Home News “La Nigeria? Quando manca la libertà religiosa mancano tutte le altre libertà”

La strage nel Plateau

“La Nigeria? Quando manca la libertà religiosa mancano tutte le altre libertà”

A volte la religione rischia di essere usata per nascondere altri problemi sociali, ma ciò non toglie che in Africa e nel resto del mondo i Cristiani soffrano violente persecuzioni. Prendendo spunto dai tragici fatti accaduti in Nigeria, ne parliamo con Padre Bernardo Cervellera, direttore di “AsiaNews”.

Direttore, Padre Lombardi dice che quelli in Nigeria non sono scontri di natura religiosa ma sociale. Come giudica questa dichiarazione?

E’ vero, almeno nel caso della Nigeria c’è un problema di ordine sociale. Registriamo dei pericolosi squilibri fra le etnie che compongono il Paese e dunque non basta una motivazione esclusivamente religiosa per spiegare quello che è accaduto.

Si parla di faide per il controllo della terra e delle risorse economiche

La religione purtroppo può essere utilizzata per nascondere problemi di altro genere – l'esaltazione del fondamentalismo islamico, per esempio, in certi casi serve a mascherare problemi sociali più gravi. Ci sono Stati che, con la scusa degli scontri interreligiosi, coprono le loro mancanze: il fatto di non aver costruito scuole e ospedali, di offrire salari da fame, di non fare nulla per combattere la povertà.

Vuol dire che i governi manipolano il discorso sulle persecuzioni religiose?

Si soffia sul fuoco dell’integralismo islamico esattamente come si addossano tutte le colpe del mancato sviluppo sociale ai Paesi Occidentali, ai “Crociati”. Ma ciò non toglie che i Cristiani siano perseguitati esclusivamente per motivi religiosi in altre parti del mondo.

L'elenco è molto lungo

Accade in Vietnam, in Cina, nella regione indiana dell’Orissa, in Arabia Saudita dove ai Cristiani viene impedito di indossare il crocefisso.  In tutti questi casi siamo di fronte a una evidente violazione della libertà religiosa.

Ha citato il Vietnam. Si riferisce ai Montagnard?

Non solo a loro. In Vietnam i Cristiani subiscono una persecuzione violenta, gli vengono espropriate le terre, confiscate le scuole e gli ospedali frutto degli investimenti fatti in loco dalla Chiesa. La comunità dei fedeli viene pesantemente controllata, i vescovi non possono eseguire il loro magistero e i preti devono obbedire alle direttive del Partito Comunista.

Il Ministro degli esteri Frattini ha detto che “I diritti dei cristiani vanno tutelati in tutti i Paesi dove sono minoranza”. Cosa possiamo fare, praticamente?

Noi di “Asia News” abbiamo istituito un Osservatorio sulle libertà religiose nel mondo. Vogliamo documentare le violazioni della libertà religiosa non solo ai danni dei Cristiani ma anche ai fedeli di altre denominazioni religiose. Il secondo obiettivo è intendere la libertà religiosa come libertà di convertirsi, un diritto che viene negato in alcuni Paesi del mondo arabo e musulmano, o in quelle regioni dell’India dov’è più forte il Partito Nazionalista Indù.

Perché è tanto importante la libertà religiosa?

E’ il metro di sviluppo di un Paese. Se manca la libertà religiosa mancano tutte le altre libertà.

Anche il segretario generale delle Nazioni Unite ha fatto un appello alla “massima moderazione” fra Cristiani e Musulmani in Nigeria. Che ruolo può svolgere l’Onu?

La mediazione che può garantire l’Onu è un fatto di “conoscenza”, potrebbe servire a rendere pubbliche e manifeste queste violazioni. Le Nazioni Unite dovrebbero muoversi per trovare un modo di intervenire negli scenari di crisi, creando degli Osservatori nei Paesi  dove avvengono violazioni dei diritti umani. Ma le Nazioni Unite si muovono poco quando si parla di temi come la libertà religiosa. In fondo l’Onu è una forza laicista…

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