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Trattato europeo

La Lega chiede il referendum e il governo trema

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Il fatto: la Lega ha chiesto il referendum popolare sul Trattato di Lisbona. La conseguenza: la Lega è antieuropea. Ne siamo sicuri? Se guardiamo alla proposta con le lenti dei parrucconi non ci sono dubbi, il partito di Umberto Bossi cerca la “rottura” con il Vecchio Continente, solo che il problema è da ribaltare perché in realtà siamo di fronte a un Continente Vecchio nel quale c’è bisogno di una “rupture”. Il risultato elettorale sembra aver insegnato pochissimo al centrosinistra e, a sentire le prime reazioni, anche al Popolo delle Libertà.

Non ci sono dubbi che quella della Lega sia una iniziativa politicamente scomoda ed è vero che passando dalla fase dell’opposizione a quella di governo le cose assumono un’altra luce e prospettiva. Siamo anche coscienti del fatto che le istituzioni abbiano bisogno di consolidamento e non di shock a ripetizione, ma è altrettanto palese che l’Europa è un gigante malato e che su questo male un partito come la Lega ha costruito la sua fortuna politica. E allora è venuto il tempo non di strillare e levare la vibrante protesta contro il Carroccio, ma di dare una risposta politica al tema che la Lega cavalca fin dai suoi albori.

Non dovrebbe sfuggire ai più attenti osservatori il fatto che la Lega fa la sua sortita alla vigilia del classico raduno di Pontida. Domenica su quel prato non si celebrerà affatto un evento folcloristico, ma una vera e propria rifondazione del partito. Avendo stravinto le elezioni e - per la prima volta nella storia politica del Paese - intaccato il potere dell’ex Pci nelle regioni rosse, la Lega sta continuamente riprogettando il suo futuro. Fa leva non sul sentimento antieuropeo, ma sulla diffidenza dei cittadini verso la burocrazia europea. Commissione Ue, Parlamento e Banca centrale europea sono diventati il bersaglio di un fiume carsico che vede in Bruxelles, Strasburgo e Francoforte le centrali di una politica economica e sociale inaccettabile per le classi medie e medio-basse del Paese.

Non si tratta di un problema meramente economico, ma politico e culturale. L’identità europea, la cittadinanza, i suoi diritti e e i suoi doveri, sono scarsamente percepiti. Un sondaggio della Gallup per Eurobametro, pubblicato nel febbraio del 2008, indica che il 48 per cento degli intervistati nell’Ue a 15 risponde di non essere ben informato sui diritti che derivano dall’essere cittadino europeo e solo il 28 per cento dichiara di esserne a conoscenza.

 

E’ un dato euroscettico? Il lettore dell’Occidentale per fortuna non indossa la parrucca e dunque può facilmente riconoscere in questo dato il vero problema che non è rappresentato dall’euroscetticismo, ma dalla scarsa corrispondenza dell’architettura europea con i bisogni del popolo, la realtà e le sfide che ci propone il mondo contemporaneo.

 

La Lega interpreta benissimo questa inquietudine e la trasferisce senza mediazioni sul terreno della politica. Il problema non è quello che fa il Carroccio, ma l’inazione degli altri partiti – di destra e di sinistra – su un tema così importante. 

 

Si obietterà che l’iniziativa del partito di Bossi mina la solidità della maggioranza in politica estera e produce delle fibrillazioni che si possono evitare proprio nel momento in cui il governo si sta godendo la luna di miele con gli elettori. Anche qui, l’analisi non illumina l’altra faccia della luna e, soprattutto, non offre alternative alla lunatica risposta che i governi finora hanno dato al problema di cosa è l’Europa e cosa facciamo in Europa.

 

Il tempo dell’euroforia è finito da un pezzo e in questo intervallo fra illusione e disillusione nessuno si è chiesto che fare. Il patto di Maastricht è stato definito di volta in volta rigido e poi stupido, ma senza che sia stato minimanente scalfito. Nel frattempo la crescita di tutta l’Eurozona è colata a picco, le banche hanno mostrato il loro volto feroce con i mutui alle stelle e operazioni ben poco trasparenti sulla scia della bolla immobiliare, la politica agricola comune è naufragata, la politica energetica non è mai decollata e l’assenza totale di quella militare ha giustificato fino a oggi la sopravvivenza del detto kissingeriano “l’Europa è un gigante economico, un nano politico e un verme militare”.

