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“La morte di Sandri frutto dell’errore e della mancanza di risorse”

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“Ormai in Italia, dopo la beatificazione di Carlo Giuliani e l’elezione della madre al Senato, si è creata in large frange del paese una sorta di odio autorizzato contro le forze dell’ordine che poi esplode nelle maniere che abbiamo visto domenica sera, magari per un  tragico errore”.

Le parole di Franco Maccari, segretario del Coisp, Coordinamento per l’indipendenza sindacale della forze di polizia, sono chiare e forti e spiegano da sole quelle che è successo nella domenica bestiale in cui è morto l’incolpevole dj Gabriele Sandri. Un ragazzo di 28 anni colpito da una pallottola sparata  da oltre 50 metri di distanza (da un agente della polizia stradale) mentre si trovava in macchina nella piazzola di sosta di un Autogrill vicino ad Arezzo.

L’agente era intervenuto, per giunta da molto lontano, per sedare una rissa tra tifosi laziali e juventini. Ma oramai la rissa era già finita e le modalità operative del poliziotto  sicuramente non sono state professionalmente adeguate. Come mai?

Quello che spiega meglio quanto è successo prima che la foga eversiva degli ultrà di tutta Italia si scatenasse, lo racconta un altro sindacalista della polizia di stato, Giovanni Aliquò, segretario dell’Associazione nazionale dei funzionari di polizia: “i tagli delle ultime finanziarie, da Tremonti a Padoa Schioppa, hanno inciso sulla stessa preparazione dei nuovi agenti che ormai vanno in strada con una pistola con la stessa esperienza che avrebbe uno che sta prendendo il brevetto da pilota se gli affidassero un jumbo jet.”

“E i risultati - a parte la “tragica cazzata” fatta dall’agente domenica mattina – l’opinione pubblica li vede ogni giorno: indagini sbagliate, interventi non sempre tempestivi, problemi di munizionamento, si usano proiettili blindati che rimbalzano come la carambola a biliardo mettendo a rischio un sacco di gente che non c’entra niente, e archivi fatiscenti, tutti incentrati sul cartaceo che oramai è la preistoria”.

Le carte infatti possono sparire, i dati elettronici molto di meno.

Adesso che si cercano le colpe quindi, i due imputati principali potrebbero essere proprio Giulian Amato e Tommaso Padoa Schioppa.

Dice Maccari: “certe forze politiche attualmente al governo hanno una responsabilità gravissima nella criminalizzazione dell’operato delle forze dell’ordine: dopo Genova ogni slogan è permesso negli stadi come in altri cortei di estremisti.  Sento la senatrice Giuliani, che dice che in Italia nessun poliziotto ha mai pagato per i propri errori, questo è un incitamento all’odio, in realtà noi siamo quelli che pagano di più.. oltre a questo c’è da dire che l’attuale governo è quello che ha messo in ginocchio l’operatività delle forze dell’ordine con tagli su tagli e persino con l’appropriazione dei fondi accantonati nelle varie finanziarie proprio per il settore in questione..”

Gli fa eco Aliquò: ”noi non abbiamo alcuna voglia di coprire la “tragica cazzata” che ha fatto quell’agente perché, è bene chiarirlo, in quel frangente in cui lui operava non c’era alcun bisogno di usare la pistola e tantomeno per sparare da una parte all’altra dell’autostrada, con distanze che non permetterebbero a nessuno di centrare un qualsivoglia obiettivo.. ciò detto però, la vera cazzata sesquipedale l’hanno fatta quelli che mandano persone poco o per niente addestrate come lui in giro nelle auto di pattuglia dove ormai la benzina se la devono pagare i commissariati o le stesse volanti, con  gli straordinari che sono gratis per tutti e gli stipendi sui mille euro al mese.. una polizia così non riesce più a essere professionale.. non si parla più solo di stipendi, qui sono stati tagliati i fondi per le stesse scuole di polizia e quindi l’addestramento sta diventando prossimo allo zero, perché certo non si può risolvere il tutto nel mandare uno al poligono due volte a settimana a sparare dieci colpi a una sagoma, serve l’addestramento sotto stress, va insegnato quando e come estrarre un’arma.. e poi anche nelle inchieste si cominciano a vedere errori sempre più marchiani.. così non si può andare avanti. Il personale delle forze dell’ordine va “oliato” come una macchina, se il governo risparmia sull’olio poi non ci si deve meravigliare di questi fatti.. non si può credere che si mette in mano l’arma a qualcuno e quello diventa poliziotto per incanto”.

Per onestà intellettuale, sostiene Aliquò, “va detto che questa cosa del tagli ai fondi della polizia è una tradizione inaugurata da Tremonti”. Certo, “Amato e Padoa Schioppa hanno perfezionato il meccanismo”.

Insomma qualcuno si è approfittato di una situazione preesistente e del fatto che le stesse forze dell’ordine per spirito di responsabilità avevano limitato al minimo le proteste: “mica siamo autoferrotranvieri”, dice  ancora Maccari.

Insomma, qualcuno in questo governo deve essersi creduto che il cavallo continuasse a correre senza che gli si desse più la biada.  E, come nel noto sketch con Aldo Fabrizi di tanti anni fa, “proprio ora che la povera bestia si era abituata a vivere senza mangiare, inaspettatamente è morta”.

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1 COMMENT

  1. La beatificazione del
    La beatificazione del Giuliani,la criminalizzazione
    delle forze dell’ordine che tentarono di contrastare
    il sacco di Genova nel 2001,stanno dando i loro
    frutti avvelenati.
    La guerriglia urbana di domenica è frutto della
    convinzione diffusa che Polizia e Carabinieri
    siano nemici del “popolo” e che quindi sia lecito
    combatterli “a prescindere”.
    L’inettitudine e la reticenza politica nel caso specifico,hanno gettato benzina sul fuoco:pertanto
    si faccia chiarezza ,e se emergeranno colpe,
    i responsabili paghino senza sconti!

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