La Grecia torna al voto in meno di due mesi. Ecco i partiti in corsa

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La Grecia torna al voto in meno di due mesi. Ecco i partiti in corsa

16 Giugno 2012

La Grecia va al voto domenica prossima per una nuova consultazione elettorale dopo che quella del 6 Maggio scorso si era rivelata inconcludente non riuscendo a portare alla formazione di un nuovo governo. Il Paese è attualmente retto da un esecutivo transitorio guidato dal Presidente del Consiglio di Stato Panayiotis Pikrammenos, una figura istituzionale designata dal Capo dello Stato dopo che le trattative tra le varie forze politiche non avevano permesso di superare lo stallo seguito all’esito del voto. Con un clima segnato da forti tensioni politiche ed economiche, le elezioni greche rivestono un’importanza decisiva non solo per Atene ma per tutta l’Unione Europea, in quanto dal risultato che uscirà dalle urne si comprenderà quali potranno essere gli sviluppi – positivi o negativi – che prenderà l’unione monetaria nei prossimi mesi. Secondo stime rilasciate dalle istituzioni finanziarie internazionali e dallo stesso governo ellenico, la Grecia ha liquidità fino all’inizio dell’estate ed è quindi

fondamentale che il Paese sia in grado di poter dar vita ad un esecutivo capace di mettere in atto le misure di contenimento del deficit richieste dalla “troika” per accedere così alle nuove linee di credito necessarie. Stando agli ultimi sondaggi, si prevede un confronto serrato tra i conservatori di “Nuova Democrazia”, favorevoli ai piani di austerità, e la sinistra radicale di “SYRIZA” che al contrario si oppone alle misure di rigore finanziario imposte ad Atene. Un successo del centro – destra porterebbe probabilmente ad un governo di coalizione con il PASOK – e, forse, con la Sinistra Democratica – rassicurando i mercati e le capitali europee, mentre al contrario invece un successo di Tsipras aprirebbe la strada agli scenari più preoccupanti, compreso quello di un uscita della Grecia dall’Euro. A due giorni dal voto vediamo quindi quali sono i partiti in lizza per il rinnovo del Parlamento greco.

Nuova democrazia (ND): Fondato nel 1974 da Kostantinos Karamanlis è il principale partito del centro – destra greco. E’ guidato da Antonis Samaras, un politico che nel 1993 abbandonò il partito ed il governo guidato dall’allora Premier Mitsotakis in segno di protesta per la linea ritenuta troppo conciliante verso la questione macedone creando subito dopo un nuovo raggruppamento denominato “Primavera Politica”. Rientrato in ND nel 2004, Samaras durante la recente crisi ha prima fortemente contestato la politica economica del Premier Papandreou ma poi, una volta entrato nell’esecutivo di coalizione guidato dal tecnico Papademos, ha appoggiato le misure di austerity richieste dalla “troika” per garantire la concessione dei prestiti al Paese, ma allo stesso tempo ha ribadito come sia sua intenzione richiedere una rinegoziazione delle condizioni imposte dagli organismi internazionali. Poco prima delle elezioni, ha siglato un’intesa con il partito della Bakoyannis “Alleanza Democratica” ( DISY ) che è così tornata all’interno di “Nuova Democrazia” dopo esserne uscita due anni prima. Stando alle ultime rilevazioni riservate, avrebbe un leggero vantaggio rispetto a SYRIZA e potrebbe raggiungere il 30% dei consensi.

