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Atene e il nuovo '68

La Grecia è sempre meno occidentale e sempre più nazionalcomunista

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Cerchiamo di riflettere bene sugli ultimi eventi che stanno regalando alla Grecia “spettacoli” degni dei nostri Anni di Piombo. Una guerriglia urbana sognata ma non avvenuta durante l’epoca dei Colonnelli, una polizia nervosissima e un ragazzo che per qualche ragione s’è trovato nel momento e nel posto sbagliato.

Secondo gli ultimi dati ufficiali, sabato scorso, nel quartiere di Exarchia, ad Atene, un agente della Polizia di Stato ellenica ha sparato direttamente sul petto del quindicenne Alexandros Grigoropulos. Tale fatto – viene facile accostarlo a quello che successe a Genova otto anni fa – ha scatenato cortei di studenti e insegnanti nonché agitazioni degne di presagi rivoluzionari. Da Creta a Salonicco, da Atene a Ioannina, manifestazioni radicali, scontri violenti e assalti contro gli edifici pubblici e privati hanno gettato il Paese nel caos più totale. Nella sola capitale si contanto 970 negozi assaliti e si calcolano almeno 200 milioni di euro di danni.

Oltre all’esecutivo conservatore di Kostas Karamanlis, ad essere preso di mira è il generale sistema di corruzione pubblica e affari illeciti presente nel Paese. Angoscia per la crisi finanziaria, frustrazioni derivate dalla decadenza del senso civico e quattro anni di scandali governativi ad altissimo livello, hanno innescato una situazione senza precedenti. L’informazione rincorre ai quattro venti le notizie e lasciamo ai lettori le ultime novità. Quello che ci interessa di più è capire il significato di eventi così laceranti per l’unico Paese dell’Europa Orientale che da sempre è una parte attiva del mondo occidentale e che ha più o meno raggiunto gli standard di benessere dell’Occidente.  

A quasi 20 anni dalla caduta del comunismo in pochi si sono accorti dell’abisso che c’è fra il passato e il presente dell’Europa. Ancora meno ne sono coscienti gli Ellenici, l’unico popolo di quella metà orientale del vecchio continente che non ha avuto il “privilegio” di essere inglobato nell’arcipelago sovietico. La Grecia di oggi è un Paese che permette tuttora alle frange dell’estrema sinistra, presenti in parlamento, di definirsi stalinisti, e le affinità con la Russia non si fermano qui considerando la fratellanza cristiano-ortodossa. Inoltre ci si dimentica spesso che l’immigrazione est-europea, presente nel Paese, è il diretto prodotto di quella falce e martello tanto adorata dai giovani universitari ateniesi.

Diverse politiche e sostanziali orientamenti dell’opinione pubblica hanno portato in Grecia una ventata di estremismo di sinistra che poco ha da invidiare ad altre nazioni. Spesso parliamo dell’antica civiltà ellenica che nelle sue isole ha donato i riferimenti culturali all’attuale Storia dell’Occidente. Oggi, come dimostrano le strade di Atene, la Grecia è diventata un regno dei no-global, un posto dove la confusione delle ideologie pretende di attuare una rivoluzione anti-imperialista. Strano destino per un Paese che è stato sempre contro la NATO, contro l’europeismo e poi, anche a discapito dei vicini, ha sempre goduto dei privilegi che derivano dall’essere nell’Unione Europea e nell’Alleanza Atlantica.

La Grecia è l’unico Paese che non sembrava pronto a entrare nella zona Euro verso il quale è stata attuata una eccezionale politica di salvataggio. L’unico Paese membro della NATO che, per le sue capricciose politiche d’amicizia con Belgrado, si è schierato contro i suoi stessi alleati durante la Guerra in Kosovo. L’unico Paese che tutt’oggi blocca l’adesione di nuovi Paesi all’Alleanza Atlantica – il caso della Macedonia – perché si sente minacciato da vecchie conflittualità ottocentesche. La stessa logica vale anche nei rapporti con altri vicini – come la Turchia e l’Albania – quando al buon vicinato si sostituiscono politiche di dubbia sanità democratica. La Grecia non riconosce ufficialmente nessuna minoranza etnica sul suo territorio e altresì è l’unico governo europeo a venir criticato dall’ONU per un atteggiamento discriminatorio verso gli immigranti. Questi atteggiamenti non hanno mai subito una critica ufficiale da parte della NATO, della UE o dagli Usa.