 

L’euro ci ha salvato dall’inflazione? Vero, ma non ci ha reso più ricchi e leggere il mondo contemporaneo con le lenti della Germania di Weimar non aiuta affatto a vedere l’orizzonte, guardiamo con occhiali da presbite mentre l’Europa è affetta da miopia: non vede lontano. La Lega invece ha dimostrato non solo di vederci benissimo, ma di saper capitalizzare il voto. Senza il Carroccio non si governa il Settentrione, nei distretti industriali il partito di Bossi è un punto di riferimento di piccoli e medi imprenditori e degli stessi operai. Partito berlingueriano di lotta e di governo, il Carroccio rischia di trovarsi la strada spianata per l’inadeguatezza della risposta che arriva da avversari e alleati.

 

Sappiamo che Silvio Berlusconi vuol giocare una partita importante nel Vecchio Continente. Il Cavaliere vuole renderlo “nuovo” e vuol riunire l’Europa oggi divisa, incerta, debole. La stampa italiana, il sistema complessivo dei mainstream media – del quale l’Occidentale per fortuna non solo non fa parte ma ne è un antagonista – fatica a spiegare e prevedere i comportamenti elettorali (e dunque a raccontare il fenomeno Lega) perché ripiegato su se stesso, con gli occhiali da presbite, appunto. Basterebbe la sola lettura quotidiana del Financial Times per capire quali sono i fantasmi che disturbano il sonno dei cittadini europei, italiani compresi.

 

Il 12 giugno in Irlanda si terrà un referendum per l’adozione del Trattato di Lisbona. E’ l’unico paese europeo ad aver scelto la via della consultazione, peraltro obbligatoria per via delle disposizione costituzionali. I no secondo un sondaggio del Sunday Business Post sono in rapida ascesa e sono al 33% contro il 41% dei sì. I rischi di un rigetto del trattato sono altissimi perché la percentuale di indecisi è del 26% e i cittadini chiamati al voto non hanno idea del testo. Lo stesso premier premier Brian Cowen ha ammesso dii non aver letto le 346 pagine del Trattato "dalla prima all'ultima". Eloquenti le parole del ministro della Difesa, Willie O'Dea, per cui il testo "deve più allo stile di Stephen Hawking che non a quello di J.K. Rowling". Anche se dovessero vincere i sì, il problema del rapporto tra le istituzioni europee e i suoi cittadini è più che mai aperto. Non solo, è molto interessante osservare con attenzione il dibattito in corso sul possibile ingresso della Gran Bretagna nell’eurozona. Rinunciare alla sterlina o no? Martin Wolf, stella tra i columnist del Financial Times, sostiene che si tratta di una cattiva idea. Parliamo dell’euro, della moneta, unico vero collante di un’Europa sul resto disunita e titubante. Siamo di fronte a un euroscettico? O abbiamo davanti a noi una lezione di realismo?

 

A Pontida la Lega non farà altro che il suo mestiere,  registrando i picchi di sfiducia e tramutandoli in politica. Mettendo al primo punto della sua agenda il tema del Vecchio Continente e della sua missione per l’avvenire, la Lega è al passo con il dibattito in corso negli altri Paesi. Paradossalmente, è il partito più europeo che abbiamo in Italia.

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8 COMMENTS

  1. In materia di europa sono
    In materia di europa sono state fatte tutte le scelte,fondamentali per il nostro futuro e per quello delle generazioni a venire,senza mai interpellare i cittadini.Il governo potrebbe benissimo fare un referendum consultivo.Ma non ci pensa neanche.Altra prova che,quando si parla di partitocrazia,le chiacchiere stanno a cento i fatti a zero.I cittadini contano al momento del voto,poi sono lorsignori a decidere tutto.Continui così il centrodestra.Avrà raggiunto il suo sogno:votare pdl o pd verrà percepito come uguale e l’Italia sarà un paese come tutti:Gran parte della gente starà a casa.

  2. Coerenza
    La Lega, cattiva o buona è un partito coerente e U. Bossi è forse l’ unico leader ad avere idee politiche che vanno al di là sel suo naso. Strategie a medio e lungo termine che, vista l’ incapacità della politica italian, spesso si rivelano azzeccate. Sono proposte che trovano il conforto delle persone perchè introdotte in largo anticipo. Quella dell’ euo-scetticismo della Lega è una balla colossale. La Lega da sempre ( 20 anni ) parla dei fratelli Baschi, Irlandesi, ecc. promuovendo quindi l’ Europa dei popoli prima che quella dell’ economia o della istituzione. Il fatto che poi non si siano riconosciute le identità cristiane dei popoli, ha segnato secondo me la crisi di un apparato che da solo risposte alle economie e non alla profonde questioni morali e di identità dei popoli. E i movimenti della gente, per quanto lenti o apparentemente immutabili poi scendono a valle alluvionando tutto e sradicando anche le cose più solide o apparentemente consolidate. L’ Europa è in crisi, Lega o non Lega e lo è da tempo perchè è un altro carrozzone fumoso costruito sorpa le teste dei popoli. Gestito da una casta di personaggi che tacciano l’ Italia di razzismo perchè i vigili chiedono i documenti agli immigrati. A tutti fa comodo un ventre molle per l’ immigrazione. Non al movimento più popolare Italiano che sa rispondere alla vecchietta di Lodi o della Val Brembana. La Lega Nord. Tutti a Pontida!

