La notte magica di Sarah Palin, la rockstar repubblicana
04 Settembre 2008
Tutti pazzi per Sarah. Colpo di fulmine tra la governatrice dell’Alaska e i repubblicani, che stanotte alla Convention di St. Paul l’hanno acclamata con grande entusiasmo. Fino a venerdì scorso, giorno della nomina a candidato vicepresidente, era pressoché sconosciuta anche alla maggior parte dei delegati repubblicani. Ora, è la nuova rockstar della politica americana. All’ “Xcel Energy Center” di Minneapolis, la numero due di McCain è stata accolta da cartelloni con la scritta “Palin Power”. E, in omaggio alla sua avvenenza, i delegati della sua Alaska indossavano spillette con lo slogan: “Dallo Stato più freddo, la vicepresidente più calda”.
La Palin ha parlato per quasi 40 minuti: ha difeso le sue radici nella “piccola America”, lontana dal potere ma vicina alle reali esigenze della gente. E, senza tanti giri di parola, ha risposto ai media, che, in questi giorni, l’hanno messa in croce per la gravidanza della figlia teenager (a volte in modo indecente, tanto che, come riporta The Politico.com, anche i consiglieri della Clinton hanno definito il trattamento riservato alla Palin “sessista”). “Ho una notizia per reporter e commentatori – ha tuonato la governatrice dell’Alaska – non vado a Washington per ascoltare la vostra opinione. Vado a Washington per servire il popolo di questa nazione”. “Nella mia famiglia – ha aggiunto – ci sono alti e bassi. Come in tutte le famiglie americane”.
Fedele al nomignolo che si è guadagnata quando giocava a basket, “Barracuda”, Sarah Palin è andata all’attacco di Barack Obama, infiammando l’uditorio repubblicano. “Quest’uomo – ha affermato – può fare un intero discorso sulle guerre che l’America sta combattendo senza mai usare la parola vittoria, tranne che quando parla della sua campagna elettorale”. Poi, ha voluto marcare la differenza tra i due candidati alla Casa Bianca. “In politica – ha detto – ci sono candidati che utilizzano il cambiamento per promuovere le proprie carriere. Poi, ci sono quelli, come John McCain, che utilizzano le proprie carriere per promuovere il cambiamento”.
La campagna di Obama ha bollato il discorso come “divisivo” e “partigiano”. “Sembra scritto dagli speechwriter di George W. Bush”, ha dichiarato un portavoce del senatore democratico. Dal canto suo, Sarah ha assicurato di essere pronta ad una “dura battaglia”. “Sono una hockey mom (le mamme che accompagnano i ragazzi a giocare ad hockey ndr) – ha sottolineato orgogliosa – e sapete quale differenza c’è tra una hochey mom e un pit bull? Il rossetto!”.