La Grecia oggi si permette di essere anti-NATO, anti-americana e in generale anti-occidentale, mischiando un originale formula di comunismo e nazionalismo. Il problema principale non sono gli studenti, gli anarchici spacca vetri o i sindacati d’estrema sinistra. Queste raffigurazioni malconce del capitalismo, che poi è il sistema economico da cui gli stessi greci traggono beneficio, le ritroviamo in forma minoritaria in ogni Paese europeo. Nel caso ellenico però si tratta di una società intera che è finita prigioniera di atteggiamenti largamente razzisti e profondamente anti-americani. I giovani che spaccano le banche e attaccano i commissariati hanno capito che possono stare con il cuore a sinistra e con il portafoglio a destra. Un po’ come fa lo stato greco. 

Gli eventi dell’ultima settimana in Grecia non sono che una pallida imitazione del ’68. Ma di quella stagione portano ogni genere di nefandezza a partire dal fatto che, dietro le lamentele dei manifestanti, si nascondono quei ragazzi giovani e meno giovani delle classi benestanti che, qualche decennio fa, Pasolini contrapponeva ai poliziotti proletari del Sud Italia. Manifestanti che hanno ereditato in pieno la politica dei loro padri, dei Papandreu e dei Karamanlis, che negli anni Ottanta promettevano all’elettorato di uscire dalla NATO e dall’allora CEE, salvo poi rimanerci. Ereditano le loro grida anti-europee sebbene oggi, con aggressività e tenacia, esercitano il loro diritto di veto presso ogni istituzione euro-atlantica.

E’ un anti-americanismo della peggior specie. Il sentimento di quelli che bruciano le bandiere a stelle e strisce ma poi difendono i Putin e i Milosevic. Il bello di essere occidentali tuttavia è anche questo e forse – in modo beffardo – anche gli studenti greci lo hanno capito. Fortunatamente stare sotto l’ombrello della NATO permette di sputarci sopra.

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16 COMMENTS

  1. ma finiscila…..
    ma chi ha scritto questo articolo il figlio di Bush??ma l’autore conosce minimamente le ragioni degli attriti tra i greci e i loro civilissimi moderni e filoamericani vicini( macedonia,turchia,albania) ????

  2. capricci?
    Opporsi a una guerra, quella del Kosovo, illegale, inopportuna e dagli esisti (dopo quasi dieci anni!) disastrosi e’ un capriccio?
    Stare sotto l’ombrello della NATO forse permette di sputarci sopra… certo che starci fuori permette solo di prendersi bombe in testa! La NATO, cessato lo scopo per cui era stata create, e’ diventata lo strumento delle politiche aggressive di parte dell’occidente, almeno fino ad agosto di quest’anno, quando in Ossezia si e’ constatato che il vento e’ cambiato.

  3. No global alla riscossa
    Dalla Grecia riparte la grande lotta contro l’imperialismo guerrafondaio. Viva Putin e la democrazia.

  4. risposta
    A Giorgio: prima di essere uno Stato con amicizie proprie, la Grecia è un aderente alla NATO. Ciò impone delle regole e per quanto riguarda la modifica dell’articolo V (quello per il quale gli scopi della NATO non sono solo difensivi) dell’Alleanza Atlantica, anche Atene l’ha sottoscritto; come lei ben sa senza unanimità niente può cambiare. L’unico tasto dolente è che negli atriti con la Turchia, sulla questione di Cipro o anche sull’aut-aut alla Macedonia lo Stato ellenico non ha esitato a chiedere, anzi pretendere, l’appoggio dei alleati (anche se la Turchia stessa era un alleato). Lo Stato greco da anni chiude le porte all’integrazione europea della Macedonia e dell’Albania, contando soprattutto sugli alleati. Quei stessi alleati che la Grecia non solo non ha aiutato durante il 1999 ma ha anche deliberatamente chiuso gli spazi aerei. Certo non era d’obbligo partecipare alla guerra, ma alcune questioni tecniche (come gli spazi e i mari territoriali) sono imposte a tutti gli alleati. Se non credi vai a leggere lo statuto della NATO. Pensa che l’Ungheria, all’epoca solo candidato per la NATO, offri i suoi sazi aerei solo per obblighi futuri legati ai trattati. La Grecia non solo non fece questo, ma addiritura scattenò una incredibile campagna mediatica su come aiutare i fratelli slavi. Tutto ciò è documentato e puoi rivedere anche i rapporti compilati da Jimmy Shea, l’allora portavoce della NATO. Poi se per te il vento post-Ossezia è quello che ci vuole, allora le mie risposte è meglio se non le prendi in considerazione.
    Per Ivan: Mi dispiace, non ho parentele con Bush e puoi stare sicuro che nel mio curriculum c’è qualcosa legato a queste tematiche. Conosco bene questi popoli, ed è per questo che mi sono permesso di scrivere qualcosa che non rigurda solo la politica ma anche la tendenza sociale. Sfortunatamente, almeno per quanto riguarda la politica estera, ciò che da più filo da trorcere nei Balcani, non sono nè Turchi, nè Albanesi ma un insistenza ellenica verso politiche che assmigliano più a Bisanzio che a Temistocle. Negli ultimi anni due ministri della Difesa hanno dato le dimissioni in Grecia: il motivo era la diffusione di vari video dove le canzoni cantate da varie componenti delle Forze Armate greche non erano di tematica patriottica. Esse recitavano versi su come squarciare le pancie di donne turche, macedoni o albanesi (!!!) Ovviamente sono poche che le cose che possiamo sapere ma almeno sapiamole.
    Cordialmente, Edon Qesari