  3. Pontida non è Roma
    Le solite cose che i leghisti mettono in campo per dar visibilità ad un movimento che, se non fosse appoggiato a fanatici antieuropei, convinti secessionisti e furbastri della politica (vedi l’alleanza con il premier) non avrebbero voce in capitolo e, come dice, Bonaiuti è solo un “colpo di sole prematuro” che ha preso in testa qualche parlamentare… Bel fiore all’occhello! L’agnello perde il pelo ma non il vizietto!!!

  4. Lega/Ue
    L’attuale Ue è una specie di Sacro Romano Impero diretto dai tedeschi. Non abbiamo nessun interesse a stare in questa Ue: gli inglesi l’hanno capito subito e non hanno aderito all’euro. A noi converrebbe maggiormente lavorare per un Unione europea del Sud.

  5. Trattato di Lisbona, Rferendum Lega Nord
    Io dico che il Senatur Bossi ha ragione al 100%.
    La costruzione dell’Europa è stata progettata in
    modo sbagliato. Non è vero che la Lega Nord non
    vuole l’Europa. Non vuole questo tipo di Europa.
    Una Europa fatta solo dai grandi banchieri e dai
    grandi potentati economici a cui non importa assolutamnte nulla dell’identità culturale dei popoli europei. Molta responsabilità l’hanno anche le sinistre del vecchio continente che hanno inizia-
    to la costruzione politica del vecchio continente
    cominciando dalla moneta unica progettata dai ban-
    chieri per fare la guerra al dollaro americano.
    Il solito antiamericanismo ma in salsa finanziaria.
    Il risultato è che l’euro si è apprezzato troppo
    sul dollaro e le nostre economie soffrono.
    L’economia che soffre di più è quella Italiana che
    è la più debole di tutte. In più con quel maledetto
    vincolo che ci siamo imposti del 3% è come se noi
    avessimo messo la camicia di forza alle forze eco-
    nomiche del continente. Gli americani il vincolo
    non ce l’anno a alzano e abbassano quando e come vogliono. In oltre siccome tutte le merci del mondo
    si vendono e si comprano in dollari noi dobbiamo
    fare una fatica doppia per stare sul mercato.
    Con l’euro in quello satato è come se un negozio
    in città facesse i prezzi doppi di quegli degli altri. Ditemi voi se si può andare avanti così.
    In questo contesto, è naturale che la Lega Nord
    chieda il referendum su un trattato che non è per
    niente nell’interesse dei popoli che lo dovrebbero accogliere.

  6. La lega in movimento
    L’articolo è interessante e ben articolato. Bisogna abitare al nord ma soprattutto vivere al nord per capire i motivi che hanno portato al sorgere del fenomeno Lega. I politologi di mestiere e i giornalisti integrati hanno sempre snobbato i leghisti tacciandoli di essere dei rozzi incolti e senza futuro, ma i tempi hanno dato ragione a Bossi, che ha avuto i voti da tutte le classi sociali, anche nella regione rossa dove io vivo da sempre. Essendo la Lega un movimento nè di destra nè di sinistra ma popolare, ed essendoci non solo al nord ma in italia adesso come ieri situazioni di grave inquietudine sociale derivanti da un diffuso lassismo in tema di lotta alla delinquenza, perchè la Lega non dovrebbe fare una politica movimentista? E in tema di Europa, alla gente sta forse bene questo tipo di politica, affidata più alla Banca Centrale Europea gestita da Trichet con la politica dei tassi di interesse alti che frenano l’economia e danneggiano chi ha sulle spalle un mutuo? L’Europa che sognavano Adenauer, Schumann e De Gasperi per tenere uniti dei popoli che andavano poco d’accordo, non era forse un tantino diversa? Non era un’altra storia? Ora è giusto (ed era ora che qualcuno lo facesse), che la Lega stia dando una mossa anche alla nostra politica estera, e questo certamente darà fastidio a chi invece vorrebbe un’Italia sempre a ruota degli altri Stati. Auguri a Bossi!

  7. Il solo concetto che la Lega
    Il solo concetto che la Lega sia antieuropea perchè richiede che sia il popolo a doversi pronunciare su una materia così importante dà automaticamente la risposta. Ma chi la vuole questa Europa lontanissima dai bisogni della gente???

  8. referendum sull’europa
    sarebbe giusto che anche in italia si facessero i referendum,come hanno fatto altre nazioni,sopratutto su decisioni inerenti la cultura e a’identità occidentale.

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