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La lezione di Joschka

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Era un po' di tempo che non sentivamo parlare Joschka Fischer. L'ex leader dei Verdi tedeschi che è stato ministro degli Esteri durante il governo di Schroeder e ora, lasciato il Parlamento ma non la politica, insegna a Princeton. E' stato dunque molto interessante leggere un suo intervento pubblicato ieri dal Corriere della Sera sugli errori dell'Europa.
C'è un passaggio dello scritto di Fischer che vale la pena riportare integralmente: "Ci si interroga se le truppe tedesche nella Nato debbano accollarsi maggiori rischi e resposabilità in Afghanistan. Bene, va detto che i caveat nazionali - i limiti fissati da ciascun paese riguardo all'operatività delle proprie truppe - rappresentano un grosso problema. Mi chiedo se la Germania abbia agito saggiamente - per dirla in termini molto diplomatici - nel rifiutare il proprio sostegno ai canadesi nelle zone pericolose del sud dell'Afghanistan. Non sarebbe stato facile ottenere l'approvazione del Parlamento, ma io avrei lottato in tal senso. L'Afghanistan è molto importante per tutti noi, specie per l'unità dell'alleanza. Ma un passo simile avrebbe comportato un'assunzione di leadership da parte del governo tedesco. La solidarietà è facile quando splende il sole, molto più difficile in un giorno di burrasca. Non è giusto dire di "no" per proteggere i propri interessi immediati. La prossima volta potremmo essere noi ad aver bisogno di aiuto."
Ora fate un sforzo di immaginazione e provate a mettere queste stesse parole in bocca ad Alfonso Pecoraro Scanio, anche lui ministro e anche lui leader dei Verdi, e capirete perché Alfonso non andrà mai a insegnare a Princeton.
 

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