La Norimberga di Grillo ‘sparlante’

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

La Norimberga di Grillo ‘sparlante’

19 Aprile 2012

Beppe Grillo è uno che gesticola molto, che urla molto, che usa molte frasi-effetto. Si sa. Ma alcune volte, questa mania di esagerare gliene fa sparare davvero di grosse. L’ultima ‘grillata’ in ordine di tempo risale a due giorni fa quando durante un comizio elettorale nel Novarese il leader del Movimento 5 Stelle si è scagliato contro i partiti italiani “che hanno portato il Paese alla fame” invocando “un processo pubblico per fare in modo che riportino tutti i soldi che si sono mangiati, fino all’ultima lira”. Per dirla in breve “dobbiamo fare una piccola Norimberga”, specifica Beppe l’agitatore delle folle.

Una frase che, per la carica evocativa che ha, non fatichiamo a credere avrà infiammato i suoi ‘seguaci’ e scatenato un mare di applausi e fischi d’approvazione. Ma anche che – soprattutto perché pronunciata da lui – avrà fatto rivoltare nella tomba Simon Wiesenthal.

L’exemplum tirato in ballo da Grillo, infatti, non è esattamente calzante alla realtà della politica a cui lui stesso si riferisce. Corruzione non ci pare sia sinonimo di crimine di guerra. Né ci pare si possano definire condanna a morte “i lavori socialmente utili” a cui il leader del Movimento 5 Stelle vorrebbe sottoporre i politicacci corrotti. Allo stesso modo non crediamo che tale “processo pubblico” si svolgerebbe al di là delle Alpi (come fu appunto per Norimberga visto che si trattava di processo penale internazionale). E poi, considerando che quello fu un processo celebrato dai vincitori contro i vinti, ci chiediamo chi sia, in questo caso, il vincitore. Grillo forse?

Insomma tentare di sovrapporre un avvenimento di tale portata storica con il desolante spettacolino della politica italiana a cui stiamo assistendo in questi giorni risulta quanto meno azzardato. Senza contare, poi, che a parlare di processi ai partiti “che ci hanno portati alla fame” è proprio uno che ha beneficiato dall’esistenza di questi e ha iniziato la sua ascesa politica proprio contrapponendosi – con una retorica vuota e a tratti violenta – a questi. Il caro Grillo ‘sparlante’ dovrebbe una volta per tutte capire che le parole sono importanti, come recitava Moretti, ma che ancora di più lo è la storia.