La lungimiranza politica assicura il successo: il Pdl Molise lo dimostra
03 Giugno 2011
E’ il 24 maggio del 1998, una domenica elettorale. A Isernia si torna alle urne per decidere il nuovo sindaco. Sono sette i candidati che si presentano al giudizio dei cittadini: dal centrosinistra al centrodestra alle frange estreme. Sembra tutto scontato e già si pensa al ballottaggio tra il candidato dell’Ulivo e quello dell’accoppiata Forza Italia-Ccd. Ma così non va. L’exploit è di Vincenzo Colalillo, uomo al di fuori degli schieramenti ufficiali, che si presenta sostenuto da Cdu-Cdr e Democrazia cristiana, con l’aggiunta di una lista civica, “Il Centro”.
A seggi chiusi quella lista civica prende il 25,4 per cento dei consensi, più dell’Ulivo (fermo a 24,6). A metterla in piedi c’erano, tra gli altri, Ulisse Di Giacomo e Michele Iorio. Una forza di centrodestra, ma opposta a Forza Italia, che costringe gli “azzurri” ad accontentarsi di un misero 4,5 per cento. La cosa non sfugge a Silvio Berlusconi. Il presidente del partito alza il telefono e chiama i dirigenti locali de “Il Centro”, proponendo loro di “entrare” in FI. Nasce così, dopo quelle elezioni, il centrodestra molisano per come è strutturato oggi. Tredici anni fa viene inaugurato il tandem Di Giacomo (coordinatore regionale del Pdl) – Iorio (presidente della Regione), a capo della forza elettorale che oggi governa – da Isernia a Campobasso a Termoli – tutte le amministrazioni del Molise.
Una vera e propria “macchina da guerra” che, in tutte le elezioni che si sono tenute in Regione dal 2000 (anno in cui effettivamente Di Giacomo ha preso in mano l’allora Forza Italia), ha vinto quasi sempre e ha fatto registrare consensi di gran lunga superiori a quelli raccolti in altre realtà del paese. Ultimo successo in ordine di tempo le amministrative per la Provincia di Campobasso: Palazzo Magno è stato strappato al primo turno al centrosinistra, che lì era di casa, con percentuali decisamente in controtendenza rispetto al calo generalizzato del centrodestra che si è avuto fuori Regione. Il Pdl, contando anche le liste civiche diretta espressione del partito, si è attestato a un risultato di poco inferiore al 25 per cento.
In un territorio storicamente difficile dal punto di vista elettorale non si può che definire un successo. Ma le basi del Pdl molisano poggiano sulla forza elettorale che ha lasciato in eredità FI. Prendiamo le Politiche del 2001 quando, calcolando solo la città di Isernia, il partito azzurro ha ottenuto il 38,7 per cento dei voti (senza contare il 7,8 di An). Oppure le Comunali di Isernia del 2002, quando il valore è sceso a 27,3, ma semplicemente perché il candidato sindaco, Gabriele Melogli (attuale primo cittadino) era un uomo dell’Udc (che infatti prese il 14,9 per cento). Ma il “boom” di FI è stato registrato alle Comunali successive, quelle del 2007: 33,8 per cento di voti che, aggiunti al valore di An (10,9), hanno rischiato di regalare la maggioranza assoluta ai due partiti che oggi compongono il Pdl.
Sempre in ascesa il risultato anche nella città di Campobasso: dall’11,1 del 1999, Forza Italia è salita al 13,1 del 2004, fino – ma qui si parla di Pdl – al 21,4 del 2009. È però Isernia il solidissimo bacino elettorale del centrodestra molisano. Alle Provinciali del 1999, per esempio, Forza Italia ottenne il 26 per cento di voti, An addirittura il 14,2. Dieci anni dopo, nel 2009, il Pdl ha raggiunto il 16,6 per cento di consensi, ma ha “sparpagliato” su diverse liste civiche almeno un altro 20 per cento. A Campobasso, invece, l’andatura zoppicante del centrodestra negli ultimi anni è stata rimessa a posto qualche settimana fa con la vittoria al primo turno di Rosario De Matteis alle Provinciali: il Pdl come partito ha preso il 12,69 per cento di voti, ma liste “satellite” hanno avuto un altro 10 per cento. Non ai livelli di Isernia, ma di sicuro un altro passo avanti rispetto agli anni passati.
E si arriva alla Regione, dove l’attuale governatore Michele Iorio la fa da padrone da ormai 10 anni: nel 2001 FI ebbe il 27,2 per cento di consensi alle Politiche, il 22,9 alle Regionali. Nel 2006 la riconferma con quasi il 25 per cento di voti “azzurri” e quasi il 10 per cento per An. Le percentuali salgono di molto se vengono calcolati i risultati delle Politiche su base regionale. Nel 2006, ad esempio, per il Senato Forza Italia ottenne il 33,1 per cento e An il 14,2. Il Pdl, nel 2008, sempre per Palazzo Madama ha avuto il 37 per cento. Dati che fanno riflettere. Non è un caso, quindi, che l’attuale gruppo dirigente del Pdl veda a capo da 11 anni sempre lo stesso coordinatore regionale, il secondo più longevo d’Italia nella sua carica dopo Guido Viceconte (Basilicata). La solida struttura del partito, unita a una massiccia strategia di comunicazione sul territorio, hanno portato il Pdl molisano ad affermarsi come una forza politica al riparo da scossoni. Ora si attendono le Regionali di novembre: se si butta un occhio al passato è facile essere ottimisti per il futuro.
