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La maggioranza a Isernia c’è già, manca solo che Rosa Iorio vinca per guidarla

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Il popolo di facebook pare esserne sicuro: non ci saranno “anatre zoppe” al Consiglio comunale di Isernia. “No al terrorismo psicologico”, dicono ancora i sostenitori del centrosinistra: l’anno scorso, infatti, fu assegnato un premio di maggioranza per consentire al sindaco Massimo Zedda di governare il Comune del capoluogo sardo. Altrettanto, a loro avviso, accadrebbe a Isernia, quindi basta con la storia di far credere che il centrosinistra, comunque vada, non avrà speranze di governare.

Peccato che la realtà, a dire il vero, sia un'altra rispetto a quello dipinta dai sostenitori di centrosinistra e che sia piuttosto evidente. Il 57%  di voti (calcolati sul totale dei consensi validi) raccolti dalle liste a sostegno della candidatura a sindaco di Rosa Iorio, rende un esercizio inutile ogni tipo di ragionamento empirico: in caso di vittoria, Ugo De Vivo non avrà una maggioranza, che è stata già assegnata alla coalizione avversaria. Tra l’altro, il sindaco “zoppo” potrebbe cadere a tempo di record. Già il mese prossimo, quando a Palazzo San Francesco dovrà essere votato il bilancio. Un’opportunità ghiotta per chi immagina un rapido ritorno alle urne, che in qualche modo possa disegnare nuovi scenari, ad oggi imprevedibili. Si tornerebbe infatti al voto nel 2013, nello stesso anno delle Politiche. Senza poi dimenticare che il risultato delle Regionali è ancora in bilico: fra Tar e Consiglio di Stato si arriverebbe ancora al 2013. Tornando all’ipotesi Cagliari, va precisato che neanche i leader dei partiti del centrosinistra stanno prendendo in considerazione il precedente del Comune sardo. Nessuno, finora, ha fatto riferimento esplicito al possibile premio di maggioranza. Evidentemente il caso è stato già passato sotto la lente e la conclusione, a quanto pare, non ha lasciato margini per sperare in una stampella (il premio di maggioranza, per l’appunto) che consentirebbe a De Vivo di non zoppicare più.

Del resto, non a caso Pierpaolo Nagni, segretario regionale dell’Italia dei Valori, per neutralizzare l’“anatra zoppa” azzarda una mossa degna di un contorsionista: intende affidarsi al senso di responsabilità dei nuovi inquilini di Palazzo San Francesco. E lo fa con queste argomentazioni: “L’analisi del voto vede, anche nelle liste di centrodestra, un grande cambiamento. Vede giovani e nuove energie, insieme alla conservazione di chi nel centrodestra, probabilmente, ha operato meglio in questi anni. È ovvio che, in quest’ottica, dinanzi ad un Consiglio Comunale rinnovato e, sicuramente, più competitivo di prima, il problema dell’anatra zoppa appare del tutto ininfluente. Siamo convinti che Isernia, già con il voto regionale e ora con quello comunale, stia maturando una classe dirigente nuova, pronta a lavorare per il bene della città. Ci piace pensare – conclude Nagni - a una sfida leale di uomini e di donne e non a una lotta di sigle e di partiti. Ecco perché crediamo fortemente che De Vivo sia la persona giusta”. Sarà anche vero, ma ai più questo ragionamento sa di mercato delle vacche. Sembra più che altro un tentativo ex ante di convincere qualche consigliere di primo pelo e qualche ipotetico scontento a passare dall’altra parte della barricata. Alla faccia del cambiamento declamato ai quattro venti. A confronto Depretis (il padre del trasformismo) appare un diliettante allo sbaraglio.

In tutto questo, poi, ci si dimentica di un “piccolo” particolare: un’affermazione di Ugo De Vivo al ballottaggio non è affatto scontata. Stando ai ragionamenti che si fanno in questi giorni in città, sembra che ormai abbia già vinto, come se quel 45% di consensi ottenuti al primo turno dalla sfidante (contro il 30% del candidato del centrosinistra) non contasse nulla. Né si prende in considerazione un altro dato: al primo round Rosa Iorio ha lottato da sola contro sei candidati. Al ballottaggio, invece, la sfida è uno contro uno. Stavolta, dunque, la bilancia potrebbe pendere definitivamente dalla sua parte. L’aspirante primo cittadino del centrodestra ne è consapevole. E per questo – in barba al voto incrociato del primo turno – è fiduciosa di portare a casa il risultato. Sa che è una sfida “face to face”, sa che si confronteranno due persone. Rosa Iorio intende rivolgersi ai moderati facendo affidamento esclusivamente sulle sue forze e sulla sua proposta programmatica. Anche per questo ha già detto no a qualsiasi ipotesi di apparentamento, che tra l’altro finirebbe per destabilizzare la coalizione.

Alleanza per il Molise, il movimento politico che fa riferimento all’assessore regionale Filoteo Di Sandro, in verità un pensierino a un’intesa con Raffaele Mauro lo aveva fatto. In effetti l’ex presidente della Provincia di Isernia proviene dal Pdl w le liste che lo hanno sostenuto (Fli e una civica) sono infarcite di candidati che a sinistra non voterebbero neanche sotto la minaccia di finire sotto il tiro di un plotone di esecuzione. Rosa Iorio ha già detto che è aperta e ben disposta al dialogo, ma di apparentamenti non se ne parla. Per due motivi. Innanzi tutto perché in un periodo storico in cui la partitocrazia è al minimo della sua credibilità, ci si presenterebbe agli elettori proponendo quello che ha tutta l’aria di essere un matrimonio di interessi. Un inciucio, in pratica. Che la gente non digerirebbe. Inoltre, il candidato sindaco del centrodestra sa che se Mauro ha lasciato la coalizione all’indomani delle Regionali avrà avuto i suoi buoni motivi. Essendo una persona coerente con le sue scelte, difficilmente farebbe retromarcia.

Chi invece all’ipotesi di apparentamento con Mauro ci sta lavorando è proprio il centrosinistra. Ma l’eventuale alleanza sarebbe davvero surreale: si ritroverebbero dalla stessa parte esponenti de La Destra di Storace e militanti del Partito della rifondazione comunista. Insomma: più che zoppa, sarebbe un’anatra morta. Sarebbe semplicemente folle immaginare di riuscire a governare la città per cinque anni in queste condizioni, oltretutto senza una maggioranza in Consiglio. La verità è che – apparentamenti o no – la sfida tra Iorio e De Vivo è aperta a ogni risultato. Ma quella maggioranza di centrodestra già formata al primo turno sembra aspettare soltanto il suo naturale completamento con Rosa Iorio al timone. Le anatre, almeno per il prossimo quinquennio, forse è meglio che restino a svolazzare altrove.

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