  5. Almeno Noi abbiamo le palle
    Almeno Noi abbiamo le palle di sputare oggi,cosi come nella Seconda Guerra Mondiale abbiamo sputato in faccia i fascisti che hanno provato ad attaccare la Grecia.

  6. Bell’articolo
    Condivido in pieno l’articolo, purtroppo il comunismo di una volta si è semplicemente trasformato in anti-occidentalismo. Da combattere e contrastare il prima possibile. O quanto meno, da isolare. E’ sempre triste vedere questi giovani che sputano nel piatto in cui mangiano e grazie al quale possono scendere in piazza per difendere invece regimi dittatoriali della peggior specie. Dovrebbero provare a passare solo un anno in quei regimi per poter rendersi conto della fortuna di essere occidentali. Non è un caso che i paesi ex comunisti dell’est europa siano ora i + filo-americani.

  7. La Grecia ha inventato la
    La Grecia ha inventato la democrazia più di 2000 anni fa… Negli USA la stanno solo aspettando… altro che nazionalcomunismo (concetto fra l’altro senza significato)

  8. Invidia
    In questi moti ci sarà poi anche – secondario, marginale – il “particulare” dei protagonisti? In Grecia lo sapranno che i capi del sessantotto nostrano, con l’esclusione dei casi drammatici, hanno in massa fatto straordinario successo e vertiginose carriere a dritta e a manca nell’Italia di poi? Erano i Migliori? Pare di sì.

  9. sconcertante!
    Ma come potete diffondere notizie e commenti così falsi, privi di riscontri con la realtà e assolutamente ideologici nel senso più becero della parola, fate veramente schifo, non capisco se siete solo ignoranti o mentite volontariamente sapendo di mentire contribuendo a diffondere le menzogne che caratterizzano l’era imperiale del dominio ideologico globale ma state attenti perchè la storia non si ferma, poveri ingenui,le contraddizioni vi esploderanno in mano quando meno le aspetterete e le vostre analisi false faziose e subdole verranno ricordate come l’esempio della propaganda e della fabbrica del consenso che per decenni ha inebetito, confuso, drogato, annichilito l’opinione pubblica offuscando lo spirito critico e la lucidità che dovrebbe caratterizzare una società sinceramente democratica ed informata e che viene, invece, feticizzata nei regimi delle democrazie realizzate dove domina l’egemonia degli apparati ideologici del potere e delle elite!Che dispiacere mi procura leggere nelle vostre pagine lo svilimento più totale delle verità più elementari e vederle piegate alla spicciola demagogia, al populismo di ritorno, ad una semplificazione persino più banale e manichea di quella che ha caratterizzato la storia dei totalitarismi novecenteschi!Mi fate tanta pena.

