giornata di ieri il Pd aveva sperato nel rinvio della votazione a dopo il 14 aprile, giorno in cui il Tribunale del riesame dovrà pronunciarsi sul ricorso di Tedesco contro la decisione del gip sul mandato di arresto. I vertici del Pd avevano dunque confidato nell’aiuto del centrodestra per ottenere il rinvio, ma i senatori del Pdl sono stati categorici: “Se vogliono salvarlo ci mettano la faccia”.
Dopo la decisione presa dai commissari del Senato il tutto passa in Aula, che sarà convocata al più presto e dove il verdetto sarà respinto o convalidato. Quello che sarà adesso il comportamento in aula della maggioranza è stato già preannunciato dal capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri e dal suo vice, Gaetano Quagliariello, che senza mezzi termini hanno dichiarato che sul caso Tedesco la maggioranza, coerentemente, ha già fatto la sua parte e che ora in Aula non parteciperà più al voto sul senatore del Pd, lasciando il suo destino nelle mani dell’opposizione. “A questo punto la sinistra – ha dichiarato il senatore Quagliariello – dovrà assumersi la sua responsabilità e decidere da sola sulle richieste della magistratura, noi la nostra parte l’abbiamo fatta e abbiamo dato un parere sull’arresto e una valutazione politica sull’inchiesta”. “Il Pdl non parteciperà al voto in aula – ha aggiunto il capogruppo Gasparri, ma assicurerà soltanto il numero legale".
La patata bollente passa, quindi, nuovamente nelle mani dell’opposizione. Se i democratici vorranno salvare il loro parlamentare dall’arresto, dovranno votare esplicitamente contro. A spaventare il Pd è soprattutto quella che sarà la linea di difesa che continuerà ad adottare Tedesco, il quale ha già chiamato pesantemente in causa le responsabilità di Nichi Vendola, la cui posizione è stata invece archiviata dalla magistratura.
Come anche il Pdl Senato ha sottolineato in una nota, giunta per motivare la decisione del relatore Balboni di dire no all’arresto dell’ex assessore alla Sanità pugliese, la valutazione circa l’assenza del fumus persecutionis e dei presupposti di gravità del reato tali da giustificare una così severa misura cautelare non intacca la preoccupazione per la scellerata gestione del settore sanitario che è stata fatta in Puglia in questi ultimi anni, e di cui l’amministrazione di centrosinistra non potrà non assumersi le responsabilità politiche.