Partito Socialista (PASOK): Il “Movimento Socialista Panellenico” è stato fondato nel 1974 da Andreas Papandreou, il leader con il quale il partito arrivò al governo nel 1981. L’esecutivo Papandreou impresse una svolta radicale alla Grecia sia sul piano interno, dove vennero implementati una serie di programmi sociali, che su quello internazionale, segnato da un peggioramento delle relazioni con gli Stati Uniti e dal contemporaneo avvio di una politica di stampo terzomondista. Con l’arrivo al potere di Kostas Simidis nel 1996, il PASOK avviò un progressivo allontanamento dalle posizioni di Papandreou che portò il partito vicino alla linea riformista delle altre formazioni socialdemocratiche europee. All’opposizione tra il 2004 ed il 2009, il PASOK è tornato al governo nell’autunno di tre anni fa sotto la guida di George Papandreou, figlio dello stesso Andreas, il quale però si è subito dovuto confrontare con il difficile quadro economico del Paese. Scoperto che i conti pubblici erano in una situazione ben diversa da quanto affermato dal precedente esecutivo, il neo – Premier ha dovuto mettere in pratica severissime misure che hanno fortemente intaccato il consenso del partito e portato molti parlamentari ad abbandonarlo in segno di critica verso i provvedimenti adottati. Dopo l’uscita di scena di Papandreou, la leadership è passata nelle mani del Ministro delle Finanze Evangelos Venizelos. I sondaggi danno il consenso del PASOK in ribasso rispetto pure alla già disastrosa prestazione elettorale del mese scorso che ha visto il partito precipitare al 13,18%.

Partito Comunista (KKE): Storica formazione della sinistra greca, si è sempre contraddistinta per la sua ortodossia marxista e gli stretti legami con l’Unione Sovietica, tanto che sul finire degli anni Sessanta alcuni membri in aperto dissenso con la dirigenza fondarono il “Partito Comunista dell’Interno” più aperto alla linea dell’eurocomunismo delle altre formazioni comuniste presenti nei Paesi dell’Europa occidentale. Fortemente contrario alla politica di austerity ed alle misure decise dal governo è guidato da Aleka Papariga. Dopo aver raggiunto l’8,4% alle ultime elezioni, il KKE è attualmente accreditato del 6-7% dei voti, anche se, per alcune rilevazioni, potrebbe vedere i suoi consensi scendere addirittura al 4-5%.

Coalizione della Sinistra (SYRYZA): Formazione della sinistra radicale ed ambientalista che si caratterizza per la sua linea anti – liberista in economia e per l’ostilità alle leggi anti – terrorismo varate dai diversi governi greci dal 2001 ad oggi. Dopo l’esplosione della crisi finanziaria ed economica, il partito ha espresso la sua contrarietà ai provvedimenti adottati dal governo. Guidata da Alexis Tsipras, è stata la vera sorpresa delle ultime consultazioni e, secondo gli ultimo sondaggi, è poco indietro a Nuova Democrazia. Nella piattaforma programmatica recentemente presentata, SYRIZA dichiara di non desiderare l’uscita dall’Euro, ma allo stesso tempo sostiene come gli accordi tra la Grecia e le istituzioni finanziarie internazionali debbano essere annullati e completamente rinegoziati, sostenendo inoltre la necessità una moratoria di tre o cinque anni nella restituzione del debito contratto da Atene nonché la cancellazione di una sua parte.

Sinistra Democratica (DIMAR): Formazione fondata nel 2010 da un gruppo di parlamentari usciti da SYRIZA successivamente raggiunti da sei deputati del PASOK allontanatisi dal partito in dissenso con la politica economica adottata da Papandreou. Contraria ai provvedimenti di austerity, nel suo manifesto elettorale sostiene la permanenza di Atene nella moneta unica ma ribadisce però anche che entrerà solo in un governo il cui programma preveda il disimpegno dal memorandum sottoscritto dalla Grecia con i creditori internazionali. Il leader è Fotis Kouvelis.

Raduno Popolare Ortodosso (LAOS): Formazione fondata nel 2000 da George Karatzaferis dopo la sua espulsione da “Nuova Democrazia”, si caratterizza per il suo nazionalismo e gli accenti populistici, venendo per questo classificata da quasi tutti gli osservatori come di “estrema destra” anche se il suo leader rifiuta questa definizione ritenendo che le classiche etichette politiche non abbiano più senso dopo la fine della “Guerra Fredda”. Contrario alla globalizzazione, all’accessione della Turchia in Europa ed alla Costituzione europea e ad ogni concessione da parte di Atene nella disputa con Skopje riguardo al nome “Macedonia”, sostenitore di una politica più rigida verso l’immigrazione, il LA.O.S. è stato in passato anche accusato dal Dipartimento di Stato americano di fomentare l’antisemitismo. Sul piano economico, dopo aver aspramente contestato le politiche di rigore seguite da Papandreou, ha in seguito aderito al governo tecnico di Papademos per poi però uscirne dichiarando la sua contrarietà alle misure di austerità da questo adottato. Entrato in Parlamento per la prima volta nel 2007, non è riuscito a superare lo sbarramento del 3% alle scorse elezioni e, dopo l’uscita dal partito di alcuni importanti parlamentari che hanno aderito a Nuova Democrazia, appare in forte difficoltà.