  10. parziale
    Per come conosco io la Grecia, questo articolo mi pare parziale e dettato da un’antipatia personale verso la Grecia, un paese uscito dalla guerra mondiale,la guerra civile, la dittatura militare, che senza avere un tessuto industriale è riuscito a modernizzarsi.
    Non capire le difficoltà dei rapporti con i turchi,gli albanesi,non capire l’importanza della solidarietà tra ortodossi (che ha implicazioni politiche-economiche) a proposito della Serbia e affermare che ciò non è altro che un filosovietismo riaggiornato, è opera del tutto superficiale.
    Molto più umilmente direi che la crisi finanziaria ed economica che stiamo vivendo pesa di più in un paese dalla più recente,lenta e difficile modernizzazione come la Grecia; che per altro è un baluardo dell’Occidente nel Mediterraneo Orientale ed un paese profondamente europeista che ha saputo utilizzae i fondi UE molto meglio dell’Italia.

  11. bell’articolo,
    bell’articolo, complimenti.

    Quello che sta accadendo in Grecia è preoccupante. E non fa altro che fomentare ed esaltare gli eversori nostrani.

  12. risposta
    Chiunque pensi che in questo articolo o nel commento che l’autore ha lasciato sottostante ci siano delle bugie, distorsioni della verità ecc. lo può tranquillamente indicare. Quale fatto rispechiato nel articolo non è vero?…Al di là dei discorssi ideologici, al di là delle preferenze fra le parti penso che la storia (criticamente presa) sia un ottimo indicatore per giudicare bene o male ciò che nell’articolo è stato scritto.
    Per Michele: Sebbene si ammette che può sembrare, le assicuro che l’autore non è assolutamente involtito dall’antipatia per i Greci. Anzi, con questo articolo forse esprime anche una sua personale delusione giacché è legatissimo (anche famigliarmente) alla Grecia. Per quanto rigurda poi la superficialità dell’articolo, essa va un po’ chiarita. La fratellanza filo-ortodossa per esempio, al di là degli aspetti teologici, è stata un’arma non permanente. Si ricordi che per colpa di queste tentazioni fraterne la Grecia ha subito una guerra civile. Tutti oggi si scordano del passato, ma ovviamente non si può sempre vivere nel passato. Ciò che oggi più rappresenta lo Stato greco nei Balcani è una curiosa tendenza a riaprire questioni di più di un secolo fà. E ciò lo fa tirando in ballo tutta la NATO o tutta l’UE (bloccando ovviamente l’adesione dei suoi vicini). Salvo poi essere contro queste organizzazioni e sentire più vicinanza con Russi e Serbi. Cordialmente.

  13. Ma lo sapete che in Grecia
    Ma lo sapete che in Grecia tutt’ora è tabù parlare obiettivamente (ossia non solo in bianco e nero con i greci nel ruolo di povere vittime di biechi dominatori stranieri cattivoni) delle dominazioni straniere e, se uno storico di un altro Paese va lì per studiarle, dicono che è mandato dal suo governo? Pensano che la ricerca storica abbia per forza fini politici. Per non parlare degli stereotipi nazionalistici che ripetono nei libri di testo delle scuole e università, contro i popoli vicini. L’assurdo poi è quando questa mentalità nazionalista si sposa con un “antifascismo” più o meno di maniera: da noi i cosiddetti “antifascisti” proclamano di detestare tutto ciò che sarebbe “nazionalista”, però poi i nostri si alleano con i nazionalisti greci che fanno le vittime del fascismo, salvo poi adottare comportamenti fascisti all’interno del loro Paese! L’autore ha ragione: la Grecia è un curioso caso di Paese “occidentale” ma rimasto “orientale” come comportamenti e mentalità.

  14. La Grecia dà lezioni all’Italia corrotta
    La Grecia sta dando lezioni all’Italia berlusconiana,addormentata dalle TV dell’uomo più corrotto del mondo,berlusconi,che ha istituzionalizzato la sua corruzione con le sue leggi ad personam.Contro questa corruzione governativa,garantita da sconce leggi ad personam,anche l’Italia dovebbe sollevarsi.Per avere di nuovo un futuro

  15. la verità?
    la verità? e ve la dice un anticomunista anticonservatore e antistatalista per il libero mercato, insomma un libertarian che vede negli anarchici delle persone squisite (i veri non i figli di papà) che han molto da insegnarci…
    la dittatura comunista non esiste più quindi l’utilità della nato non la vedevo prima e non la vedo ora..
    invede di pensare all’america. guardate la svizzera, bella ricca e in pace(più di noi di sicuro)….

    cmq visto chela verità la sa chi ci abita in grecia e soprattuto chi abita nel quartiere del ragazzo ucciso (UCCISO!) vi lascio questo articolo:
    http://brigantilibertari.blogspot.com/2008/12/cosa-sta-accadendo-in-grecia.html

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