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Fregatura ad Alta Velocità per le ferrovie abruzzesi

La maggioranza giallorosa smentisce Giuseppi ad Alta Velocità

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L’Alta Velocità ferroviaria in Abruzzo era una panzana. Non solo del premier Conte, ma di tutta la maggioranza giallorosa. È bastato un mese esatto per comprendere la vacuità dell’annuncio del Governo e il disinteresse della maggioranza che ancora lo sostiene a proposito delle infrastrutture abruzzesi.

Il Presidente del Consiglio l’aveva sparata davvero grossa il 3 giugno, durante la conferenza stampa sulla Fase 3 dell’emergenza Covid, annunciando investimenti sulla tratta Roma – Pescara e il raddoppio “dell’alta velocità di rete” lungo la dorsale adriatica come investimenti strategici e prioritari per il rilancio del Paese. Tralasciando però di considerare che la Roma – Pescara è una ferrovia di montagna, zeppa di gomiti, viadotti e gallerie e che lungo la dorsale adriatica i binari sono doppi da decenni, tranne che in un breve tratto tra il Molise e la Puglia. E che soprattutto in Europa non si può assolutamente parlare di “alta velocità” sotto i 250 chilometri orari, mentre nei due tratti in questione si viaggia a medie che non raggiungono nemmeno la metà.

Il 3 luglio è stata la stessa maggioranza parlamentare a smentire l’annuncio sull’alta velocità del Presidente del Consiglio, con la bocciatura dell’emendamento presentato in Commissione Bilancio dall’onorevole Mauro Rotelli di Fdi. Il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, subodorando la fregatura che puntualmente è arrivata, nel tentativo di fare tana al premier aveva subito coinvolto i parlamentari abruzzesi per sostenere i progetti sull’alta velocità del governo.

Che però non esistono. Perché sono stati bocciati in Commissione Bilancio nell’emendamento Rotelli  al Decreto Rilancio e perché sostanzialmente non sono mai esistiti così come strombazzati in tv da Conte. Ad oggi infatti esiste un finanziamento del Masterplan abruzzese con l’appoggio di Rfi per la modernizzazione tecnologica della linea Roma – Pescara, in modo da renderla più veloce rispetto alle 3 ore e 22 minuti di viaggio necessari oggi per coprire i 240 chilometri di linea. Mentre per la linea adriatica Bologna – Taranto non c’è alcun progetto di “alta velocità”, bensì è in corso una modernizzazione dei sistemi di controllo che Rfi porta avanti da anni per innalzare la velocità alla soglia dei 200 Km/h, ma solo su alcuni brevi tratti. Quanto al “raddoppio dei binari”, c’è già un appalto di Rfi per realizzare il tratto di nei 33 Km mancante tra Termoli e Lesina.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, lo aveva annunciato a inizio giugno, nel corso della conferenza stampa sulla Fase 3, nel giorno delle riaperture e parlando del futuro dell’Italia, per poi ripeterlo in diverse altre occasioni: l’Alta Velocità ferroviaria tra Roma e Pescara era uno degli impegni programmatici inseriti tra le priorità del Governo.
La maggioranza giallorosa, però, ha clamorosamente smentito Conte. La Commissione Bilancio della Camera ha infatti bocciato l’emendamento che inseriva la Roma-Pescara nell’elenco delle opere ferroviarie per lo sviluppo del Mezzogiorno. Un emendamento fortemente voluto dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che aveva invitato tutti i parlamentari abruzzesi a sottoscriverlo, per sostenere l’intervento infrastrutturale, anche in considerazione del fatto che nel Decreto “Rilancio” nelle “Disposizioni per il rilancio del settore ferroviario”.

«Tutto potevo pensare tranne che dopo che il presidente Conte in persona, per almeno tre volte negli ultimi giorni, aveva annunciato solennemente che l’alta velocità Roma-Pescara entrava tra le priorità delle infrastrutture strategiche da realizzare al più presto, la sua maggioranza lo smentisse in Commissione bocciando un emendamento che non solo avrebbero dovuto votare ma persino sottoscrivere visto che combaciava perfettamente con i programmi annunciati dal premier. Un’altra brutta pagina per l’Abruzzo dopo la bocciatura dell’emendamento sulla sospensione dei Piani di rientro dal disavanzo che ha privato la Regione della possibilità di spendere subito 30 milioni di euro accantonati nelle nostre casse”, ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

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