Greci Indipendenti (ANEL): Formazione fondata recentemente dal parlamentare di “Nuova Democrazia” Panos Kammenos, espulso dal partito per il suo voto contrario ai provvedimenti adottati dal governo Papademos lo scorso febbraio. Di centro – destra, si oppone alle misure di austerity e chiede che Atene ottenga da Berlino il pagamento di tutti i danni di guerra dovuti alla Grecia dalla Germania. Nelle elezioni del Maggio scorso ha raggiunto il 10,6% dei consensi, una percentuale che però non sembra in grado di raggiungere in queste nuove consultazioni.

Alba d’Oro (XA): Formazione di estrema destra di chiara impronta neo – nazista. Sostenitrice del paganesimo – anche se di recente si è definita fedele alla Chiesa Cristiana Ortodossa – in opposizione alle ideologie liberali e marxiste, contraria alla globalizzazione e all’industrializ-zazione, richiede che i suoi membri, ai quali è imposto il saluto nazista, siano di pura discendenza ariana e greca. Fortemente ostile all’immigrazione, proprio facendo leva sui timori dei greci verso la sempre maggiore presenza di extra – comunitari nelle ultime elezioni municipali il partito ha ottenuto un forte successo che in alcune aree urbane è arrivato a raggiungere il 20% dei consensi. Accusata di violenze ai danni di immigrati ed esponenti delle minoranze nazionali presenti in Grecia, è guidata da Nikolaos Michaloliakos ed ha ottenuto il 6,97% dei voti alle ultime consultazioni. Stando alle ultime rilevazioni, il suo consenso appare però in leggero calo rispetto ad un mese fa.

Verdi: Propongono la consueta piattaforma delle forze ecologiste europee. Non sono rappresentati in Parlamento e non sembrano in grado di entrarvi. Vanno infine ricordate alcune forze politiche che si sono presentate alle precedenti consultazioni ma che stavolta non parteciperanno alla consultazione ed altre che si sono invece unite per poter raggiungere il quorum ed entrare in Parlamento. Ovvero:

Alleanza Democratica (DISY): Formazione di orientamento liberale e centrista, è stata fondata nel 2010 dall’ex – sindaco di Atene ed     ex – Ministro degli Esteri Dora Bakoyannis dopo la sua espulsione da “Nuova Democrazia” in seguito al voto favorevole che aveva espresso verso i provvedimenti richiesti dall’Unione Europea e dal FMI. Propone una riduzione delle imposte ed una riorganizzazione dell’apparato pubblico greco, ma si è opposta alla recenti misure varate dal governo Papademos. Il 6 Maggio non ha superato la soglia di sbarramento del 3% richiesta per entrare in Parlamento e pochi giorni dopo si è sciolta in seguito al ritorno di Dora Bakoyannis all’interno di ND.

Accordo Sociale (KOISY): Fondata dall’ex – Ministro del Lavoro del PASOK Louka Katseli, si oppone ai programmi di austerità ed alle politiche imposte alla Grecia dagli organismi finanziari internazionali. Pur essendo riuscita a raggruppare otto parlamentari, la formazione non è riuscita ad entrare in Parlamento raggiungendo solo lo 0,96%.

Ricreare la Grecia (DX) – DRASI – Alleanza Liberale (FS): Cartello di forze politiche centriste, europeiste e liberali, favorevoli alle misure di austerità ed all’introduzione di riforme per rafforzare il libero mercato e rinnovare le strutture statali ed istituzionali greche. Guidati rispettivamente da Thanos Tzimeros, Stefanos Manos e Grigorios Vallianatos i tre partiti hanno deciso di unirsi per cercare di superare lo sbarramento del 3%, una soglia che, stando ad alcune rilevazioni, sarebbero in grado di raggiungere.