La nuova questione cattolica che agita Veltroni e il Pd
28 Febbraio 2008
Evitare fratture e spaccature all’interno del Partito
democratico. Scongiurare uno scenario di guerra tra cattolici e laici ma
soprattutto impedire che l’accordo con i radicali dia al Pd l’impronta di un
partito laicista alienando i voti cattolici. Walter Veltroni da giorni ha
indicato ai suoi la rotta. Almeno da quando è stato chiuso l’accordo con i
radicali di Emma Bonino e soprattutto dopo il duro “je accuse” di “Famiglia
Cristiana”. Un attacco che l’ex sindaco non si aspettava. Quella stroncatura: “Pasticcio
veltroniano in salsa pannelliana”, raccontano i suoi più stretti collaboratori,
Veltroni l’aveva colto di sorpresa anche perché giunto nel giorno della
presentazione ufficiale del programma del Pd. Difficile da digerire ma non per
questo meno significativo, indice di un clima che intorno al centrosinistra è
cambiato. Spiegano infatti che nel loft di Sant’Anastasia il candidato premier
abbia preso sempre più coscienza che se prima con Prodi alla guida una parte
del mondo cattolico era pronto a firmare cambiali in bianco, adesso con lui la
musica è cambiata. Ancora ieri mattina, infatti, don Sciortino, direttore di
“Famiglia Cristiana”, continuava ad attaccare l’accordo con il Partito Radicale
giudicandolo “un errore” e “perché l’arrivo dei radicali apre un contenzioso
con i cattolici del Pd di cui non c’era proprio bisogno”.
Giudizi duri che
hanno convinto sempre più Veltroni che la sua legittimità nel mondo cattolico
arriverà passo dopo passo e dopo un lungo cammino. Perciò la strategia di
evitare frizioni e divisioni ed incentivare il confronto interno e la reciproca
collaborazione. In breve: dare un’immagine rassicurante del partito dove non ci
sono spaccature tra cattolici e laici. In questo senso si deve leggere la
decisione di candidare due esponenti del mondo cattolico come Mauro Cerutti e
Andrea Sarubbi, volto della trasmissione religiosa “A Sua immagine”. Una mano
tesa ed un invito a fidarsi del Pd. Tutte decisioni che legate ad una
rimodulazione di toni puntano a scongiurare di regalare al Partito della
Libertà i consensi e le battaglie del mondo cattolico. Che alla fine Veltroni ci
riesca questo è un aspetto tutto da valutare, ma la missione è partita, giusto ieri
al convegno organizzato dai cattolici del Pd. Un appuntamento preparato da
Pierluigi Castagnetti, Giuseppe Fioroni, Dario Franceschini, Giuseppe Garofani
e Mimmo Lucà che voleva non solo mettere insieme tutti i 130 parlamentari
cattolici del Pd ma soprattutto dare all’esterno l’impressione che nel nuovo
partito la componente cattolica esiste e come. Una prova di forza che però non
a tutti è piaciuta, come a Rosy Bindi che infatti ha disertato l’appuntamento
spiegando che “il raduno è sbagliato” e che “non bisogna organizzare una
corrente cattolica nel Pd”.
Veltroni invece non ha bucato l’invito che è stato
l’occasione per la sua prima uscita sullo scivoloso terreno cattolico. Compito
non facile, ma l’ex sindaco ha cercato subito di sgombrare il campo spiegando
che “non ci sono da una parte i cosiddetti laici che si occuperebbero in modo
semplicistico e ideologico dei diritti” e “dall’altra parte dei credenti che
sarebbero contrari alla crescita dei diritti perchè avversari della piena
libertà della persona”. Una rappresentazione che lui ritiene “assolutamente
caricaturale” della realtà ed in cui il Partito Democratico si pone come “il
frutto di un lavoro di incontro, di contaminazione, di felice melting pot che
si è realizzato tra le nostre culture”. Parole rassicuranti e di sintesi che
non hanno risparmiato un riferimento critico a quella che Veltroni giudica come
“la tentazione di dare per scontato nel nostro paese una nuova, non inedita,
netta separazione e contrapposizione tra laici e cattolici”. Contrapposizione in cui secondo lui “l’Italia sarebbe
così condannata a ripetere all’infinito le divisioni di Porta Pia”. Da qui la
decisione che sui temi etici il partito cercherà una sintesi tra laici e
cattolici.
“Un inderogabile dovere di sintesi” lo ha chiamato Veltroni facendo
in particolare riferimento al documento sulla legge 194 che ieri le senatrici
del Pd, laiche e cattoliche, hanno presentato. Mano tesa, quindi, quella
dell’ex sindaco al mondo cattolico che guarda a sinistra. Un invito a fidarsi
del nuovo partito e dei suoi dirigenti. Atteggiamento che per ora è sembrato
trovare il consenso di cattolici popolari come il presidente del Senato Franco
Marini che commentando l’intervento di Veltroni ha parlato di “via giusta” nel
senso di “cercare una sintesi” tra le diverse anime del Pd. Ma i problemi sul
tappeto restano, rappresentati dall’assenza della stessa Bindi al convegno e da
quanti come lei non accettano di relegare lo spirito cattolico a semplice
componente all’interno di un contenitore politico più ampio. Problemi che appunto
la candidatura di due esponenti del mondo cattolico non potrà facilmente
risolvere. Elementi che spiegano come la strada per Veltroni per la piena
legittimazione nel mondo cattolico è appena iniziata. E non è detto che alla
%0Afine non sia un vicolo cieco.
