La laurea di Valeria Fedeli e le promesse di pulcinella

LOCCIDENTALE_800x1600
LOCCIDENTALE_800x1600
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

La laurea di Valeria Fedeli e le promesse di pulcinella

14 Dicembre 2016

Il neo ministro dell’Istruzione? Non è laureata. Gli studi di Valeria Fedeli, che nel neonato governo Gentiloni ha preso il posto di Stefania Giannini, sono già un caso. Sui social network c’è anche chi chiede le dimissioni immediate del ministro. Il primo a lanciare il sasso è stato Mario Adinolfi: “Valeria Fedeli  mente sul proprio titolo di studio”, scrive sulla sua pagina Facebook. “Dichiara di essere laureata in Scienze Sociali, in realtà ha solo ottenuto il diploma alla Scuola per Assistenti sociali Unsas di Milano“. E poi, ancora: “Complimenti ministro, bel passo d’inizio e complimenti a Gentiloni che a dirigere scuola e università mette non solo una che non è laureata, ma una che spaccia per laurea in Scienze Sociali un semplice diploma della scuola per assistenti sociali”.

L’accusa è rimbalzata sui social e in tanti si sono scagliati contro la Fedeli. L’opposizione arriva in particolare dalla Lega Nord, “Il governo Gentiloni non è nemmeno stato in grado di trovare un ministro dell’Istruzione laureato”, afferma il capogruppo del Carroccio al Senato, Gianmarco Centinaio. Che aggiunge,”Mandano via la Giannini che comunque è stata un rettore universitario e scelgono una persona non laureata? E la Fedeli dovrà rapportarsi con ricercatori e insegnanti precari che magari hanno due lauree. Mi sembra la prova che questo governo ha iniziato con il piede sbagliato”. Ci pensa poi Dagospia a mettere ancora il dito nela piaga: “Peccato che il diploma di laurea di Scienze Sociali non è stato istituito prima del 1998 (ma in via sperimentale a Trieste e Roma) e del 2000 quando la nostra era già segretaria nazionale del sindacato dei tessili”. 

Lo staff di Fedeli non smentisce ma spiega che si tratta di un errore lessicale che ora qualcuno sta strumentalizzando. “Il fatto che in quella stessa biografia sia anche specificato che il diploma di laurea in questione è stato conseguito all’Unsas, Scuola per assistenti sociali di Milano (e dunque non in una università)- spiegano- è la prova della sua buona fede”. Se andiamo a memoria, si tratta comunque della prima volta che alla guida del ministero dell’Istruzione ci va un non laureato. E il giallo sul titolo di studio si somma alle accuse di incoerenza. In una intervista a “L’aria che tira su La7”, quando la campagna referendaria era ormai agli sgoccioli, Fedeli aveva dichiarato che, siccome non era attaccata alla poltrona, in caso di vittoria del No avrebbe lasciato la politica. Due settimane dopo, viene nominata ministro. Un altro “errore lessicale”?