Home News La mossa del cavallo Renzi. Ora Conte va bene e può durare fino al 2023 (forse…)

Le giravolte renziane

La mossa del cavallo Renzi. Ora Conte va bene e può durare fino al 2023 (forse…)

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Considerarsi poco o per niente incisivo, deve essere davvero poco gratificante per uno come Matteo Renzi. Da quasi otto anni ormai l’ex sindaco di Firenze riesce quasi sempre, in un modo o nell’altro, ad attirare l’attenzione su di sé e quando non lo fa sembra davvero non sopportare il fatto di essere considerato come uno qualunque. Questo fu evidente la scorsa estate, quando Renzi si eresse a padre della patria nel momento in cui fu tra i più attivi per la formazione del governo giallo – rosso ed è stato evidente pochi giorni fa, quando con un magniloquente quanto fumoso discorso ha dovuto confermare la fiducia al ministro Bonafede, dopo averlo ripetutamente criticato per il suo lavoro e minacciato di sfiducia fino a 24 ore dal voto sulla mozione presentata da Emma Bonino in Senato.

Molto spesso il senatore di Italia Viva è stato il più critico dei critici nei confronti del Governo e in particolar modo del Premier Conte, definito non all’altezza del ruolo, e più volte ha auspicato un robusto rimpasto di governo. Durante la presentazione del suo nuovo libro – intitolato “La mossa del cavallo” – evidentemente nella mente di Renzi deve essere scattato qualcosa, un istinto a ribaltare ancora una volta le carte in tavola per riprendersi (soltanto un po’) la scena: infatti, a specifica domanda su se e quanto durerà questo governo, l’ex segretario del PD ha dato una risposta sorprendente dichiarando che “l’aspettativa del Conte bis è la più lunga possibile, a patto che si scelga la politica e non il populismo”. Ha poi aggiunto: “non vedo il cambio di governo all’orizzonte e il rimpasto sarebbe una mossa del cavallo del passato”. Insomma, una inversione a U che metterebbe a rischio la patente politica di chiunque pilota del circuito delle istituzioni, ma non quella di chi – a giravolte anche più brusche – è stato sempre abituato.

D’altro canto, proprio perché l’imprevedibilità è stata sempre il marchio di fabbrica di casa Renzi, queste dichiarazioni vanno prese con le molle. Tutti infatti hanno ascoltato le nette parole pronunciate dal Capo dello Stato in quel di Codogno: un appello all’unità, che superi i normali attriti politici per affrontare una situazione sociale ed economica che in autunno potrebbe assumere contorni difficili, consapevoli che il grosso degli aiuti programmati dall’UE verrà erogato a partire dal prossimo anno. Ecco dunque il motivo per cui il leader di Italia Viva potrebbe aver deciso di non infierire su una maggioranza in difficoltà, con un Premier che non gode più della fiducia dei giorni migliori e partiti che non riescono a migliorare le loro performance nei sondaggi (e proprio Italia Viva sembra essere quello messo peggio). Insomma, per Matteo Renzi in questo momento non sembrano esserci grandi alternative ad uno status quo che certamente non lo soddisfa al 100%, ma che comunque gli consente di mantenersi al riparo da eventuali elezioni anticipate e di poter risultare essere numericamente determinante in tutte le future battaglie che si svolgeranno in Parlamento.

Tuttavia, visiti i precedenti, se fossimo in Giuseppe Conte, ascoltando Renzi che dichiara “abbiamo una un’ottima squadra di governo, auguro al presidente del Consiglio e ai ministri di lavorare bene” noi non ci sentiremmo particolarmente sereni…

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